Lomagna: l’eredità di Luisa Dell’Orto rivive nel primo albero del Giardino dei Giusti

Giovedì 25, Lomagna ha vissuto una giornata di profonda intensità emotiva e civile, inaugurando ufficialmente il proprio Giardino dei Giusti Diffuso presso il parco "Kenbe Fèm". La cerimonia, culminata con la piantumazione di un ulivo, non è stata solo un atto formale inserito nel progetto del meratese, ma un tributo corale alla figura di Piccola Sorella Luisa Dell’Orto, proprio nel quarto anniversario del suo brutale assassinio ad Haiti.
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Ad aprire l'evento è stata la sindaca Cristina Citterio, la quale, visibilmente commossa, ha spiegato come questo ulivo sia un dono ricevuto per aver scelto, aderendo al Giardino dei Giusti Diffuso, di dare valore a chi, con la propria vita, è diventato un esempio di giustizia e pace. Citterio ha sottolineato che Luisa incarna perfettamente questi valori universali: la sua vita, sebbene animata da una fede profonda, continua a parlare a tutti, credenti e non, trasmettendo un messaggio di cambiamento possibile anche dove la speranza sembra mancare.
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Uno dei passaggi più toccanti del discorso della Sindaca ha riguardato il murales presente nel parco, dedicato a Luisa e più volte bersaglio di atti vandalici. "È una ferita che rimane, proprio come quella nei nostri cuori per la sua perdita, ma il bene sotto quello sfregio continua ad esserci e noi non ci stancheremo mai di ricoprire i graffiti", ha affermato con forza, evidenziando come la memoria di Luisa debba generare frutti rigogliosi e non fermarsi al dolore. Il parco stesso, "Kenbe Fèm" (che in creolo haitiano significa "tieni duro"), è già permeato dalla sua presenza attraverso i segni lasciati dai bambini e le nuove riqualificazioni dei campetti, che Luisa avrebbe certamente amato.

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La narrazione della vita di questa "giusta" lomagnese è proseguita con la lettura di alcuni suoi scritti autobiografici da parte di Stefania Casturà. Attraverso queste parole, i presenti hanno riscoperto le radici di Luisa, nata a Lomagna nel secolo scorso in una famiglia dove la fede era parte integrante della quotidianità. Il suo percorso l'ha portata dal liceo alle domande esistenziali che l'hanno spinta a scegliere la facoltà di filosofia per cercare risposte concrete al Vangelo. Da lì, la partenza per la Francia e poi per le missioni: prima tra i pigmei del Camerun, poi negli altopiani del Madagascar, fino ad approdare ad Haiti nel 2003. A Port-au-Prince, capitale dello Stato caraibico, Luisa si è divisa tra l'aiuto diretto ai bambini del quartiere di Delmas e l'insegnamento accademico, convinta che la filosofia fosse uno strumento di ricerca della verità necessario per formare le coscienze dei giovani haitiani.
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La ricchezza dell'incontro è stata alimentata dalle voci del Consiglio sovracomunale dei ragazzi e delle ragazze, Gabriele e Lorenzo, che hanno letto testimonianze di chi ha condiviso il cammino con lei ad Haiti. Sono emersi dettagli di una donna dall'intelligenza brillante ma dalla semplicità evangelica, capace di organizzare la distribuzione di aiuti con una precisione logistica invidiabile, restando però sempre un passo indietro per lasciare il protagonismo agli haitiani. Un sacerdote ha ricordato come Luisa considerasse la scuola uno "scudo" contro il reclutamento dei ragazzini da parte delle gang. Un giovane, che lei aveva salvato da una vita di strada a soli nove anni, l'ha definita con dolcezza "vicemma", la nostra mamma. Anche un ex allievo, oggi diventato maestro, ha testimoniato come lei sia stata la prima a credere nel suo talento per l'informatica, incoraggiandolo a coltivare questa passione senza mai forzarlo.
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Un momento di grande orgoglio per la comunità è stato il ricordo del legame di Luisa con San Giovanni in Persiceto: nel 2012, nonostante le immani difficoltà di Haiti, mandò un assegno per aiutare le scuole emiliane colpite dal terremoto, un gesto di generosità che le valse un premio al volontariato nel 2014. Il consigliere Giacomo Arrigoni ha poi portato il punto di vista degli studenti universitari, spiegando come, pur non avendola conosciuta di persona, la figura di Luisa sia diventata per i giovani del paese una "bomba di energia vitale" e una motivazione fortissima per impegnarsi in progetti come quello del "Kenbe Fèm". "Dobbiamo ricordarla con gioia, non per ciò che non c'è più, ma per ciò che grazie a lei continua a esserci", ha sottolineato Arrigoni.
La cerimonia ha poi assunto un respiro internazionale con l'intervento di Muguette Joazile, rappresentante dell'Ambasciata di Haiti presso la Santa Sede, che ha viaggiato da Roma per onorare l'amica. Con un saluto in francese, ha ricordato il sorriso di Luisa capace di dissipare ogni tristezza e ha espresso il dolore di un popolo intero che attende ancora giustizia. Il parroco don Andrea Restelli ha invece riflettuto sul concetto di bellezza con la "B" maiuscola, quella bellezza divina che Luisa riusciva a far splendere anche in contesti di degrado e sofferenza. Citando le recenti notizie di violenza ad Haiti, come l'incendio di una chiesa dedicata a Santa Teresa di Calcutta, don Andrea ha ribadito che il sangue dei martiri, come definita da Papa Francesco, è un germe di bene che impedisce alla memoria di morire.
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Giovanna Riva (vicesindaca di Verderio), Gaia Riva (assessora cultura di Casatenovo, Cristina Citterio. piccola sorella Agnese, Muguette Joazile e Maria Adele Dell'Orto. Presente alla cerimonia anche la vicesindaca di Calco Roberta Brambilla

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Infine, Piccola Sorella Agnese, che ha condiviso anni di missione con lei, ha descritto Luisa come una donna esigente con se stessa, abitata da una spiritualità profonda e dal desiderio di dare tutto fino in fondo. "Poteva tornare in Italia quando le sorelle glielo chiesero, ma non poteva lasciare i suoi bambini e i suoi giovani, perché senza di lei cosa avrebbero fatto?", ha ricordato con commozione, definendo la sua vita una luce che continua a indicare il cammino.
La cerimonia si è conclusa con il gesto collettivo della piantumazione, Mentre le autorità e i giovani posavano la terra sulle radici dell'ulivo, Maria Adele, sorella di Luisa, ha annaffiato la pianta, sigillando un impegno di cura che la comunità di Lomagna ha promesso di mantenere vivo per sempre.
M.Pen.
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