Verderio, campane: un punto di incontro lo si trova

Articolo: Le campane di Verderio

Gentilissimo,
apprezzo la risposta e colgo la provocazione nel senso in cui credo fosse intesa: un invito a chiarire le intenzioni. Lo faccio volentieri. Non ho mai chiesto di silenziare le campane, rimuovere crocefissi o ridimensionare in alcun modo la presenza della chiesa nella vita del paese. Questa non è una battaglia anticattolica, né una crociata laicista. Non sono credente, confermo. Tuttavia, ho un rispetto genuino per chi vive la fede, per la tradizione cristiana e per qualsiasi altra confessione religiosa. Il rispetto per le convinzioni altrui non è una concessione, per me è un punto di partenza. La questione è più semplice e più quotidiana di come a volte viene presentata nei commenti online. Si tratta di convivenza civile. La frase “la mia libertà finisce dove comincia la tua” è un pilastro del pensiero liberale e democratico, ed è esattamente il principio che vale qui: non chiedo privilegi, chiedo che lo stesso metro venga applicato a tutti. Qualsiasi altro soggetto che producesse quegli stessi decibel a quell’ora, per quella durata, si troverebbe a rispondere alle norme comunali in materia di quiete pubblica. Non è una provocazione, è un dato di fatto. Per dovere di cronaca, ho ricevuto risposta anche da Don Gianni, della Comunità Pastorale, che ringrazio. Ha preso in carico la richiesta, e questo è già un segnale di disponibilità al dialogo che non do per scontato e che apprezzo. Ciò che chiedo, come altri concittadini, è solo un compromesso ragionevole. Uno di quelli che non scontenta nessuno, perché la tradizione può essere preservata e il rispetto per il prossimo può essere garantito allo stesso tempo. Non sono obiettivi in contraddizione. Concludo con una riflessione che le lascio: convivenza, rispetto reciproco, attenzione per il prossimo… sono anche questi valori fondanti del messaggio cristiano. Valori che non si esauriscono alla messa domenicale, ma che trovano il loro senso proprio nei gesti quotidiani, nei piccoli aggiustamenti che rendono la vita comune più dignitosa per tutti. Cordiali saluti, 
Crespi Massimo
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