Merate: Simone Bonfanti a Novara vince i Campionati universitari di giavellotto
Ancora un titolo tricolore universitario per Simone Bonfanti. Lo studente-atleta meratese del CUS Bergamo ha conquistato la medaglia d’oro nel lancio del giavellotto ai Campionati Nazionali Universitari 2026, disputati a Novara, imponendosi con la misura di 68,04 metri. Si tratta del suo nuovo record personale.

Bonfanti, che rappresenta l’Università degli Studi di Bergamo ed è tesserato per l’Atletica Bergamo 1959, ha confermato così il titolo conquistato già nel 2025, quando aveva vinto con un lancio di 60,01 metri. Un risultato che gli era valso anche la partecipazione, lo scorso gennaio, alla cerimonia di premiazione dei campioni universitari lombardi presso il Palazzo della Regione Lombardia.
“Sono molto contento, sia per la vittoria sia perché l’università riconosce il valore dell’attività sportiva aiutandomi economicamente nelle spese universitarie”, racconta Bonfanti. “L’anno scorso avevo già vinto il titolo e quest’anno sono riuscito a ripetermi con una misura decisamente migliore. Finalmente sono riuscito a migliorarmi dopo quattro anni”. Il successo assume ancora più valore considerando che l’atleta sta convivendo da quasi due mesi con un infortunio a livello dell’adduttore, una problematica particolarmente delicata per chi pratica il lancio del giavellotto. Nonostante le difficoltà fisiche, Bonfanti è riuscito a superare per la prima volta la barriera dei 68 metri, migliorando il proprio primato personale.

“Questo risultato mi fa sperare bene”, spiega. “Significa che finalmente mi sono sbloccato. In questi anni abbiamo costruito tanto lavoro e tanto potenziale che però non era mai riuscito a emergere completamente. Adesso le cose sembrano andare nella direzione giusta”.
La gara di Novara peraltro si è svolta in condizioni impegnative, con temperature che hanno raggiunto i 35-36 gradi nelle ore centrali della giornata. Tuttavia, rispetto all’edizione precedente, caratterizzata da forti raffiche di vento che avevano condizionato la competizione, le condizioni tecniche si sono rivelate più favorevoli. Per contro il livello della competizione era elevato. Bonfanti arrivava infatti con il quarto-quinto accredito tra gli iscritti, in un gruppo di atleti racchiusi attorno ai 65 metri. Tra i favoriti figurava anche un lanciatore accreditato di oltre 69 metri, frenato però da un infortunio subito nella scorsa stagione.
La vittoria di Novara ha rappresentato il coronamento di un lungo percorso sportivo iniziato all’età di sei anni nell’A.S. Merate. Successivamente Bonfanti ha vestito le maglie della Polisportiva Libertas Cernuschese e della 100 Torri Pavia, fino all’approdo a Bergamo, dove ha proseguito il proprio percorso di crescita sportiva e universitaria. “Erano quasi quattro anni che giravo sempre intorno ai 65 metri, tra infortuni, problemi tecnici e varie difficoltà”, racconta. “Quest’inverno abbiamo lavorato davvero bene. Stavo molto bene fisicamente e sono arrivato a questa gara con la consapevolezza di tutto il lavoro svolto. Questa sicurezza mi ha aiutato molto, nonostante il problema fisico”.

Il lancio da 68,04 metri ha inoltre aperto nuove prospettive per il prosieguo della stagione. Grazie a questa misura, Bonfanti ha ottenuto il minimo di partecipazione per il Challenge Assoluto, in programma a Firenze a fine luglio. “Ho ottenuto 68,04 metri utilizzando una rincorsa ridotta a causa dell’infortunio. Per questo credo che ci sia ancora margine. Adesso penso alle finali dei Campionati di Società a fine giugno e poi al Challenge di Firenze”. Altro obbiettivo saranno i Campionati Italiani Assoluti, la cui misura richiesta per la qualificazione diretta è il traguardo dei 70 metri, ma per il momento Bonfanti preferisce non sbilanciarsi e rimanere concentrato sulle prossime competizioni.

