Imbersago: i bambini della Stoppani in gita sull'alzaia

Spettabile Redazione,
siamo i bambini della scuola Stoppani di Imbersago e abbiamo appena terminato il nostro primo anno di scuola.
Per concludere l’anno scolastico con un’ulteriore esperienza in comune, la nostra classe ha deciso, su proposta di un genitore, di fare una passeggiata sul territorio e precisamente dal ponte San Michele di Paderno d’Adda allo Stallazzo.
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Sabato 6 giugno, quindi, ci siamo incamminati lungo il Naviglio e il fiume Adda.
Per quanto chiunque abiti nelle nostre zone abbia già una certa familiarità con la fauna fluviale, è sempre emozionante imbattersi, come abbiamo fatto noi, in famiglie di anatre con una fila di anatroccoli in coda ai genitori, in libellule e cavallette tra i canneti, ma soprattutto nelle nostre preferite: le rane.
Arrivati allo Stallazzo abbiamo trovato Luigi e Fabrizio, che insieme agli altri collaboratori della cooperativa Solleva avevano preparato una lunga tavolata destinata a ospitare noi, i nostri genitori e gli insegnanti per il pranzo (anche se noi bambini eravamo altrettanto interessati a raccogliere more di gelso, a giocare nel grande prato o a salire e scendere dal santuario della Madonna della Rocchetta).
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Le vicende recenti che hanno interessato lo Stallazzo sono piuttosto note a chi abita nel meratese: dopo che nel maggio del 2024 una frana aveva cancellato un tratto dell’alzaia, limitando l’accesso al punto di ristoro, dopo le chiusure determinate dal conseguente drastico calo delle presenze degli escursionisti, dopo che anche i vandali avevano colpito le infrastrutture che garantiscono l’operatività della struttura, il fatto che lo Stallazzo sia tutt’oggi in funzione e continui a proporre, oltre al servizio di ristorazione propriamente inteso, una serie di iniziative ricreative e culturali di interesse, costituisce un esempio di caparbietà imprenditoriale e, per chi ama le parole alla moda, di “resilienza”.
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Questo è quantomeno ciò che a un certo punto ci è sembrato che gli adulti si dicessero tra loro.
Noi abbiamo ascoltato qualche parola, ma a essere sinceri continuavamo a pensare alle more, all'acqua e alle rane.
I bambini di Imbersago
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