Cernusco: l’opposizione non si presenta in Consiglio per protestare sul metodo Toto

Si è aperto con l'aula metà spoglia il Consiglio Comunale di lunedì 15 giugno, senza opposizione, senza confronto, con il gruppo "Un Passo Avanti Insieme" che ha scelto di non presentarsi come atto di protesta formale contro le modalità di convocazione.
I consiglieri Brusadelli, Gavazzi, Pirovano e Limonta avevano inviato una lettera al sindaco Gennaro Toto, letta dallo stesso primo cittadino in apertura di seduta, in cui denunciavano tre criticità. Prima: il Consiglio non era stato concordato in conferenza dei capigruppo, prassi mai rispettata dall'inizio della consiliatura. Seconda: le date del 15 e 16 giugno erano state esplicitamente segnalate come problematiche e si era chiesto di evitarle. Terza: i documenti relativi alla variazione di bilancio numero 3 erano arrivati via PEC soltanto alle 21:33 dell'11 giugno, rendendo di fatto inutile la Commissione Bilancio convocata poco prima.
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La risposta del sindaco Gennaro Toto, affidata a un documento ufficiale acquisito agli atti, è stata una replica punto per punto. Ha spiegato che la conferenza dei capigruppo non è un obbligo di legge per la validità della seduta, ma una prassi facoltativa. La scelta della data resta prerogativa esclusiva del Sindaco, dettata in questo caso da urgenze amministrative e da impegni istituzionali imminenti che lo avrebbero visto assente dal territorio nei giorni successivi. Quanto alla documentazione, il deposito cartaceo in Segreteria era avvenuto, a detta del Sindaco,  regolarmente il 10 giugno, nel rispetto dei termini di legge. Il ritardo nella visibilità digitale sull'extranet è stato attribuito a un malfunzionamento informatico, con Toto che ha tenuto a precisare come il caricamento online sia "un servizio aggiuntivo non obbligatorio" e l'invio via PEC un gesto di cortesia, non un dovere. A chiudere il ragionamento, un argomento di opportunità: rinviare la seduta sarebbe stato irrispettoso nei confronti dei ragazzi, già convocati, che non avevano potuto presenziare alla cerimonia di consegna delle Costituzioni il 2 giugno (consegna poi effettuata poco prima del Consiglio, con 4 ragazzi presenti).
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Il sindaco Toto, in chiusura del punto, non ha rinunciato all'ultima parola: "Noi il nostro dovere lo abbiamo fatto, altri hanno fatto scelte diverse. Il servizio al cittadino è un'altra cosa."
La minoranza ha affidato a un comunicato stampa la propria versione dei fatti, precisando che l'assenza non ha inteso contestare la validità formale della seduta, bensì prendere posizione contro un metodo. "Amministrare un Comune non significa semplicemente restare nei limiti della burocrazia" scrivono i consiglieri. "Il rispetto delle regole non è un punto di arrivo, è solo il punto di partenza". Il comunicato non risparmia una frecciata polemica sulla gestione documentale: "Probabilmente per questa Amministrazione la nuova idea di democrazia partecipata consiste nel votare prima e capire dopo." Sul merito, la minoranza ribadisce di aver segnalato per tempo l'impossibilità a partecipare nelle date scelte e di aver ricevuto come risposta il silenzio. All'ordine del giorno, sottolineano, c'erano argomenti tutt'altro che secondari, tra cui variazioni di bilancio per oltre un milione di euro, l'adesione alla Comunità Energetica Rinnovabile e il Piano di Protezione Civile,  che avrebbero meritato tempo e approfondimento. "La nostra assenza – conclude il gruppo di minoranza – non è stata una contestazione della validità del Consiglio, ma una presa di posizione contro un metodo che considera il confronto un ostacolo anziché un valore".
M.Pen.
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