Ponti e viabilità alternativa: Airoldi ha risposto ma nel concreto poteva fare di più
Gentile Direttore,
ho letto le risposte che il Sindaco di Brivio ha fornito ad “Alessandro M.” e ho notato come siano state accolte da numerosi apprezzamenti, in quanto è stato l’unico Sindaco a intervenire pubblicamente sulle questioni sollevate. Ritengo tuttavia che tali apprezzamenti siano eccessivi, poiché mi sembra che il Sindaco abbia dimostrato maggiore efficacia nelle dichiarazioni che nei fatti.
Durante l’unica assemblea pubblica dedicata alla chiusura del ponte, alla mia domanda sulle verifiche effettuate riguardo all’unico percorso alternativo individuato da ANAS, con transito sul ponte Cesare Cantù, il Sindaco Airoldi mi rispose confermando di non aver verificato personalmente lo stato della strada e precisando che il tratto a cui facevo riferimento, secondo me caratterizzato da evidenti problemi manutentivi, ricadeva nella Provincia di Bergamo. Pur senza soffermarmi sul limitato spirito di collaborazione che, a mio avviso, è emerso tra i territori interessati (soffermandosi infatti a divisioni provinciali che potevano essere facilmente bypassato con interlocuzioni col Comune di Cisano Bergamasco), feci presente che parte del percorso ricadeva anche nei Comuni di Calolziocorte (dimenticandomi, in realtà, di far riferimento anche al Comune di Monte Marenzo).
Il Sindaco ha allora ribattuto specificando che il collega di Calolziocorte gli aveva segnalato esclusivamente la presenza di un modesto dissesto stradale e che, pertanto, riteneva l’intero asse viario in condizioni adeguate. Per chi, come me, percorre quotidianamente quella strada, era invece evidente che non fosse in grado di sostenere il nuovo flusso di traffico. Il tratto compreso tra Cisano e la rotatoria del ponte Cesare Cantù presentava già numerose buche e criticità, più volte oggetto di interventi provvisori che si sono rivelati inefficaci, con il ripresentarsi dei problemi dopo ogni pioggia di una certa intensità. Non appena la chiusura del ponte è divenuta effettiva, la situazione è apparsa evidente a tutti.
Numerosi articoli della stampa locale, e non solo, hanno documentato le condizioni della viabilità alternativa, inducendo ANAS a intervenire rapidamente con lavori urgenti e con l’istituzione di un senso unico alternato nelle ore notturne. Pur accogliendo positivamente tali interventi, che spero siano più efficaci dei precedenti, non posso fare a meno di osservare che il loro ritardo ha causato ulteriori disagi rispetto a quelli già prevedibili in conseguenza della chiusura del ponte. Nelle prime settimane si sono registrate pesanti ripercussioni soprattutto negli orari di maggior traffico con anche diversi incidenti stradali (per fortuna non gravi) e, successivamente, anche nelle ore serali a causa del senso unico alternato, spesso introdotto senza adeguata comunicazione preventiva.
Per esperienza diretta posso testimoniare che, in alcune occasioni, la percorrenza della tratta Cisano-Brivio ha superato i 45 minuti. Ricordo in particolare la serata di mercoledì 27 giugno, quando l’attivazione del senso unico alternato a partire dalle ore 20 non è stata comunicata (e qui penso che la colpa sia di ANAS) e la regolazione semaforica ha generato, tra l’altro, significative differenze nei tempi di attesa tra le due direttrici di marcia. Quanto accaduto suscita perplessità sotto diversi aspetti. In primo luogo, non ho riscontrato alcuna ammissione di responsabilità da parte del Sindaco rispetto alle valutazioni espresse in occasione dell’assemblea pubblica. Al contrario, ho notato che sui suoi post dedicati alla vicenda del ponte, il Sindaco ha limitato la possibilità di commentare.
In secondo luogo, mi ha sorpreso che la stampa presente all’assemblea non abbia approfondito questo tema né nel resoconto dell’incontro né nelle settimane successive, nonostante gli sviluppi abbiano successivamente evidenziato le criticità che erano state segnalate dai cittadini. Naturalmente non attribuisco al Sindaco la responsabilità delle scelte di ANAS, né della mancata adozione di soluzioni alternative quali passerelle provvisorie o ponti temporanei. È altrettanto evidente che ANAS abbia mostrato una limitata disponibilità al confronto su queste ipotesi. Ritengo però che al Sindaco possano essere mosse altre osservazioni. In particolare, gli contesto di non essersi adoperato con sufficiente determinazione affinché venissero realizzate, prima della chiusura del ponte, opere compensative sulla viabilità alternativa, quali l’allargamento della carreggiata e il rifacimento del manto stradale lungo il percorso che attraversa il ponte Cesare Cantù. Gli contesto inoltre di non aver dato il giusto peso alle segnalazioni provenienti dai cittadini che quotidianamente utilizzavano quella strada e che ne conoscevano bene le condizioni. Infine, ritengo che sarebbe stato opportuno riconoscere pubblicamente che le valutazioni espresse in precedenza si sono rivelate, almeno in parte, errate alla luce dei fatti successivamente emersi.
ho letto le risposte che il Sindaco di Brivio ha fornito ad “Alessandro M.” e ho notato come siano state accolte da numerosi apprezzamenti, in quanto è stato l’unico Sindaco a intervenire pubblicamente sulle questioni sollevate. Ritengo tuttavia che tali apprezzamenti siano eccessivi, poiché mi sembra che il Sindaco abbia dimostrato maggiore efficacia nelle dichiarazioni che nei fatti.
