Merate: le premiazioni dei Giochi di Liberetà dello Spi Cgil
Si è chiusa con le premiazioni a Villa Confalonieri di Merate la 32ª edizione dei Giochi di Liberetà, iniziativa ormai consolidata nella programmazione dell'area benessere dello Spi Cgil Lecco. Numeri da record anche quest'anno: 159 le opere in concorso, presentate da 80 tra pensionati e over 55 che hanno deciso di mettersi in gioco. L'appuntamento conclusivo, ospitato nella cornice della dimora meratese sabato 20 giugno, ha seguito l'esposizione pubblica delle opere in concorso, suddivise nelle cinque categorie consuete: pittura, fotografia, racconti, poesie e manufatti.
Tra i presenti, oltre alla segretaria generale dello Spi Cgil di Lecco Pinuccia Cogliardi e alla segretaria organizzativa Luigia Valsecchi, anche il segretario generale della Cgil di Lecco, Fabio Gerosa, il sindaco di Merate, Mattia Salvioni, e il presidente di Auser Lecco, Claudio Dossi.

Una manifestazione cresciuta nel tempo, arricchita da nuove proposte e iniziative, ma che non ha mai perso la sua direzione: favorire l'incontro, valorizzare le capacità individuali, contrastare l'isolamento sociale. Le diverse categorie sono pensate per stimolare la partecipazione e risvegliare passioni magari sopite, offrendo a chi ha superato i 55 anni l'occasione di mettersi in gioco. È in questo intreccio di creatività e relazioni che l'iniziativa trova il suo senso più profondo: alimentare i legami sociali, valorizzare le sensibilità di ciascuno e accompagnare un invecchiamento vissuto in modo pieno e partecipe.

Il tema del concorso 2026 era «Libertà, come espressione»: non la libertà intesa come assenza di regole, ma come impegno attivo e coinvolgimento diretto nella costruzione del bene comune, oltre l'individualismo. Una conquista mai definitiva, fatta di emancipazione dai confini prestabiliti e di accoglienza delle diversità. Un dono che appartiene a ciascuno senza distinzione di provenienza, fede, condizione sociale, orientamento e idee, e che proprio per questo richiede consapevolezza e responsabilità. Come ricordava Piero Calamandrei, «la libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare».
Come sempre, accanto al tema proposto è stato possibile concorrere anche con opere a tema libero. Per ogni categoria sono stati assegnati i premi al primo e al secondo classificato, sia per il tema sia per la sezione libera, oltre ai riconoscimenti della giuria popolare, formula confermata per il riscontro raccolto negli anni.

Per la poesia si sono distinti Raffaela Lamberti e Francesco Bufalo nella sezione libera, Marco Bonfanti e Carla Colombo sul tema. Nei racconti, premiati Maria Rosa Berretta e Mario Aliprandi a tema libero, Vincenzo Russo Traetto e Agnese Badani sul tema. Per la pittura, riconoscimenti ad Antonella Ticozzi e Carla Colombo nella sezione libera, Enrica Cavalli e Stefania Gatti sul tema. Nella fotografia premiati Daniele Gerolamo Tentori ed Elis Bolis a tema libero, Fausto Quaini ed Enzo Rosati sul tema. Per i manufatti il riconoscimento è andato a Pietro Formenti.

La giuria popolare ha invece premiato Cesare Frigerio e Carmela Colombo per la poesia, Maurizio Rigamonti e Giannino Cascardo per i racconti, Angela Pende per la pittura, Camilla Butti per la fotografia e Giuseppe Boccardo per i manufatti. Quest'ultimi due, curiosità, sono moglie e marito di Valmadrera (di seguito le loro opere).


I vincitori parteciperanno alla fase regionale dei Giochi di Liberetà 2026, in programma a Cattolica.
Parallelamente al concorso sono state organizzate anche numerose attività ludico-ricreative: giochi da tavolo, ballo, pesca e molto altro, oltre alle giornate dedicate alle persone diversamente abili, come le gare di bocce e di pesca «1+1=3», che ormai da anni accompagnano l'inizio dell’estate.

A illustrare il senso dell'iniziativa è stata la segretaria generale dello Spi Cgil Lecco, Pinuccia Cogliardi: «Nell'area benessere stiamo facendo sempre di più, perché crediamo che proprio attraverso queste iniziative il tema dell'invecchiamento venga portato all'attenzione di tutti. La parola chiave per noi è “attivo”: mantenere attive le persone più anziane è un grande investimento, capace di rafforzare l'intera popolazione e di vincere la scommessa contro la solitudine e contro il deperimento del corpo e della mente».
Sul tema di quest'anno si è soffermata la segretaria organizzativa dello Spi Cgil Lecco, Luigia Valsecchi: «La libertà come espressione è un valore che oggi suscita qualche preoccupazione, di fronte a posizioni che non eravamo più abituati ad affrontare. Proprio per questo non va abbandonata, ma praticata ogni giorno, perché resti sempre viva. Anche quest'anno la partecipazione è stata ottima, in lieve crescita, e tra racconti e poesie abbiamo incontrato molti nuovi autori, che ci hanno affidato il loro ricordo di una libertà passata e il loro sguardo su quella presente».

