Merate: da fuori siamo tutti ingegneri

Articolo: Merate: la fantasia al potere

Caro Giacomo, 
ho letto la tua lettera e mi permetto di offrirti un punto di vista diverso. Io ho votato Salvioni e, a oggi, non me ne pento affatto. Anzi, sono contento della scelta fatta. Questo non significa pensare che tutto sia perfetto o che non ci siano problemi da affrontare, ma semplicemente riconoscere che amministrare una città è molto più complesso di quanto spesso si voglia far credere. A questo proposito, mi viene in mente una lettera pubblicata qualche giorno fa su Merateonline, nella quale si osservava come al bar si trovino sempre tanti "ingegneri", ciascuno con la soluzione pronta per ogni problema della città. È una riflessione che condivido. Dall'esterno tutto sembra semplice, ma quando si è chiamati a governare una comunità le esigenze da conciliare sono molteplici e spesso in contrasto tra loro. Fare il sindaco oggi non è facile. Bisogna ascoltare tutti e cercare un equilibrio tra interessi diversi. C'è chi desidera una città viva, ricca di iniziative ed eventi, e chi invece vorrebbe poter godere della tranquillità della propria casa senza rumori e disturbi. C'è chi lamenta che i giovani passino il loro tempo seduti su un divano davanti ai social e chi, quando quei giovani decidono di uscire, incontrarsi e costruirsi spazi di socialità, si infastidisce perché fanno rumore o occupano luoghi pubblici. C'è chi vorrebbe la presenza costante della Polizia Locale davanti alle scuole e agli asili, chi la vorrebbe impegnata a pattugliare le strade nelle ore notturne per contrastare comportamenti pericolosi, e chi chiede controlli più severi verso chi sfreccia sulle strade meratesi. Salvo poi accusare l'amministrazione di "fare cassa" quando le sanzioni colpiscono cittadini del posto. La realtà è che ogni scelta amministrativa comporta priorità, compromessi e inevitabili critiche. Qualunque decisione venga presa, ci sarà sempre qualcuno che riterrà di avere la soluzione migliore. Per questo motivo trovo poco utile ridurre il dibattito a chi ha votato chi o a presunti pentimenti collettivi. In democrazia si sceglie un'amministrazione, la si valuta per quello che fa e, al termine del mandato, si esprime nuovamente un giudizio nelle urne. Nel frattempo sarebbe forse più costruttivo discutere delle proposte e dei problemi concreti, senza dimenticare la complessità del ruolo che si chiede a chi governa la città.
Giulio B.
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