Paderno: videochiamata tra enti con l’ass. Terzi sul tema traffico. Nessuna soluzione
Per la situazione del traffico tra Paderno e Calusco d’Adda causato dalla chiusura del ponte di Brivio non c’è nulla da fare. È attorno a questa considerazione che è ruotata la videochiamata avvenuta nella mattinata di giovedì 11 giugno tra le Province di Lecco e Bergamo, Prefettura di Lecco, sindaci del territorio e l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi.
A distanza di un mese e 10 giorni circa dalla chiusura del ponte di Brivio per lavori di manutenzione straordinaria, gli enti si sono riuniti per fare il punto ma altro non hanno potuto fare che prendere atto che la situazione disastrosa che era stata più e più volte preannunciata si è puntualmente verificata. Non si parla questa volta dei danni economici subiti dalle attività commerciali e dalle aziende, che pure sono l’altro grande e penoso risvolto di un’opera avviata in fretta e furia, ma del traffico riversato sul vicino ponte di Paderno d’Adda, dove la situazione, specie nelle ore di punta, trascende da ogni qualsiasi tipo di controllo.
Da quanto si è potuto apprendere, l’idea migliore scaturita dal tavolo di ieri è stata quella di chiedere a RFI la possibilità di valutare il passaggio delle auto sul ponte contemporaneamente a quello del treno. Una proposta che molto probabilmente si concluderà in un nulla di fatto dal momento che attualmente il passaggio dei veicoli durante il transito del treno sul viadotto è vietato per motivi di sicurezza. Ciononostante qualcuno di fronte a una situazione di traffico emergenziale ha voluto comunque tentare il tutto per tutto per alleviare le pene degli automobilisti.
Da quanto è emerso, infatti, è proprio il passaggio del treno nelle ore di punta il problema. “È stato calcolato che nelle fasce sensibili, il passaggio dei treni sul ponte porta a 18 minuti di semaforo rosso ogni ora per gli automobilisti” ha spiegato il vicesindaco di Paderno d’Adda, Valentino Casiraghi, che insieme alla Polizia Locale del paese ha preso parte alla videochiamata. Il dato è naturalmente impressionante, perché equivale a due terzi del tempo.

“A nostro parere non c’è più nulla da fare. Abbiamo già avuto un incontro negli scorsi giorni con l’azienda che gestisce la programmazione del semaforo per cercare di rimodulare i tempi in modo diverso, ma la situazione non cambia” ha proseguito Casiraghi, che nell’ultimo periodo ha più volte presenziato lungo la strada che conduce al ponte insieme agli agenti di Polizia Locale, vedendo con i proprio occhi una situazione allucinante per il paese.
Se a Calusco, infatti, la colonna di auto in coda per passare sul ponte può arrivare fino alla rotonda all’intersezione tra la Rivierasca, via S. Rocco e via Nullo, estendendosi per oltre 2 km in linea retta, ma senza intaccare il centro paese, a Paderno non è così. “Da noi la coda supera Paderno e arriva a Robbiate, e a quel punto le macchine iniziano a entrare in centro paese per cercare di sviare il traffico, ma è un’idea che hanno tutti e quindi vanno a imbottigliarsi in ogni via, paralizzando il centro”.
E questo porta anche a situazioni spiacevoli, con automobilisti stanchi dopo una giornata di lavoro che si innervosiscono e inveiscono tra loro e contro agenti posti talvolta in strada a far defluire il traffico. Nel corso della riunione, peraltro, è stato proposto anche di aumentare la presenza di agenti di Polizia nella ore di punta per aiutare a le auto a scorrere, ma anche questa idea non è stata ritenuta la chiave per sbloccare davvero la situazione. “Quello che abbiamo detto noi è che l’unica cosa da fare è evitare che le macchine arrivino a Paderno, e quindi fermarle già a Merate indicando la strada per Arcore e Carnate se devono andare in tangenziale, o verso Trezzo se devono attraversare l’Adda. Non possono passare da Paderno altrimenti si genera il caos” ha concluso Casiraghi.
E se Paderno soffre, chi invece sta godendo di un periodo tutto sommato di quiete è Brivio. “A seguito della chiusura del ponte stiamo vivendo un periodo di riduzione sensibile del traffico veicolare, che si sta ripercuotendo sugli esercizi commerciali, ma che dal punto di vista viabilistico ha portato a un momento di tranquillità” ha spiegato il sindaco Federico Airoldi, anch’esso collegato alla videochiamata, seppur più in veste di spettatore che di protagonista, essendosi parlato prevalentemente della situazione del traffico tra Paderno e Calusco.
La riunione si è chiusa senza la calendarizzazione di un nuovo appuntamento e senza di fatto l’approdo a una vera e propria soluzione da mettere in campo per risolvere il problema traffico, se non la richiesta a Rfi di valutare il passaggio contemporaneo di treni e auto sul ponte. Forse l’unico aspetto positivo della videochiamata è stato che anche l’assessore regionale Terzi pare si sia resa davvero conto di quello che sta vivendo Paderno. L’auspicio è che questa consapevolezza possa essere buona consigliera nell’ambito della realizzazione del nuovo ponte accanto al S.Michele.
