Osnago: scontro in Aula. Bonanomi: Gino Strada non è figura universale
Aperta alle 20:45 e chiusa quasi a mezzanotte, la seduta di Consiglio Comunale a Osnago del 17 giugno ha messo in fila dieci punti all'ordine del giorno, attraversando momenti di ampia condivisione e altri di acceso scontro politico, fino a un episodio che ha messo a rischio il decoro dell'assemblea.


Il secondo punto all'ordine del giorno ha portato in aula una mozione presentata dalla consigliera Maria Corti e dal collega Federico Dusi, nata su iniziativa della consulta ANCI Giovani Lombardia. L'obiettivo è rendere strutturale l'impegno del Comune nel contrasto alla violenza di genere, superando la logica delle ricorrenze annuali come il 25 novembre per trasformare la prevenzione in una pratica quotidiana. Le azioni concrete chieste all'Amministrazione sono tre: l'inserimento permanente sul sito istituzionale del banner con il numero antiviolenza 1522, la distribuzione di materiali informativi in scuole e attività commerciali e il recepimento delle linee guida della "Carta degli impegni Generazione Rispetto".
Il dibattito non è stato privo di attriti. Il consigliere Vittorio Bonanomi (Orgoglio Osnago) ha annunciato il proprio voto favorevole, ma non ha rinunciato a criticare quella che ha definito una proposta di marca "sinistra progressista e radical chic", contestando ai proponenti di non aver menzionato i Paesi in cui la violenza sulle donne è prevista e tollerata dagli stessi ordinamenti giuridici. Dusi ha replicato sottolineando la necessità di combattere una cultura sbagliata ovunque si manifesti. Il sindaco Felice Rocca, in aggiunta, ha lamentato pubblicamente l'assenza della minoranza alle iniziative del 25 novembre degli anni passati. Accusa poi respinta con forza dal gruppo "Orgoglio Osnago", che ha rivendicato una partecipazione "discreta e non di facciata". Nonostante la polemica, la mozione è passata all'unanimità.

Il quarto punto ha visto il consigliere di minoranza Fabio Nicoli sollevare una questione apparentemente di ordinaria amministrazione, ma densa di implicazioni. Nel mirino le strutture simili a gazebo allestite nei pressi della stazione ferroviaria dal circolo Arci "La Loco", rimaste sul suolo pubblico per tutto l'inverno, prive di copertura, per poi essere completate con l'arrivo della primavera. Nicoli ha chiesto se fossero state rilasciate regolari concessioni, se l'occupazione fosse soggetta al Canone Unico Patrimoniale (CUP) e se venisse garantita equità tra i diversi soggetti operanti sul territorio. Il Sindaco ha risposto valorizzando la natura dell'ente gestore, specificando che il circolo Arci è regolarmente iscritto al RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e in quanto tale è esente dal pagamento del canone in base al regolamento comunale, una norma che si applica a tutti gli enti del Terzo Settore senza distinzioni. L'occupazione dell'area, ha precisato Rocca, è stata autorizzata per eventi specifici, ovvero le celebrazioni del 25 aprile e la manifestazione "DeguStation" del 16 e 17 maggio.
Nicoli ha successivamente suggerito di richiedere lo smontaggio delle strutture nei periodi di inutilizzo prolungato, per migliorare il decoro di un punto di transito frequentato. Il Sindaco si è impegnato a girare la richiesta al circolo, specificando però che le strutture torneranno operative per nuovi eventi a luglio. L'intervento più duro è arrivato da Bonanomi, che ha ammonito l'Amministrazione di aver trasmesso un messaggio ai frequentanti del circolo di trovarsi in una "zona franca". Il consigliere ha elencato criticità del passato, tra cui "musica ad alto volume" e "divieti di sosta sistematicamente non sanzionati", lasciando intendere una tolleranza selettiva verso soggetti vicini alla maggioranza. Il primo cittadino ha chiuso ribadendo che le regole valgono per tutti, nessuno escluso.