Durante l’unica assemblea pubblica dedicata alla chiusura del ponte, alla mia domanda sulle verifiche effettuate riguardo all’unico percorso alternativo individuato da ANAS, con transito sul ponte Cesare Cantù, il Sindaco Airoldi mi rispose confermando di non aver verificato personalmente lo stato della strada e precisando che il tratto a cui facevo riferimento, secondo me caratterizzato da evidenti problemi manutentivi, ricadeva nella Provincia di Bergamo. Pur senza soffermarmi sul limitato spirito di collaborazione che, a mio avviso, è emerso tra i territori interessati (soffermandosi infatti a divisioni provinciali che potevano essere facilmente bypassato con interlocuzioni col Comune di Cisano Bergamasco), feci presente che parte del percorso ricadeva anche nei Comuni di Calolziocorte (dimenticandomi, in realtà, di far riferimento anche al Comune di Monte Marenzo).
Il Sindaco ha allora ribattuto specificando che il collega di Calolziocorte gli aveva segnalato esclusivamente la presenza di un modesto dissesto stradale e che, pertanto, riteneva l’intero asse viario in condizioni adeguate. Per chi, come me, percorre quotidianamente quella strada, era invece evidente che non fosse in grado di sostenere il nuovo flusso di traffico. Il tratto compreso tra Cisano e la rotatoria del ponte Cesare Cantù presentava già numerose buche e criticità, più volte oggetto di interventi provvisori che si sono rivelati inefficaci, con il ripresentarsi dei problemi dopo ogni pioggia di una certa intensità. Non appena la chiusura del ponte è divenuta effettiva, la situazione è apparsa evidente a tutti.
Numerosi articoli della stampa locale, e non solo, hanno documentato le condizioni della viabilità alternativa, inducendo ANAS a intervenire rapidamente con lavori urgenti e con l’istituzione di un senso unico alternato nelle ore notturne. Pur accogliendo positivamente tali interventi, che spero siano più efficaci dei precedenti, non posso fare a meno di osservare che il loro ritardo ha causato ulteriori disagi rispetto a quelli già prevedibili in conseguenza della chiusura del ponte. Nelle prime settimane si sono registrate pesanti ripercussioni soprattutto negli orari di maggior traffico con anche diversi incidenti stradali (per fortuna non gravi) e, successivamente, anche nelle ore serali a causa del senso unico alternato, spesso introdotto senza adeguata comunicazione preventiva.
Per esperienza diretta posso testimoniare che, in alcune occasioni, la percorrenza della tratta Cisano-Brivio ha superato i 45 minuti. Ricordo in particolare la serata di mercoledì 27 giugno, quando l’attivazione del senso unico alternato a partire dalle ore 20 non è stata comunicata (e qui penso che la colpa sia di ANAS) e la regolazione semaforica ha generato, tra l’altro, significative differenze nei tempi di attesa tra le due direttrici di marcia. Quanto accaduto suscita perplessità sotto diversi aspetti. In primo luogo, non ho riscontrato alcuna ammissione di responsabilità da parte del Sindaco rispetto alle valutazioni espresse in occasione dell’assemblea pubblica. Al contrario, ho notato che sui suoi post dedicati alla vicenda del ponte, il Sindaco ha limitato la possibilità di commentare.
In secondo luogo, mi ha sorpreso che la stampa presente all’assemblea non abbia approfondito questo tema né nel resoconto dell’incontro né nelle settimane successive, nonostante gli sviluppi abbiano successivamente evidenziato le criticità che erano state segnalate dai cittadini. Naturalmente non attribuisco al Sindaco la responsabilità delle scelte di ANAS, né della mancata adozione di soluzioni alternative quali passerelle provvisorie o ponti temporanei. È altrettanto evidente che ANAS abbia mostrato una limitata disponibilità al confronto su queste ipotesi. Ritengo però che al Sindaco possano essere mosse altre osservazioni. In particolare, gli contesto di non essersi adoperato con sufficiente determinazione affinché venissero realizzate, prima della chiusura del ponte, opere compensative sulla viabilità alternativa, quali l’allargamento della carreggiata e il rifacimento del manto stradale lungo il percorso che attraversa il ponte Cesare Cantù. Gli contesto inoltre di non aver dato il giusto peso alle segnalazioni provenienti dai cittadini che quotidianamente utilizzavano quella strada e che ne conoscevano bene le condizioni. Infine, ritengo che sarebbe stato opportuno riconoscere pubblicamente che le valutazioni espresse in precedenza si sono rivelate, almeno in parte, errate alla luce dei fatti successivamente emersi.
Matteo
























