Cernusco: Toto - De Luca e i giocolieri
Buongiorno,
In merito alle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa locale riguardanti la presenza di giocolieri e questuanti ai semafori di Cernusco Lombardone, è opportuno riportare il dibattito su un piano di oggettività e responsabilità amministrativa.
Nessuno sostiene che ogni persona presente ai semafori sia necessariamente coinvolta in attività illecite. Tuttavia, liquidare le preoccupazioni dei cittadini come semplici allarmismi significa ignorare una realtà documentata da numerose operazioni condotte in tutta Italia dalle Polizie Locali. A Milano, ad esempio, indagini della Polizia Locale hanno portato alla scoperta di organizzazioni dedite allo sfruttamento di persone vulnerabili impiegate nell'accattonaggio e nelle attività ai semafori. Analoghi interventi sono stati effettuati anche in altre città italiane.
Per questo motivo chiedere controlli non significa criminalizzare chi si trova in una condizione di disagio. Significa semplicemente domandare che venga verificata la natura di un fenomeno che interessa spazi pubblici frequentati quotidianamente da cittadini, lavoratori e famiglie.
Vi è però un'altra questione che merita attenzione e sulla quale l'amministrazione dovrebbe fornire risposte chiare.
Prima dell'attuale mandato amministrativo il servizio di Polizia Locale poteva contare su tre agenti a tempo pieno. Oggi questa situazione non risulta più essere la stessa. I cittadini hanno quindi il diritto di sapere quali siano state le ragioni di questo ridimensionamento e, soprattutto, quando verrà ripristinato u organico adeguato alle esigenze del territorio.
Se si ritiene che la sicurezza urbana, il controllo del territorio e il monitoraggio di fenomeni come l'accattonaggio organizzato siano temi importanti, allora la prima domanda da porsi riguarda le risorse concretamente messe a disposizione della Polizia Locale.
Occorre infatti essere onesti e obiettivi: non si può pretendere che un ufficio non più a pieno regime riesca a garantire la stessa presenza sul territorio, gli stessi controlli e la stessa capacità di intervento che poteva assicurare con un organico completo. Non si possono chiedere miracoli a chi opera con mezzi e personale ridotti.
Per questo motivo appare quantomeno contraddittorio minimizzare le segnalazioni dei cittadini senza affrontare il tema delle risorse disponibili. La sicurezza non si realizza con le dichiarazioni o con gli articoli di giornale, ma attraverso investimenti, programmazione e personale adeguatamente dimensionato.
I cittadini di Cernusco Lombardone non chiedono miracoli. Chiedono trasparenza. Chiedono di sapere quali controlli siano stati effettuati, con quali risultati e quali siano i programmi dell'amministrazione per riportare il servizio di Polizia Locale a pieno regime.
La legalità non si difende negando i problemi o ridicolizzando chi li segnala. Si difende verificando i fatti, ascoltando i cittadini e fornendo agli agenti gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro.
Fonti giornalistiche sugli interventi delle Polizie Locali contro il racket dell'accattonaggio e dei semafori:
Quattroruote - La Polizia Locale di Milano ferma il racket dei semafori
Corriere della Sera - Sgominato il racket dell'elemosina ai semafori
La Prima Pagina - Operazione anti-racket dell'accattonaggio della Polizia Locale di Milano
Comune di Verona - Interventi della Polizia Locale contro l'accattonaggio organizzato ai semafori
In merito alle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa locale riguardanti la presenza di giocolieri e questuanti ai semafori di Cernusco Lombardone, è opportuno riportare il dibattito su un piano di oggettività e responsabilità amministrativa.
Nessuno sostiene che ogni persona presente ai semafori sia necessariamente coinvolta in attività illecite. Tuttavia, liquidare le preoccupazioni dei cittadini come semplici allarmismi significa ignorare una realtà documentata da numerose operazioni condotte in tutta Italia dalle Polizie Locali. A Milano, ad esempio, indagini della Polizia Locale hanno portato alla scoperta di organizzazioni dedite allo sfruttamento di persone vulnerabili impiegate nell'accattonaggio e nelle attività ai semafori. Analoghi interventi sono stati effettuati anche in altre città italiane.
Per questo motivo chiedere controlli non significa criminalizzare chi si trova in una condizione di disagio. Significa semplicemente domandare che venga verificata la natura di un fenomeno che interessa spazi pubblici frequentati quotidianamente da cittadini, lavoratori e famiglie.
Vi è però un'altra questione che merita attenzione e sulla quale l'amministrazione dovrebbe fornire risposte chiare.
Prima dell'attuale mandato amministrativo il servizio di Polizia Locale poteva contare su tre agenti a tempo pieno. Oggi questa situazione non risulta più essere la stessa. I cittadini hanno quindi il diritto di sapere quali siano state le ragioni di questo ridimensionamento e, soprattutto, quando verrà ripristinato u organico adeguato alle esigenze del territorio.
Se si ritiene che la sicurezza urbana, il controllo del territorio e il monitoraggio di fenomeni come l'accattonaggio organizzato siano temi importanti, allora la prima domanda da porsi riguarda le risorse concretamente messe a disposizione della Polizia Locale.
Occorre infatti essere onesti e obiettivi: non si può pretendere che un ufficio non più a pieno regime riesca a garantire la stessa presenza sul territorio, gli stessi controlli e la stessa capacità di intervento che poteva assicurare con un organico completo. Non si possono chiedere miracoli a chi opera con mezzi e personale ridotti.
Per questo motivo appare quantomeno contraddittorio minimizzare le segnalazioni dei cittadini senza affrontare il tema delle risorse disponibili. La sicurezza non si realizza con le dichiarazioni o con gli articoli di giornale, ma attraverso investimenti, programmazione e personale adeguatamente dimensionato.
I cittadini di Cernusco Lombardone non chiedono miracoli. Chiedono trasparenza. Chiedono di sapere quali controlli siano stati effettuati, con quali risultati e quali siano i programmi dell'amministrazione per riportare il servizio di Polizia Locale a pieno regime.
La legalità non si difende negando i problemi o ridicolizzando chi li segnala. Si difende verificando i fatti, ascoltando i cittadini e fornendo agli agenti gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro.
Fonti giornalistiche sugli interventi delle Polizie Locali contro il racket dell'accattonaggio e dei semafori:
Quattroruote - La Polizia Locale di Milano ferma il racket dei semafori
Corriere della Sera - Sgominato il racket dell'elemosina ai semafori
La Prima Pagina - Operazione anti-racket dell'accattonaggio della Polizia Locale di Milano
Comune di Verona - Interventi della Polizia Locale contro l'accattonaggio organizzato ai semafori
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