Paderno: nota un'anziana lungo l'alzaia, lo sguardo perso confusa, ne intuisce le intenzioni e Fiorenzo le salva la vita

Ogni giorno sono decine le persone che vede transitare lungo l'alzaia e altrettante quelle che intrattiene raccontando aneddoti del fiume, della sua storia e della chiesina di Santa Maria Addolorata. Un “luogo del cuore” curato nei minimi particolari, che ogni giorno (feste comandate incluse, senza guardare caldo e gelo) lo vede dedicarsi anima e corpo (con relativo taglio di erba e rovi) per offrire a turisti e passanti un'oasi dove trovare ristoro per qualche istante.
Questa mattina, però, la sua presenza attenta e scrupolosa ha fatto la differenza.
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Mentre, infatti, Fiorenzo stava togliendo le erbacce dai gradini che portano all'ingresso della chiesina, ha notato poco dopo le 9.30 una donna anziana provenire in bicicletta da nord lungo l'alzaia. Superato il San Michele, giunta nei pressi della diga, accanto all'area sosta per la macchina del custode, la signora ha tentato di fare uno “strappo” per superare il lieve pendio e raggiungere il ponte, ma età, caldo e affaticamento hanno avuto la meglio e quindi ha dovuto raggiungere la sommità a piedi, spingedo il suo mezzo di locomozione.
Il passo incerto e lo sguardo smarrito hanno fatto comprendere a Fiorenzo che c'era qualcosa che non andava.
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“La donna si è avvicinata alla ringhiera del ponte” ha raccontato “ha appoggiato la bici e ha compiuto qualche passo, guardando in basso, verso il canale e l'acqua che scorreva. Poi, con passo instabile, evidentemente accaldata e stanca, ha ripreso la bici e si è diretta verso lo Stallazzo. Non mi piaceva il suo modo di guardarsi attorno, poi una persona di età avanzata, non perfettamente in forma, a quell'ora sul fiume...c'era qualcosa non mi tornava”.
Abbandonati i guanti da lavoro, Fiorenzo allora ha seguito la 78enne fino a raggiungerla, nel momento in cui aveva nuovamente appoggiato la bici questa volta al guard rail che separa dal canale dove l'acqua color verde, scorre veloce e dove è sufficiente allungare un braccio per sfiorarla.
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“L'ho vista stanca, provata e con lo sguardo perso. Allora le ho chiesto se voleva da bere per rifocillarsi un po'. Mi ha risposto che di lì a poco avrebbe bevuto tanta, tantissima acqua. Si sarebbe riempita così. I miei timori sono stati confermati con quelle parole. Ho iniziato a parlare con lei e sono riuscita a farla tornare verso la chiesina dove mi ha spiegato che, a seguito di una lite famigliare e di una situazione che ormai si trascinava da tempo, questa mattina all'alba aveva inforcato la bicicletta lasciando la sua abitazione, ubicata nella bergamasca, e pian piano aveva raggiunto il ponte e poi l'alzaia decisa a porre fine al tormento. Le ho dato della frutta e della caramelle e ho continuato a parlare con lei cercando di convincerla a farsi portare a casa, ma niente. L'idea di tornare all'abitazione la rifiutava completamente, rivendicando il diritto di poter proseguire lungo l'alzaia. A quel punto ho capito che avevo bisogno di aiuto e che dovevo chiamare i soccorsi ma la signora, quando ha visto che ho preso il telefono, si è agitata e mi ha detto con fermezza di non provarci nemmeno, di non chiamare nessuno. Allora ho avuto un'idea: ho chiamato un'amica e con lei ho intavolato una conversazione generica, dicendole solo sottovoce: guarda che è una emergenza. Lei ha capito in un istante, perchè poi ha sentito la signora che diceva di non chiamare i soccorsi. La mia amica mi ha solo risposto: Fiorenzo tranquillo ci penso io”.
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La macchina dei soccorsi è messa in moto nel giro di pochi minuti.
L'operatrice del 112, compresa la situazione di estrema gravità e le difficoltà in cui versava Fiorenzo, impegnato a intrattenere la donna e soprattutto a prendere tempo, ha girato la richiesta di aiuto alla centrale dei carabinieri. Qui la persona contattata dal custode della chiesina ha spiegato all'operatore i fatti che, senza perdere tempo, ha subito messo in moto la macchina dei soccorsi.
Sull'alzaia si sono portati in forze vigili del fuoco, personale sanitario e agenti di polizia locale. Proprio questi ultimi hanno avvicinato Fiorenzo, come se si trattasse di un passaggio fortuito, così da non allarmare l'anziana e una volta disteso il clima sono riusciti a farla parlare con i sanitari che, dopo le formalità di rito, l'hanno caricata in ambulanza e portata all'ospedale Papa Giovanni in codice giallo.
Se la donna ha avuto salva la vita, lo deve all'intervento provvidenziale di Fiorenzo Mandelli che notato il suo smarrimento e il suo stato di spossatezza, non si è voltato dall'altra parte ma le si è avvicinato, è entrato in empatia con lei e poi ha permesso che venisse soccorsa.
S.V.
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