Il meratese Gionata Cogliati "Re delle Dolomiti" per la terza volta alla DXT 2026

Non c'è due senza tre per Gionata Cogliati, atleta di Imbersago che ha trasformato le vette della Val di Zoldo nel teatro della sua definitiva consacrazione nell'ultra trail. Sabato 13 giugno, il portacolori dell'A.S.D. La Recastello – Kailas Fuga Team non si è limitato a vincere per la terza volta consecutiva la prestigiosa Dolomiti Extreme Trail (DXT) nella distanza dei 72 chilometri, ma ha messo in atto una progressione cronometrica che sfida le leggi della resistenza, abbattendo il proprio precedente primato e fissando un nuovo, siderale standard per la competizione.
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La cavalcata trionfale di Cogliati, trentacinquenne originario di Novate, rappresenta il culmine di un triennio di egemonia assoluta su uno dei tracciati più tecnici e selvaggi dell'intero arco alpino. Se il successo del 2024 era stato suggellato da un ragguardevole 10:06:25, già l’anno successivo l'atleta aveva mostrato i segni di una maturazione prodigiosa chiudendo in 09:35:52; tuttavia, è nell'edizione di quest'anno che si è compiuto il prodigio sportivo.
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Partito allo scoccare della mezzanotte da Forno di Zoldo, Cogliati ha divorato il percorso – caratterizzato da un dislivello complessivo di ben 4950 metri – fermando le lancette sull'incredibile tempo di 8:47:25. Questa prestazione, che gli vale 4 preziosissimi punti ITRA e il consolidamento nella National League, non è solo una vittoria contro gli avversari, ma un trionfo metodico contro il cronometro e la fatica, frutto di una preparazione maniacale.
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Il valore dell’impresa emerge con forza analizzando la natura del percorso, classificato ufficialmente come "EE" (escursionisti esperti), un eufemismo tecnico per descrivere un tracciato che alterna cenge esposte, tratti protetti da corde fisse e discese vertiginose. Cogliati ha saputo affrontare con grande maestria le ghiaie dello Sturlon di Cornìa e superare i 2000 metri della Forcella Piccola con una naturalezza impressionante, affrontando il cuore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi sotto la luce della lampada frontale, obbligatoria per le ore notturne. Dopo aver transitato ai piedi del maestoso Monte Pelmo e aver conquistato la vetta del Monte Rite a 2180 metri, l'atleta ha dovuto gestire la temibile discesa della Calada: un baratro tecnico che precipita di 1000 metri in appena un chilometro e mezzo, dove la prudenza imposta dal regolamento si fonde con la necessità di mantenere un ritmo da primato. Insomma, per dominare per tre volte consecutive questa competizione sono necessari una lucidità e un'abilità tecnico-fisica che testimoniano una statura agonistica ormai di livello mondiale.
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Questo successo non giunge isolato, ma si inserisce in una stagione 2026 che rasenta la perfezione assoluta per il corridore meratese. Soltanto pochi mesi fa, a marzo, Cogliati aveva già scosso l'ambiente del trail vincendo la Ultrabericus Integrale sui Colli Berici, dove, tagliando il traguardo in 5:26:59, aveva frantumato il record precedente della competizione sui 65 chilometri. Quella vittoria vicentina, ottenuta davanti ad atleti della nazionale azzurra in raduno, aveva già preannunciato lo stato di grazia attuale. 
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Il futuro di Gionata Cogliati appare ora proiettato verso traguardi ancora più ambiziosi, per dominare distanze dove il dislivello impegnativo e i terreni infidi scoraggiano anche i veterani.
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La sua triplice corona alla Dolomiti Extreme Trail rimane, per ora, un monumento alla costanza e al miglioramento continuo, un esempio di come l'atleta possa, attraverso il sacrificio e la dedizione, riscrivere la propria storia anno dopo anno. 
M.Pen.
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