Brivio: la coop. L’Alveare e la sez. Avis fanno il punto sulle attività e guardano al futuro insieme

Presso la sede della cooperativa L’Alveare, in via Lung'Adda Monfalcone a Brivio, nella serata di venerdì 19 giugno si è tenuto un importante incontro pubblico volto a suggellare la storica collaborazione tra due delle realtà associative più significative del panorama briviese: l’Avis Comunale di Brivio e, per l'appunto, la cooperativa L’Alveare. 
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Da sinistra,  Flavio Perego (presidente Cooperativa L’Alveare), Marco Pirovano (presidente Avis Brivio), Franco Riva (presidente dell'associazione Amici dell’Alveare)
La serata ha rappresentato una occasione per certificare il rapporto di profondo scambio reciproco tra i sodalizi e per ricordare alla cittadinanza le attività e i progetti svolti, per poi presentarne di nuovi.

L'incontro ha voluto dare una veste ufficiale a un percorso cooperativo avviato da tempo, che ha già visto tappe fondamentali come la Marcia della Solidarietà e la realizzazione della nuova Casa de L’Alveare.

Il presidente dell’Alveare Flavio Perego ha espresso profonda gratitudine per la vicinanza dell'Avis sottolineando che collaborare con un’associazione di stampo nazionale sia un motivo di grande orgoglio. 

È inoltre stato annunciato un importante traguardo: l'Alveare è in procinto di acquistare un nuovo automezzo per il trasporto, fondamentale per l'accompagnamento all'autonomia dei ragazzi. Sul veicolo campeggerà il simbolo dell’Avis proprio come frutto visibile di questa sinergia e del contributo significativo dell’associazione di donatori.
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A fare eco alle sue parole è stato l’intervento di Franco Riva, presidente dell'associazione Amici dell’Alveare, il quale ha ricordato il successo del progetto autonomia, percorso di accompagnamento per persone con disabilità, sottolineando come l'unione di queste due grandi forze in un piccolo paese rappresenti una ricchezza straordinaria. 

Il presidente dell'Avis Brivio, Marco Pirovano, ha illustrato il quadro normativo e statutario entro cui si muove l'associazione, ricordando che, per statuto, l'ente non può effettuare donazioni dirette in denaro a scopi estranei se non nell'ambito di precise attività promozionali e di informazione sul territorio, come quella rivolta a chi ruota attorno all'Alveare. 

Il presidente ha ricordato che l'anno prossimo l'Avis Nazionale taglierà il traguardo dei 100 anni di storia, mentre la sezione di Brivio festeggerà i 55 anni, essendo nata nel 1972 grazie a un gruppo di 75 volontari sul territorio.

A livello nazionale l’Avis conta 1 milione e 300mila donatori, coprendo il 70% del fabbisogno di sangue. In questo contesto, la Lombardia si conferma una regione estremamente generosa: basti pensare che ben i due terzi del sangue raccolto nella provincia di Lecco (dove lo scorso anno si sono registrate 30mila donazioni) vengono inviati ad altre regioni in forte carenza, come il Lazio e la Sardegna. 
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Ogni giorno in Italia ci sono circa 1.800 pazienti che necessitano di una trasfusione. Nonostante una generale diminuzione del consumo di sacche negli interventi chirurgici moderni, il fabbisogno resta costante e si scontra oggi con la forte richiesta di plasma, la cui raccolta presenta tuttavia criticità strutturali legate al numero limitato di macchinari e alla carenza di personale infermieristico adibito. Altro fenomeno riscontrabile all’interno della realtà Avis è quello del “socio non donatore”.

Pur essendo una delle realtà più piccole della provincia, l'Avis Brivio sta vivendo un momento d'oro: l'anno scorso ha fatto registrare un eccezionale +7% nel numero dei donatori (che oggi ammontano a 230, con ben 460 donazioni totali effettuate), andando a costituire l’1% di crescita a livello provinciale. Un risultato straordinario ottenuto grazie alla costante presenza sul territorio, con la partecipazione solo quest’anno a ben 11 manifestazioni comunali di carattere sportivo, ludico e scolastico, fino alle raccolte per Telethon e alla presenza con striscioni promozionali nei tornei serali. 

L'incontro si è concluso ribadendo il valore inestimabile del legame tra le due associazioni ricordando al pubblico la natura collegiale di ogni decisione del consiglio, con il comune auspicio che questa collaborazione possa stimolare sempre più giovani ad avvicinarsi al dono del sangue in modo puramente gratuito, solidale e consapevole.
G.L.

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