Altro che teoremi...
Attorno alle vicende storiche più o meno occulte che hanno accompagnato decenni della nostra vita democratica caratterizzati da una inquietante linea di commistione tra alcune nostre Istituzioni e il malaffare malavitoso si sono spesso scatenate le più varie ricostruzioni.
E a tutto ciò connesso ecco che, come ogni anno ma si potrebbe ben dire sempre, ricompaiono puntuali anche le commemorazioni della strage di Capaci e di Via D'Amelio e relative immancabili polemiche.
Quest'anno proprio tra le due date risulta evidente quello che si potrebbe ancora una volta ben definire come un tentativo più o meno consapevole dei maggiori media di inquinare la memoria collettiva rovesciando le parti in gioco.
Ecco infatti, anche in occasione dell'archiviazione dell'inchiesta su Dell'Utri e Berlusconi, giornali e tg far esplicito riferimento a presunti teoremi denunciando strumentalmente preordinate persecuzioni giudiziarie.
Certo ogni consapevole cittadino se ne può fare una personale opinione ma quello che gioca spesso a sfavore di una equilibrata informazione è l'immancabile enfatizzato codazzo complottistico e soprattutto una non casuale sottaciuta rendicontazione riguardo occasioni di reale approfondimento.
Ci sono infatti avvenimenti che volutamente non riempiono mai tg e i giornaloni e di conseguenza molti italiani proprio per questo non ne conoscono neppure l'esistenza. Anche perché per una loro approfondita comprensione occorrerebbe coltivare il “vizio della memoria storica” il cui esercizio necessita la fatica di approfondire oltre che un indispensabile senso critico. Cose che spesso non sono di casa in una società dell'immagine con il suo bombardamento continuo e superficiale di notizie e delle loro immancabili quanto spesso pretestuose esigenze di brevità illustrativa.
Ecco perché ad esempio questo interessantissimo convegno svoltosi recentemente il 27 maggio a Firenze in occasione del 33° Anniversario della strage dei Georgofili ( forse per alcuni anche solo questo termine dirà poco o nulla) non sarà neppure lontanamente, e ripeto non casualmente, conosciuto dal grande pubblico.
Un motivo in più per guardare questo video ( a mio parere imperdibile) integralmente per chiunque sia genuinamente mosso dalla ricerca della verità attorno a fatti fondativi per al nostra Convivenza Civile (per attivare l'audio occorre a volte allargare a “modalità schermo intero”).
E basterebbero quantomeno questi 8 minuti del video (dal 16' 30” al 24' 30”) del Sostituto procuratore nazionale antimafia Nino di Matteo, o l'excursus di 7 minuti del vice direttore del periodico online Antimafia 2000 (dal 25' 30”al 32' 30”) o i 9 minuti (dal 45' al 54') di Salvatore Borsellino e soprattutto questi altri 26 minuti (dal 1h 02' a 1h 28') dell'avvocato Ammannato legale dell'Ass. Familiari delle vittime della strage dei Georgofili per comprendere quanto siano strumentalmente infondate le accuse di chi definisce' come fumosi “teoremi” che sono invece dei fatti acclarati e elementi oggettivi di giudizio. Significativi elementi relativi allo svolgersi di vicende che si sono protratte nel tempo condizionando strutturalmente la vita democratica di questo nostro martoriato Paese.
Ognuno guardandolo perlomeno se ne potrà formare una non superficiale opinione.
Un'opinione su alcuni fatti gravissimi della nostra non solo recente Storia Democratica. Fatti assai utili anche ai fini di una “lettura” degli avvenimenti attuali ( vedasi ad esempio i “delicatissimi” lavori della Commissione Antimafia) perché ancora condizionanti. Un mosaico incompiuto di fatti oggettivi, altro che teoremi, che doverosamente andrebbe completato per una piena credibilità del nostro Stato anche nelle sue articolazioni attuali.
https://antimafiaduemila.com/home/primo-piano/strage-firenze-di-matteo-comprendere-il-ruolo-decisivo-delle-complicita-istituzionali
E' solo con questa consapevolezza, genuina base di una responsabile coscienza popolare, che si potranno pienamente vivere i tradizionali momenti commemorativi sgomberi da ogni demagogica valenza e con un'irrinunciabile vigilanza perché tali rischi di connivenza di non secondarie parti delle nostre Istituzioni non abbiano più a ripetersi.
Ecco perché una volta in più mi rivolgo agli Amministratori locali della nostra Provincia ed in primis al sindaco di Oggiono e di Dolzago (quest'ultimo pure in quanto coordinatore provinciale di AVVISO PUBBLICO, la nota e meritevole Associazione nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica) perché si facciano carico di organizzare, anche in ragione della loro sensibilità, un avvenimento pubblico con un collegamento video con i sostituti procuratori Nino di Matteo e Luca Tescaroli e con Salvatore Borsellino per sensibilizzare la Cittadinanza Locale sullo stato attuale della ricerca della verità in particolare sulle stragi del 92 e del 93/94 e dei delicatissimi lavori dell'attuale Commissione Antimafia. Testimoni questi, come anche altri che nel quotidiano si battono per noi per una legalità effettiva, che non mi stanco di ripetere e richiedere meriterebbero quantomeno un pubblico riconoscimento (ad esempio la Cittadinanza Onoraria o simili) mentre spesso e al contrario sono oggetto di delegittimazione e di una più o meno sottile denigrazione.
Ricordando analogo trattamento perpetrato nei confronti di Falcone e Borsellino, ma anche di tanti altri caduti per la legalità, non possiamo più permetterci di lasciare che vengano isolati mediante un vero e proprio rovesciamento delle parti.