Bonfanti, che rappresenta l’Università degli Studi di Bergamo ed è tesserato per l’Atletica Bergamo 1959, ha confermato così il titolo conquistato già nel 2025, quando aveva vinto con un lancio di 60,01 metri. Un risultato che gli era valso anche la partecipazione, lo scorso gennaio, alla cerimonia di premiazione dei campioni universitari lombardi presso il Palazzo della Regione Lombardia.
“Sono molto contento, sia per la vittoria sia perché l’università riconosce il valore dell’attività sportiva aiutandomi economicamente nelle spese universitarie”, racconta Bonfanti. “L’anno scorso avevo già vinto il titolo e quest’anno sono riuscito a ripetermi con una misura decisamente migliore. Finalmente sono riuscito a migliorarmi dopo quattro anni”. Il successo assume ancora più valore considerando che l’atleta sta convivendo da quasi due mesi con un infortunio a livello dell’adduttore, una problematica particolarmente delicata per chi pratica il lancio del giavellotto. Nonostante le difficoltà fisiche, Bonfanti è riuscito a superare per la prima volta la barriera dei 68 metri, migliorando il proprio primato personale.

“Questo risultato mi fa sperare bene”, spiega. “Significa che finalmente mi sono sbloccato. In questi anni abbiamo costruito tanto lavoro e tanto potenziale che però non era mai riuscito a emergere completamente. Adesso le cose sembrano andare nella direzione giusta”.
La gara di Novara peraltro si è svolta in condizioni impegnative, con temperature che hanno raggiunto i 35-36 gradi nelle ore centrali della giornata. Tuttavia, rispetto all’edizione precedente, caratterizzata da forti raffiche di vento che avevano condizionato la competizione, le condizioni tecniche si sono rivelate più favorevoli. Per contro il livello della competizione era elevato. Bonfanti arrivava infatti con il quarto-quinto accredito tra gli iscritti, in un gruppo di atleti racchiusi attorno ai 65 metri. Tra i favoriti figurava anche un lanciatore accreditato di oltre 69 metri, frenato però da un infortunio subito nella scorsa stagione.
La vittoria di Novara ha rappresentato il coronamento di un lungo percorso sportivo iniziato all’età di sei anni nell’A.S. Merate. Successivamente Bonfanti ha vestito le maglie della Polisportiva Libertas Cernuschese e della 100 Torri Pavia, fino all’approdo a Bergamo, dove ha proseguito il proprio percorso di crescita sportiva e universitaria. “Erano quasi quattro anni che giravo sempre intorno ai 65 metri, tra infortuni, problemi tecnici e varie difficoltà”, racconta. “Quest’inverno abbiamo lavorato davvero bene. Stavo molto bene fisicamente e sono arrivato a questa gara con la consapevolezza di tutto il lavoro svolto. Questa sicurezza mi ha aiutato molto, nonostante il problema fisico”.

Il lancio da 68,04 metri ha inoltre aperto nuove prospettive per il prosieguo della stagione. Grazie a questa misura, Bonfanti ha ottenuto il minimo di partecipazione per il Challenge Assoluto, in programma a Firenze a fine luglio. “Ho ottenuto 68,04 metri utilizzando una rincorsa ridotta a causa dell’infortunio. Per questo credo che ci sia ancora margine. Adesso penso alle finali dei Campionati di Società a fine giugno e poi al Challenge di Firenze”. Altro obbiettivo saranno i Campionati Italiani Assoluti, la cui misura richiesta per la qualificazione diretta è il traguardo dei 70 metri, ma per il momento Bonfanti preferisce non sbilanciarsi e rimanere concentrato sulle prossime competizioni.
E.Ma.
























