Verderio: ancora sulle campane

Articolo: Verderio: lo scampanio a tutte le ore viola il codice civile e le norme comunali

Campane a Verderio
Gentile Signor Crespi,
Leggendo le sue lettere, Lei dice che non regge l'argomento di chi le fa notare che la chiesa c'era prima che lei comprasse casa. Io, invece, lo ritengo validissimo ed è l'unica causa che l'ha portata a scrivere sui social e su MOL. Ho la sensazione che lei stia provando a trasformare un problema personale in un problema che riguarda tutta la comunità. Sembra che lei pensi che tanti o tutti i verderiesi siano coinvolti nello stesso modo e con la stessa intensità. Penso invece, dalle discussioni che sono emerse sul tema, sembra che la maggior parte dei residenti consideri il suono delle campane come una cosa normale nella vita del nostro paese. È parte della nostra storia. Per questo motivo, credo che non sia giusto presentare la questione come una battaglia per difendere i diritti di una minoranza. La tutela delle minoranze è importante quando serve a garantire diritti che altrimenti verrebbero negati. Ma chiedere che tutta la comunità cambi le sue abitudini e tradizioni per adattarsi alle esigenze di poche persone è diverso. Non si tratta più di tutela, ma di imporre la propria visione di ciò che è accettabile o meno agli altri. Per quanto riguarda le leggi, ne ha citate molte ma è sicuro che, allo stato attuale, siano violate? Già in passato è stato trovato un compromesso con dispiacere di tanti. Le campane, un tempo, suonavano i rintocchi delle ore per tutto il giorno e la notte e senza le limitazioni di oggi. Ciò dimostra che la comunità religiosa e il territorio hanno già saputo adattarsi ai cambiamenti sociali e alla sensibilità moderna o quanto meno alle varie normative. Le norme citate tutelano certamente dal rumore ingiustificato o eccessivo, ma non significa che possano essere utilizzate per imporre l'ulteriore riduzione o eliminazione di manifestazioni tradizionali che sono storicamente radicate nel territorio. Se così fosse, molte delle nostre tradizioni rischierebbero di scomparire. Infine, mi ha colpito il suo "Ahimè" sul fatto di risiedere a Verderio. So che è una scelta espressiva legittima, ma può risultare offensiva per molti cittadini che ci vivono o che ci hanno vissuto qui. A Verderio ci sono nato e ci ho abitato 37 anni. Le campane non sono solo un rumore: per molti di noi rappresentano un segno di appartenenza, memoria e continuità con la storia del nostro paese, personalmente mi ricordano le notti in bianco mentre studiavo o accudivo i miei cari. Liquidarle come un problema da correggere rischia di apparire come una scarsa considerazione verso chi quelle tradizioni le sente ancora come parte integrante della propria comunità. Il rispetto reciproco, che lei richiama giustamente, dovrebbe valere in entrambe le direzioni: rispetto per chi può percepire un disagio, ma anche per una tradizione che accompagna la vita del paese da ben prima dell'arrivo di nuovi residenti e che continua ad avere un significato per una larga parte della comunità. 
Cordiali saluti 
Massimo Zoia
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