Un valore, quello dell'arte condivisa, sottolineato anche dal segretario generale della Cgil di Lecco, Fabio Gerosa: «È un'iniziativa importante perché mette la creatività a disposizione della comunità, in direzione opposta all'individualismo e all'atomizzazione. La libertà è un bene che deve essere garantito affinché ogni persona possa sentirsi emancipata e realizzarsi pienamente, e l'arte, in questo, è uno strumento fondamentale, anche per la capacità di aprirsi agli altri».
Soddisfazione è arrivata infine dal sindaco di Merate, Mattia Salvioni: «Ringrazio lo Spi Cgil per questa bellissima iniziativa, che ha dato agli over 55 la possibilità di esprimersi nelle diverse forme dell'arte. Ci fa riflettere su un concetto quanto mai attuale, in Italia e nel mondo: libertà non significa fare ciò che si vuole, ma essere consapevoli delle responsabilità che questa parola porta con sé».
Tra i presenti, oltre alla segretaria generale dello Spi Cgil di Lecco Pinuccia Cogliardi e alla segretaria organizzativa Luigia Valsecchi, anche il segretario generale della Cgil di Lecco, Fabio Gerosa, il sindaco di Merate, Mattia Salvioni, e il presidente di Auser Lecco, Claudio Dossi.

Una manifestazione cresciuta nel tempo, arricchita da nuove proposte e iniziative, ma che non ha mai perso la sua direzione: favorire l'incontro, valorizzare le capacità individuali, contrastare l'isolamento sociale. Le diverse categorie sono pensate per stimolare la partecipazione e risvegliare passioni magari sopite, offrendo a chi ha superato i 55 anni l'occasione di mettersi in gioco. È in questo intreccio di creatività e relazioni che l'iniziativa trova il suo senso più profondo: alimentare i legami sociali, valorizzare le sensibilità di ciascuno e accompagnare un invecchiamento vissuto in modo pieno e partecipe.

Il tema del concorso 2026 era «Libertà, come espressione»: non la libertà intesa come assenza di regole, ma come impegno attivo e coinvolgimento diretto nella costruzione del bene comune, oltre l'individualismo. Una conquista mai definitiva, fatta di emancipazione dai confini prestabiliti e di accoglienza delle diversità. Un dono che appartiene a ciascuno senza distinzione di provenienza, fede, condizione sociale, orientamento e idee, e che proprio per questo richiede consapevolezza e responsabilità. Come ricordava Piero Calamandrei, «la libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare».
Come sempre, accanto al tema proposto è stato possibile concorrere anche con opere a tema libero. Per ogni categoria sono stati assegnati i premi al primo e al secondo classificato, sia per il tema sia per la sezione libera, oltre ai riconoscimenti della giuria popolare, formula confermata per il riscontro raccolto negli anni.

Per la poesia si sono distinti Raffaela Lamberti e Francesco Bufalo nella sezione libera, Marco Bonfanti e Carla Colombo sul tema. Nei racconti, premiati Maria Rosa Berretta e Mario Aliprandi a tema libero, Vincenzo Russo Traetto e Agnese Badani sul tema. Per la pittura, riconoscimenti ad Antonella Ticozzi e Carla Colombo nella sezione libera, Enrica Cavalli e Stefania Gatti sul tema. Nella fotografia premiati Daniele Gerolamo Tentori ed Elis Bolis a tema libero, Fausto Quaini ed Enzo Rosati sul tema. Per i manufatti il riconoscimento è andato a Pietro Formenti.

La giuria popolare ha invece premiato Cesare Frigerio e Carmela Colombo per la poesia, Maurizio Rigamonti e Giannino Cascardo per i racconti, Angela Pende per la pittura, Camilla Butti per la fotografia e Giuseppe Boccardo per i manufatti. Quest'ultimi due, curiosità, sono moglie e marito di Valmadrera (di seguito le loro opere).


I vincitori parteciperanno alla fase regionale dei Giochi di Liberetà 2026, in programma a Cattolica.
Parallelamente al concorso sono state organizzate anche numerose attività ludico-ricreative: giochi da tavolo, ballo, pesca e molto altro, oltre alle giornate dedicate alle persone diversamente abili, come le gare di bocce e di pesca «1+1=3», che ormai da anni accompagnano l'inizio dell’estate.

A illustrare il senso dell'iniziativa è stata la segretaria generale dello Spi Cgil Lecco, Pinuccia Cogliardi: «Nell'area benessere stiamo facendo sempre di più, perché crediamo che proprio attraverso queste iniziative il tema dell'invecchiamento venga portato all'attenzione di tutti. La parola chiave per noi è “attivo”: mantenere attive le persone più anziane è un grande investimento, capace di rafforzare l'intera popolazione e di vincere la scommessa contro la solitudine e contro il deperimento del corpo e della mente».
Sul tema di quest'anno si è soffermata la segretaria organizzativa dello Spi Cgil Lecco, Luigia Valsecchi: «La libertà come espressione è un valore che oggi suscita qualche preoccupazione, di fronte a posizioni che non eravamo più abituati ad affrontare. Proprio per questo non va abbandonata, ma praticata ogni giorno, perché resti sempre viva. Anche quest'anno la partecipazione è stata ottima, in lieve crescita, e tra racconti e poesie abbiamo incontrato molti nuovi autori, che ci hanno affidato il loro ricordo di una libertà passata e il loro sguardo su quella presente».

Un valore, quello dell'arte condivisa, sottolineato anche dal segretario generale della Cgil di Lecco, Fabio Gerosa: «È un'iniziativa importante perché mette la creatività a disposizione della comunità, in direzione opposta all'individualismo e all'atomizzazione. La libertà è un bene che deve essere garantito affinché ogni persona possa sentirsi emancipata e realizzarsi pienamente, e l'arte, in questo, è uno strumento fondamentale, anche per la capacità di aprirsi agli altri».
Soddisfazione è arrivata infine dal sindaco di Merate, Mattia Salvioni: «Ringrazio lo Spi Cgil per questa bellissima iniziativa, che ha dato agli over 55 la possibilità di esprimersi nelle diverse forme dell'arte. Ci fa riflettere su un concetto quanto mai attuale, in Italia e nel mondo: libertà non significa fare ciò che si vuole, ma essere consapevoli delle responsabilità che questa parola porta con sé».
