A distanza di un mese e 10 giorni circa dalla chiusura del ponte di Brivio per lavori di manutenzione straordinaria, gli enti si sono riuniti per fare il punto ma altro non hanno potuto fare che prendere atto che la situazione disastrosa che era stata più e più volte preannunciata si è puntualmente verificata. Non si parla questa volta dei danni economici subiti dalle attività commerciali e dalle aziende, che pure sono l’altro grande e penoso risvolto di un’opera avviata in fretta e furia, ma del traffico riversato sul vicino ponte di Paderno d’Adda, dove la situazione, specie nelle ore di punta, trascende da ogni qualsiasi tipo di controllo.
Da quanto si è potuto apprendere, l’idea migliore scaturita dal tavolo di ieri è stata quella di chiedere a RFI la possibilità di valutare il passaggio delle auto sul ponte contemporaneamente a quello del treno. Una proposta che molto probabilmente si concluderà in un nulla di fatto dal momento che attualmente il passaggio dei veicoli durante il transito del treno sul viadotto è vietato per motivi di sicurezza. Ciononostante qualcuno di fronte a una situazione di traffico emergenziale ha voluto comunque tentare il tutto per tutto per alleviare le pene degli automobilisti.
Da quanto è emerso, infatti, è proprio il passaggio del treno nelle ore di punta il problema. “È stato calcolato che nelle fasce sensibili, il passaggio dei treni sul ponte porta a 18 minuti di semaforo rosso ogni ora per gli automobilisti” ha spiegato il vicesindaco di Paderno d’Adda, Valentino Casiraghi, che insieme alla Polizia Locale del paese ha preso parte alla videochiamata. Il dato è naturalmente impressionante, perché equivale a due terzi del tempo.

“A nostro parere non c’è più nulla da fare. Abbiamo già avuto un incontro negli scorsi giorni con l’azienda che gestisce la programmazione del semaforo per cercare di rimodulare i tempi in modo diverso, ma la situazione non cambia” ha proseguito Casiraghi, che nell’ultimo periodo ha più volte presenziato lungo la strada che conduce al ponte insieme agli agenti di Polizia Locale, vedendo con i proprio occhi una situazione allucinante per il paese.
Se a Calusco, infatti, la colonna di auto in coda per passare sul ponte può arrivare fino alla rotonda all’intersezione tra la Rivierasca, via S. Rocco e via Nullo, estendendosi per oltre 2 km in linea retta, ma senza intaccare il centro paese, a Paderno non è così. “Da noi la coda supera Paderno e arriva a Robbiate, e a quel punto le macchine iniziano a entrare in centro paese per cercare di sviare il traffico, ma è un’idea che hanno tutti e quindi vanno a imbottigliarsi in ogni via, paralizzando il centro”.
E questo porta anche a situazioni spiacevoli, con automobilisti stanchi dopo una giornata di lavoro che si innervosiscono e inveiscono tra loro e contro agenti posti talvolta in strada a far defluire il traffico. Nel corso della riunione, peraltro, è stato proposto anche di aumentare la presenza di agenti di Polizia nella ore di punta per aiutare a le auto a scorrere, ma anche questa idea non è stata ritenuta la chiave per sbloccare davvero la situazione. “Quello che abbiamo detto noi è che l’unica cosa da fare è evitare che le macchine arrivino a Paderno, e quindi fermarle già a Merate indicando la strada per Arcore e Carnate se devono andare in tangenziale, o verso Trezzo se devono attraversare l’Adda. Non possono passare da Paderno altrimenti si genera il caos” ha concluso Casiraghi.
E se Paderno soffre, chi invece sta godendo di un periodo tutto sommato di quiete è Brivio. “A seguito della chiusura del ponte stiamo vivendo un periodo di riduzione sensibile del traffico veicolare, che si sta ripercuotendo sugli esercizi commerciali, ma che dal punto di vista viabilistico ha portato a un momento di tranquillità” ha spiegato il sindaco Federico Airoldi, anch’esso collegato alla videochiamata, seppur più in veste di spettatore che di protagonista, essendosi parlato prevalentemente della situazione del traffico tra Paderno e Calusco.
La riunione si è chiusa senza la calendarizzazione di un nuovo appuntamento e senza di fatto l’approdo a una vera e propria soluzione da mettere in campo per risolvere il problema traffico, se non la richiesta a Rfi di valutare il passaggio contemporaneo di treni e auto sul ponte. Forse l’unico aspetto positivo della videochiamata è stato che anche l’assessore regionale Terzi pare si sia resa davvero conto di quello che sta vivendo Paderno. L’auspicio è che questa consapevolezza possa essere buona consigliera nell’ambito della realizzazione del nuovo ponte accanto al S.Michele.
E.Ma.
