Il punto più caldo della serata ha riguardato lo striscione esposto sulla facciata di un edificio privato in Piazza Vittorio Emanuele II, con la scritta "R1PUD1A" e l'immagine di Gino Strada, fondatore di Emergency. Anche questa interpellanza portava la firma di Fabio Nicoli, che ha chiesto chiarimenti su tre aspetti: le autorizzazioni rilasciate, l'eventuale pagamento del CUP e la sicurezza dei pedoni, visto che il manufatto sovrasta un marciapiede molto trafficato. Il Sindaco ha ricostruito la storia dell'opera. Si tratta di una creazione artistica del maestro Bruno Freddi intitolata "Ciao Gino – una concreta utopia", patrocinata dal Comune fin dal 2021. Il messaggio "R1PUD1A" è stato aggiunto nell'ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione sull'Articolo 11 della Costituzione – "L'Italia ripudia la guerra" – a cui il Comune ha aderito con delibera di Giunta nel gennaio 2025. Trattandosi di comunicazione istituzionale senza finalità commerciali, l'installazione è esente dal canone pubblicitario. Quanto alla sicurezza, Rocca ha assicurato che lo striscione è saldamente ancorato e che la responsabilità civile ricade sull'associazione "La Voce del Corpo" e sul proprietario dell'immobile, impegnandosi a disporre controlli periodici sulla stabilità.

Bonanomi è intervenuto contestando la presunta "universalità" della figura di Gino Strada, considerandola legata a una specifica area politica, e sollevando il tema del decoro urbano, paventando il rischio che la piazza perda la propria identità storica. A quel punto la discussione è degenerata: il capogruppo di maggioranza Federico Dusi ha ribadito le responsabilità legali dell'installazione, Bonanomi ha replicato accusando la maggioranza di confusione normativa e, a microfoni spenti, avrebbe rivolto un insulto a Dusi: "Non capisci un cazzo". Quest'ultimo ha formalmente chiesto al Sindaco e al capogruppo di minoranza di richiamare Bonanomi per un comportamento ritenuto incompatibile con la sede istituzionale. Un episodio che ha lasciato il segno nel clima della serata.


Il secondo punto all'ordine del giorno ha portato in aula una mozione presentata dalla consigliera Maria Corti e dal collega Federico Dusi, nata su iniziativa della consulta ANCI Giovani Lombardia. L'obiettivo è rendere strutturale l'impegno del Comune nel contrasto alla violenza di genere, superando la logica delle ricorrenze annuali come il 25 novembre per trasformare la prevenzione in una pratica quotidiana. Le azioni concrete chieste all'Amministrazione sono tre: l'inserimento permanente sul sito istituzionale del banner con il numero antiviolenza 1522, la distribuzione di materiali informativi in scuole e attività commerciali e il recepimento delle linee guida della "Carta degli impegni Generazione Rispetto".
Il dibattito non è stato privo di attriti. Il consigliere Vittorio Bonanomi (Orgoglio Osnago) ha annunciato il proprio voto favorevole, ma non ha rinunciato a criticare quella che ha definito una proposta di marca "sinistra progressista e radical chic", contestando ai proponenti di non aver menzionato i Paesi in cui la violenza sulle donne è prevista e tollerata dagli stessi ordinamenti giuridici. Dusi ha replicato sottolineando la necessità di combattere una cultura sbagliata ovunque si manifesti. Il sindaco Felice Rocca, in aggiunta, ha lamentato pubblicamente l'assenza della minoranza alle iniziative del 25 novembre degli anni passati. Accusa poi respinta con forza dal gruppo "Orgoglio Osnago", che ha rivendicato una partecipazione "discreta e non di facciata". Nonostante la polemica, la mozione è passata all'unanimità.

