Il Ponte San Michele arriva in Europea con il M5S
Il progetto per il nuovo Ponte ferroviario (tra Calusco e Paderno d'Adda), che ha sollevato accese proteste locali, è arrivato in Commissione Europea grazie all’interrogazione dell’eurodeputato Gaetano Pedullà del Movimento 5 Stelle.
Il progetto di RFI per la costruzione del nuovo ponte ferroviario sull’Adda, sulla linea Carnate–Ponte San Pietro, è presentato come intervento di “mobilità sostenibile” e viene richiamato il regolamento (UE) 2021/1058 relativo al FESR e al Fondo di coesione, che finanziano infrastrutture di trasporto in coerenza con la Politica di coesione 2021 2027, il Green Deal europeo e l’obiettivo di neutralità climatica.
Tuttavia, lo studio commissionato dalla Provincia al Centro studi PIM prefigura, a seguito della realizzazione del nuovo ponte a doppia corsia stradale e ferroviaria, un aumento del traffico veicolare del 90% sul viadotto, con circa 14.700 transiti giornalieri (di cui 2.000 camion) e incrementi significativi di traffico e inquinamento nei comuni limitrofi, in apparente contrasto con gli obiettivi di riduzione delle emissioni e con il principio “non arrecare un danno significativo” (DNSH) richiamato dal regolamento (UE) 2021/1058 e dalla normativa climatica dell’UE.
Nell’interrogazione con risposta scritta si chiede alla Commissione di indicare:
1. Se siano stati richiesti o già concessi finanziamenti UE (FESR, Fondo di coesione o altri) per questo progetto.
2. Se la valutazione di ammissibilità ai fondi abbia considerato gli impatti previsti su traffico, qualità dell’aria e inquinamento acustico, in linea con il principio DNSH.
3. Quali strumenti di controllo e, se del caso, di revoca o riorientamento dei fondi siano previsti qualora un progetto infrastrutturale finanziato dall’UE risulti in concreto contrario agli obiettivi di mobilità sostenibile e di riduzione delle emissioni.
Il progetto di RFI per la costruzione del nuovo ponte ferroviario sull’Adda, sulla linea Carnate–Ponte San Pietro, è presentato come intervento di “mobilità sostenibile” e viene richiamato il regolamento (UE) 2021/1058 relativo al FESR e al Fondo di coesione, che finanziano infrastrutture di trasporto in coerenza con la Politica di coesione 2021 2027, il Green Deal europeo e l’obiettivo di neutralità climatica.
Tuttavia, lo studio commissionato dalla Provincia al Centro studi PIM prefigura, a seguito della realizzazione del nuovo ponte a doppia corsia stradale e ferroviaria, un aumento del traffico veicolare del 90% sul viadotto, con circa 14.700 transiti giornalieri (di cui 2.000 camion) e incrementi significativi di traffico e inquinamento nei comuni limitrofi, in apparente contrasto con gli obiettivi di riduzione delle emissioni e con il principio “non arrecare un danno significativo” (DNSH) richiamato dal regolamento (UE) 2021/1058 e dalla normativa climatica dell’UE.
Nell’interrogazione con risposta scritta si chiede alla Commissione di indicare:
1. Se siano stati richiesti o già concessi finanziamenti UE (FESR, Fondo di coesione o altri) per questo progetto.
2. Se la valutazione di ammissibilità ai fondi abbia considerato gli impatti previsti su traffico, qualità dell’aria e inquinamento acustico, in linea con il principio DNSH.
3. Quali strumenti di controllo e, se del caso, di revoca o riorientamento dei fondi siano previsti qualora un progetto infrastrutturale finanziato dall’UE risulti in concreto contrario agli obiettivi di mobilità sostenibile e di riduzione delle emissioni.
Gaetano Pedullà, Deputato Parlamento Europeo Movimento 5 Stelle
























