Cernusco: Toto niente confronto, Perché ?

L'assenza della minoranza dall'ultimo Consiglio comunale avrebbe dovuto rappresentare un campanello d'allarme per qualsiasi amministrazione. Per il sindaco Gennaro Toto e la sua Giunta, invece, sembra essere stata soltanto un'occasione per ribadire che va tutto bene e che la colpa è sempre degli altri.
 
È questo l'aspetto più preoccupante delle dichiarazioni del sindaco: l'incapacità di riconoscere anche una minima responsabilità politica. Nessuna autocritica, nessuna riflessione sul clima che si è creato in Consiglio comunale, nessun tentativo di comprendere le ragioni che hanno portato tutte le forze di opposizione a una scelta tanto drastica. Solo giustificazioni.
 
Da anni l'amministrazione Toto governa con un atteggiamento che appare sempre più autoreferenziale. Le critiche vengono sistematicamente liquidate come polemiche, le contestazioni vengono minimizzate e ogni problema viene trasformato in una questione di regolamenti e procedure. Ma amministrare un Comune non significa nascondersi dietro la burocrazia per evitare il confronto politico.
 
Le parole del sindaco sembrano raccontare una realtà parallela nella quale la maggioranza fa sempre tutto correttamente e chiunque dissenta sbaglia per definizione. Una narrazione comoda, ma poco credibile. Perché quando il malcontento coinvolge tutte le forze di opposizione, il problema non può essere sempre e soltanto l'opposizione.
 
Il punto è che Toto continua a confondere il consenso elettorale con l'autosufficienza politica. Aver vinto le elezioni non significa avere sempre ragione. Non significa poter ignorare le richieste di confronto. Non significa poter archiviare ogni critica come un fastidio da sopportare.
 
Ancora più grave è il messaggio che emerge dall'atteggiamento della Giunta. Invece di cercare un dialogo, si preferisce difendere ogni scelta a prescindere. Invece di costruire ponti, si alzano muri. Invece di ascoltare, si replica con comunicati e dichiarazioni che sembrano scritti più per autoassolversi che per spiegare davvero cosa sia accaduto.
 
La verità è che un'amministrazione forte non ha paura del confronto. Un sindaco sicuro del proprio operato non teme le domande scomode e non considera le opposizioni come un problema da neutralizzare. Al contrario, accetta il dibattito perché sa che il pluralismo è una ricchezza per la comunità.
 
Oggi, invece, Cernusco Lombardone si trova davanti a una maggioranza che appare sempre più chiusa nelle proprie certezze. Una maggioranza che, di fronte a un episodio politicamente gravissimo come la diserzione dell'aula da parte della minoranza, non trova nulla da rimproverarsi.
 
Ed è proprio questo il problema. Non l'assenza della minoranza, ma la presunzione di chi continua a sostenere che non esista alcun problema. Perché quando un sindaco smette di mettersi in discussione, smette anche di ascoltare. E quando un'amministrazione smette di ascoltare, inizia inevitabilmente ad allontanarsi dai cittadini che dovrebbe rappresentare.
 
Le dichiarazioni di Gennaro Toto non chiariscono la vicenda. La confermano. Confermano l'immagine di un'amministrazione convinta di non dover mai rendere conto delle proprie scelte e incapace di riconoscere che il primo dovere di chi governa non è avere sempre ragione, ma saper ascoltare anche chi la pensa diversamente.
Max
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