Il quarto punto ha visto il consigliere di minoranza Fabio Nicoli sollevare una questione apparentemente di ordinaria amministrazione, ma densa di implicazioni. Nel mirino le strutture simili a gazebo allestite nei pressi della stazione ferroviaria dal circolo Arci "La Loco", rimaste sul suolo pubblico per tutto l'inverno, prive di copertura, per poi essere completate con l'arrivo della primavera. Nicoli ha chiesto se fossero state rilasciate regolari concessioni, se l'occupazione fosse soggetta al Canone Unico Patrimoniale (CUP) e se venisse garantita equità tra i diversi soggetti operanti sul territorio. Il Sindaco ha risposto valorizzando la natura dell'ente gestore, specificando che il circolo Arci è regolarmente iscritto al RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e in quanto tale è esente dal pagamento del canone in base al regolamento comunale, una norma che si applica a tutti gli enti del Terzo Settore senza distinzioni. L'occupazione dell'area, ha precisato Rocca, è stata autorizzata per eventi specifici, ovvero le celebrazioni del 25 aprile e la manifestazione "DeguStation" del 16 e 17 maggio.
Nicoli ha successivamente suggerito di richiedere lo smontaggio delle strutture nei periodi di inutilizzo prolungato, per migliorare il decoro di un punto di transito frequentato. Il Sindaco si è impegnato a girare la richiesta al circolo, specificando però che le strutture torneranno operative per nuovi eventi a luglio. L'intervento più duro è arrivato da Bonanomi, che ha ammonito l'Amministrazione di aver trasmesso un messaggio ai frequentanti del circolo di trovarsi in una "zona franca". Il consigliere ha elencato criticità del passato, tra cui "musica ad alto volume" e "divieti di sosta sistematicamente non sanzionati", lasciando intendere una tolleranza selettiva verso soggetti vicini alla maggioranza. Il primo cittadino ha chiuso ribadendo che le regole valgono per tutti, nessuno escluso.

Il punto più caldo della serata ha riguardato lo striscione esposto sulla facciata di un edificio privato in Piazza Vittorio Emanuele II, con la scritta "R1PUD1A" e l'immagine di Gino Strada, fondatore di Emergency. Anche questa interpellanza portava la firma di Fabio Nicoli, che ha chiesto chiarimenti su tre aspetti: le autorizzazioni rilasciate, l'eventuale pagamento del CUP e la sicurezza dei pedoni, visto che il manufatto sovrasta un marciapiede molto trafficato. Il Sindaco ha ricostruito la storia dell'opera. Si tratta di una creazione artistica del maestro Bruno Freddi intitolata "Ciao Gino – una concreta utopia", patrocinata dal Comune fin dal 2021. Il messaggio "R1PUD1A" è stato aggiunto nell'ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione sull'Articolo 11 della Costituzione – "L'Italia ripudia la guerra" – a cui il Comune ha aderito con delibera di Giunta nel gennaio 2025. Trattandosi di comunicazione istituzionale senza finalità commerciali, l'installazione è esente dal canone pubblicitario. Quanto alla sicurezza, Rocca ha assicurato che lo striscione è saldamente ancorato e che la responsabilità civile ricade sull'associazione "La Voce del Corpo" e sul proprietario dell'immobile, impegnandosi a disporre controlli periodici sulla stabilità.

Bonanomi è intervenuto contestando la presunta "universalità" della figura di Gino Strada, considerandola legata a una specifica area politica, e sollevando il tema del decoro urbano, paventando il rischio che la piazza perda la propria identità storica. A quel punto la discussione è degenerata: il capogruppo di maggioranza Federico Dusi ha ribadito le responsabilità legali dell'installazione, Bonanomi ha replicato accusando la maggioranza di confusione normativa e, a microfoni spenti, avrebbe rivolto un insulto a Dusi: "Non capisci un cazzo". Quest'ultimo ha formalmente chiesto al Sindaco e al capogruppo di minoranza di richiamare Bonanomi per un comportamento ritenuto incompatibile con la sede istituzionale. Un episodio che ha lasciato il segno nel clima della serata.
M.Pen.
























