Merate: tra promesse e concretezza

Articolo: Merate, intervista a Salvioni: ecco il lavoro del biennio e il piano per i prossimi tre anni

L'intervista (al sindaco di Merate, Mattia Salvioni ndr) restituisce l'immagine di un'amministrazione ricca di annunci, progetti, studi preliminari e visioni strategiche, ma povera di risultati realmente tangibili. A metà mandato, gran parte degli interventi più volte richiamati è ancora in fase di progettazione, di finanziamento o in attesa di avvio dei cantieri. Si parla molto di ciò che verrà realizzato nei prossimi mesi o nei prossimi anni, mentre i cittadini continuano ad attendere risposte concrete ai problemi quotidiani vedi il segnale telefonico in centro. Le intenzioni possono essere condivisibili, ma amministrare significa soprattutto trasformare le promesse in opere concluse e servizi funzionanti. L'elenco di tavoli di lavoro, piani strategici, studi, questionari e progetti futuri non può sostituire un bilancio fondato sui risultati effettivamente raggiunti. A due anni dall'insediamento, ci si sarebbe aspettati una maggiore capacità di tradurre gli annunci in interventi conclusi. Invece emerge una narrazione costruita più sulle prospettive che sui fatti, con il rischio che il continuo rinvio delle opere finisca per alimentare la distanza tra le aspettative dei cittadini e la realtà amministrativa. Le buone intenzioni non mancano, ma il giudizio su un'amministrazione non può basarsi sulle promesse: si misura sulla concretezza, sulla capacità di rispettare i tempi e di portare a termine gli impegni assunti con gli elettori.
Paolino
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