E a tutto ciò connesso ecco che, come ogni anno ma si potrebbe ben dire sempre, ricompaiono puntuali anche le commemorazioni della strage di Capaci e di Via D'Amelio e relative immancabili polemiche.
Quest'anno proprio tra le due date risulta evidente quello che si potrebbe ancora una volta ben definire come un tentativo più o meno consapevole dei maggiori media di inquinare la memoria collettiva rovesciando le parti in gioco.
Ecco infatti, anche in occasione dell'archiviazione dell'inchiesta su Dell'Utri e Berlusconi, giornali e tg far esplicito riferimento a presunti teoremi denunciando strumentalmente preordinate persecuzioni giudiziarie.
Certo ogni consapevole cittadino se ne può fare una personale opinione ma quello che gioca spesso a sfavore di una equilibrata informazione è l'immancabile enfatizzato codazzo complottistico e soprattutto una non casuale sottaciuta rendicontazione riguardo occasioni di reale approfondimento.
Ci sono infatti avvenimenti che volutamente non riempiono mai tg e i giornaloni e di conseguenza molti italiani proprio per questo non ne conoscono neppure l'esistenza. Anche perché per una loro approfondita comprensione occorrerebbe coltivare il “vizio della memoria storica” il cui esercizio necessita la fatica di approfondire oltre che un indispensabile senso critico. Cose che spesso non sono di casa in una società dell'immagine con il suo bombardamento continuo e superficiale di notizie e delle loro immancabili quanto spesso pretestuose esigenze di brevità illustrativa.
Ecco perché ad esempio questo interessantissimo convegno svoltosi recentemente il 27 maggio a Firenze in occasione del 33° Anniversario della strage dei Georgofili ( forse per alcuni anche solo questo termine dirà poco o nulla) non sarà neppure lontanamente, e ripeto non casualmente, conosciuto dal grande pubblico.
Un motivo in più per guardare questo video ( a mio parere imperdibile) integralmente per chiunque sia genuinamente mosso dalla ricerca della verità attorno a fatti fondativi per al nostra Convivenza Civile (per attivare l'audio occorre a volte allargare a “modalità schermo intero”).
E basterebbero quantomeno questi 8 minuti del video (dal 16' 30” al 24' 30”) del Sostituto procuratore nazionale antimafia Nino di Matteo, o l'excursus di 7 minuti del vice direttore del periodico online Antimafia 2000 (dal 25' 30”al 32' 30”) o i 9 minuti (dal 45' al 54') di Salvatore Borsellino e soprattutto questi altri 26 minuti (dal 1h 02' a 1h 28') dell'avvocato Ammannato legale dell'Ass. Familiari delle vittime della strage dei Georgofili per comprendere quanto siano strumentalmente infondate le accuse di chi definisce' come fumosi “teoremi” che sono invece dei fatti acclarati e elementi oggettivi di giudizio. Significativi elementi relativi allo svolgersi di vicende che si sono protratte nel tempo condizionando strutturalmente la vita democratica di questo nostro martoriato Paese.
Ognuno guardandolo perlomeno se ne potrà formare una non superficiale opinione.
Un'opinione su alcuni fatti gravissimi della nostra non solo recente Storia Democratica. Fatti assai utili anche ai fini di una “lettura” degli avvenimenti attuali ( vedasi ad esempio i “delicatissimi” lavori della Commissione Antimafia) perché ancora condizionanti. Un mosaico incompiuto di fatti oggettivi, altro che teoremi, che doverosamente andrebbe completato per una piena credibilità del nostro Stato anche nelle sue articolazioni attuali.
https://antimafiaduemila.com/home/primo-piano/strage-firenze-di-matteo-comprendere-il-ruolo-decisivo-delle-complicita-istituzionali
E' solo con questa consapevolezza, genuina base di una responsabile coscienza popolare, che si potranno pienamente vivere i tradizionali momenti commemorativi sgomberi da ogni demagogica valenza e con un'irrinunciabile vigilanza perché tali rischi di connivenza di non secondarie parti delle nostre Istituzioni non abbiano più a ripetersi.
Ecco perché una volta in più mi rivolgo agli Amministratori locali della nostra Provincia ed in primis al sindaco di Oggiono e di Dolzago (quest'ultimo pure in quanto coordinatore provinciale di AVVISO PUBBLICO, la nota e meritevole Associazione nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica) perché si facciano carico di organizzare, anche in ragione della loro sensibilità, un avvenimento pubblico con un collegamento video con i sostituti procuratori Nino di Matteo e Luca Tescaroli e con Salvatore Borsellino per sensibilizzare la Cittadinanza Locale sullo stato attuale della ricerca della verità in particolare sulle stragi del 92 e del 93/94 e dei delicatissimi lavori dell'attuale Commissione Antimafia. Testimoni questi, come anche altri che nel quotidiano si battono per noi per una legalità effettiva, che non mi stanco di ripetere e richiedere meriterebbero quantomeno un pubblico riconoscimento (ad esempio la Cittadinanza Onoraria o simili) mentre spesso e al contrario sono oggetto di delegittimazione e di una più o meno sottile denigrazione.
Ricordando analogo trattamento perpetrato nei confronti di Falcone e Borsellino, ma anche di tanti altri caduti per la legalità, non possiamo più permetterci di lasciare che vengano isolati mediante un vero e proprio rovesciamento delle parti.
Germano Bosisio
























