Lomagna: la comunità ricorda suor Luisa a 4 anni dall'assassinio
La comunità di Lomagna si è stretta in un profondo abbraccio spirituale in occasione della Santa Messa concelebrata a suffragio di suor Luisa Dell'Orto, uccisa in missione quattro anni fa ad Haiti. La solenne liturgia delle 20:30 ha visto una partecipazione straordinaria della cittadinanza, dei parenti della religiosa e delle istituzioni, con il sindaco di Lomagna Cristina Citterio e di Muguette Joazile, rappresentante dell’Ambasciata haitiana presso la Santa Sede giunta appositamente da Roma.


La celebrazione ha visto la testimonianza di padre Frandel, sacerdote camilliano e studente di filosofia proprio di suor Luisa. Insieme a lui, sull’altare erano presenti don Andrea Restelli, parroco di Lomagna, il padre barnabita Giuseppe Dell’Orto, fratello di suor Luisa, e don Carlo Millefanti, ex coadiutore presso la parrocchia lomagnese. Presente tra i banchi anche Piccola Sorella Agnese, che ha condiviso a lungo l’esperienza missionaria con la compianta religiosa, unita a tutti i concelebranti nell'invocare la Grazia di essere strumenti di pace e misericordia.


Questo indissolubile legame con la terra cara a suor Luisa ha trovato espressione anche nelle attività dei ragazzi dell'oratorio estivo, i quali, nel corso della giornata, hanno realizzato un grande "Albero della vita", simbolo di Haiti e del bene seminato dalla suora a Kay Chal che continua a germogliare.
Durante l'omelia, incentrata sul Vangelo di Luca, padre Frandel ha invitato i fedeli ad andare oltre il dramma della morte per accogliere il segno concreto del Cristo che si fa dono: «Gesù non risponde ai dubbi con teorie, ma con i fatti: i ciechi riacquistano la vista, i matti camminano, ai poveri è annunciata la buona notizia. Nella vita di suor Luisa riconosciamo questi stessi segni. Per vent'anni ha annunciato la parola ai più poveri, restituito dignità ai bambini abbandonati e seminato speranza dove regnava la disperazione».


Il sacerdote camilliano ha poi tracciato un ritratto personale e commovente della sua ex docente presso il seminario Notre Dame di Haiti e l'istituto Salis: «Non era solo una professoressa, ma una persona straordinaria, sempre pronta ad aiutare e incoraggiare con un sorriso discreto e uno sguardo attento. Ha dedicato la vita al popolo haitiano e ai giovani, insegnando con semplicità e altissima competenza. Sapeva rendere la filosofia accessibile e affascinante, spiegando le cose profonde su Dio e sull'essere umano in modo immediato».


Padre Frandel ha ricordato i consigli personali ricevuti dalla religiosa “Frandel, devi impegnarti e motivarti negli studi, la Chiesa ha bisogno di sacerdoti ben formati e equilibrati” e l'ha ringraziata pubblicamente per gli insegnamenti accademici e spirituali: «Grazie per avermi introdotto alla metafisica, al fatto che al di l’à della materia c'è una realtà che non perisce. La morte non ha l'ultima parola e non tutto finisce con essa».
Rivolgendosi alla famiglia di suor Luisa, agli amici e a tutta la comunità di Lomagna, padre Frandel ha voluto lasciare un'espressione tipica della lingua creola, tanto amata dalla suora: «Ken be fem», ovvero «tenete duro, siate forti». Un'esortazione a non perdere la speranza nel dolore, lasciando che il ricordo della religiosa rimanga una luce sul cammino.
La serata si è conclusa con la consapevolezza profonda che la presenza di suor Luisa rimarrà eterna all'interno delle opere e nel cuore di chi continua a sostenere la missione.
Il cammino del ricordo è già proiettato verso il futuro: in chiusura è stato infatti annunciato che il prossimo anno, in occasione del quinto anniversario della scomparsa, sarà presente a Lomagna l'Arcivescovo di Milano per presiedere la solenne commemorazione.


La celebrazione ha visto la testimonianza di padre Frandel, sacerdote camilliano e studente di filosofia proprio di suor Luisa. Insieme a lui, sull’altare erano presenti don Andrea Restelli, parroco di Lomagna, il padre barnabita Giuseppe Dell’Orto, fratello di suor Luisa, e don Carlo Millefanti, ex coadiutore presso la parrocchia lomagnese. Presente tra i banchi anche Piccola Sorella Agnese, che ha condiviso a lungo l’esperienza missionaria con la compianta religiosa, unita a tutti i concelebranti nell'invocare la Grazia di essere strumenti di pace e misericordia.


Don Andrea
Questo indissolubile legame con la terra cara a suor Luisa ha trovato espressione anche nelle attività dei ragazzi dell'oratorio estivo, i quali, nel corso della giornata, hanno realizzato un grande "Albero della vita", simbolo di Haiti e del bene seminato dalla suora a Kay Chal che continua a germogliare.
Durante l'omelia, incentrata sul Vangelo di Luca, padre Frandel ha invitato i fedeli ad andare oltre il dramma della morte per accogliere il segno concreto del Cristo che si fa dono: «Gesù non risponde ai dubbi con teorie, ma con i fatti: i ciechi riacquistano la vista, i matti camminano, ai poveri è annunciata la buona notizia. Nella vita di suor Luisa riconosciamo questi stessi segni. Per vent'anni ha annunciato la parola ai più poveri, restituito dignità ai bambini abbandonati e seminato speranza dove regnava la disperazione».

Padre Frandel e don Carlo

Padre Giuseppe
Il sacerdote camilliano ha poi tracciato un ritratto personale e commovente della sua ex docente presso il seminario Notre Dame di Haiti e l'istituto Salis: «Non era solo una professoressa, ma una persona straordinaria, sempre pronta ad aiutare e incoraggiare con un sorriso discreto e uno sguardo attento. Ha dedicato la vita al popolo haitiano e ai giovani, insegnando con semplicità e altissima competenza. Sapeva rendere la filosofia accessibile e affascinante, spiegando le cose profonde su Dio e sull'essere umano in modo immediato».


Padre Frandel ha ricordato i consigli personali ricevuti dalla religiosa “Frandel, devi impegnarti e motivarti negli studi, la Chiesa ha bisogno di sacerdoti ben formati e equilibrati” e l'ha ringraziata pubblicamente per gli insegnamenti accademici e spirituali: «Grazie per avermi introdotto alla metafisica, al fatto che al di l’à della materia c'è una realtà che non perisce. La morte non ha l'ultima parola e non tutto finisce con essa».
Rivolgendosi alla famiglia di suor Luisa, agli amici e a tutta la comunità di Lomagna, padre Frandel ha voluto lasciare un'espressione tipica della lingua creola, tanto amata dalla suora: «Ken be fem», ovvero «tenete duro, siate forti». Un'esortazione a non perdere la speranza nel dolore, lasciando che il ricordo della religiosa rimanga una luce sul cammino.
La serata si è conclusa con la consapevolezza profonda che la presenza di suor Luisa rimarrà eterna all'interno delle opere e nel cuore di chi continua a sostenere la missione.
Il cammino del ricordo è già proiettato verso il futuro: in chiusura è stato infatti annunciato che il prossimo anno, in occasione del quinto anniversario della scomparsa, sarà presente a Lomagna l'Arcivescovo di Milano per presiedere la solenne commemorazione.
G.Lu.
























