S. Maria: sulle tracce della Brianza antica col libro di Cogliati "La piòta del murnè"
Non sono bastate le sedie disposte nella sala consiliare di Santa Maria Hoè per accogliere tutte le persone accorse alla presentazione dell’ultimo libro di Bandana, pseudonimo con cui Giovanni Cogliati è conosciuto a Olgiate Molgora, dove vive, e negli altri paesi della Brianza.

«Non ci aspettavamo una partecipazione così numerosa» ha commentato Corrado Sottocornola osservando la sala gremita: «In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, vedere così tante persone riunite attorno a un libro, rappresenta un piccolo ma significativo motivo di speranza».
Prima di entrare nel vivo della presentazione, il relatore ha voluto dedicare un pensiero a don Giancarlo Cereda, ricordandone l’impegno pastorale e il profondo legame costruito negli anni con la comunità. Un ricordo accolto dai presenti, al quale si è aggiunto un richiamo al 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, celebrandone il servizio svolto quotidianamente a favore del territorio e dell’intera collettività.
Per comprendere il significato della serata bisogna tornare indietro di dieci anni: era il 2016 quando l’attuale il sindaco di Santa Maria Hoè Efrem Brambilla fece incontrare l'archeologo Stefano Todisco, allora impegnato a indagare un ambiente particolare come il Monte di Brianza, e Giovanni Cogliati, instancabile ricercatore, custode delle memorie locali ed esperto conoscitore del territorio.

Dieci anni dopo, nella stessa Santa Maria Hoè, alcuni dei protagonisti che avevano dato avvio a quel percorso si sono ritrovate nuovamente fianco a fianco: Efrem Brambilla, l’allora presidente dell’Unione dei Comuni della Valletta Roberta Trabucchi, Giovanni Cogliati e Corrado Sottocornola, ancora una volta nel ruolo di presentatore. Se nel 2016 erano stati testimoni della nascita di una collaborazione destinata a lasciare il segno nella conoscenza del Monte di Brianza, oggi si sono ritrovati per raccontare l’ultimo approdo di quel percorso: “La piòta del murnê”, volume che raccoglie anni di cammini, osservazioni, incontri e memorie disseminate tra sentieri e paesaggi del territorio.

Non a caso il filo conduttore della serata è stato proprio il dialogo tra passato e presente. A scandire il racconto sono stati infatti filmati e immagini d’archivio, con estratti della conferenza “Antiche tracce sul Monte di Brianza” tenuta da Todisco il 14 ottobre 2016 nella stessa sala civica di Santa Maria Hoè, accanto a riprese realizzate tra il 2012 e il 2017 lungo sentieri e boschi della Brianza. Immagini semplici, girate con attrezzature prive di stabilizzatore e con microfoni sensibili ai rumori dell’ambiente, ma capaci proprio per questo di restituire l'autenticità della ricerca svolta sul campo dal duo Cogliati-Todisco.
Dedicato all’amico Enrico Bassani, il volume accompagna il lettore dentro una Brianza meno conosciuta, fatta di dettagli che spesso sfuggono allo sguardo frettoloso. E’ la brianza di ciò che tutti osservano ma pochi vedono davvero: pietre consumate dal tempo, muri antichi che riaffiorano tra gli alberi, tracce dimenticate e memorie che il paesaggio continua silenziosamente a custodire.

“La piòta del murnê” non si limita a offrire un resoconto archeologico, ma restituisce una testimonianza viva e un gesto d’amore autentico verso il territorio, con la convenzione che ogni frammento, anche il più umile e apparentemente insignificante, custodisca una storia unica e irripetibile, invitando il lettore a riscoprire il valore nascosto dei luoghi e della loro memoria.

«Non ci aspettavamo una partecipazione così numerosa» ha commentato Corrado Sottocornola osservando la sala gremita: «In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, vedere così tante persone riunite attorno a un libro, rappresenta un piccolo ma significativo motivo di speranza».
Prima di entrare nel vivo della presentazione, il relatore ha voluto dedicare un pensiero a don Giancarlo Cereda, ricordandone l’impegno pastorale e il profondo legame costruito negli anni con la comunità. Un ricordo accolto dai presenti, al quale si è aggiunto un richiamo al 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, celebrandone il servizio svolto quotidianamente a favore del territorio e dell’intera collettività.
Per comprendere il significato della serata bisogna tornare indietro di dieci anni: era il 2016 quando l’attuale il sindaco di Santa Maria Hoè Efrem Brambilla fece incontrare l'archeologo Stefano Todisco, allora impegnato a indagare un ambiente particolare come il Monte di Brianza, e Giovanni Cogliati, instancabile ricercatore, custode delle memorie locali ed esperto conoscitore del territorio.

Bandana e Corrado Sottocornola
Dieci anni dopo, nella stessa Santa Maria Hoè, alcuni dei protagonisti che avevano dato avvio a quel percorso si sono ritrovate nuovamente fianco a fianco: Efrem Brambilla, l’allora presidente dell’Unione dei Comuni della Valletta Roberta Trabucchi, Giovanni Cogliati e Corrado Sottocornola, ancora una volta nel ruolo di presentatore. Se nel 2016 erano stati testimoni della nascita di una collaborazione destinata a lasciare il segno nella conoscenza del Monte di Brianza, oggi si sono ritrovati per raccontare l’ultimo approdo di quel percorso: “La piòta del murnê”, volume che raccoglie anni di cammini, osservazioni, incontri e memorie disseminate tra sentieri e paesaggi del territorio.

Non a caso il filo conduttore della serata è stato proprio il dialogo tra passato e presente. A scandire il racconto sono stati infatti filmati e immagini d’archivio, con estratti della conferenza “Antiche tracce sul Monte di Brianza” tenuta da Todisco il 14 ottobre 2016 nella stessa sala civica di Santa Maria Hoè, accanto a riprese realizzate tra il 2012 e il 2017 lungo sentieri e boschi della Brianza. Immagini semplici, girate con attrezzature prive di stabilizzatore e con microfoni sensibili ai rumori dell’ambiente, ma capaci proprio per questo di restituire l'autenticità della ricerca svolta sul campo dal duo Cogliati-Todisco.
Dedicato all’amico Enrico Bassani, il volume accompagna il lettore dentro una Brianza meno conosciuta, fatta di dettagli che spesso sfuggono allo sguardo frettoloso. E’ la brianza di ciò che tutti osservano ma pochi vedono davvero: pietre consumate dal tempo, muri antichi che riaffiorano tra gli alberi, tracce dimenticate e memorie che il paesaggio continua silenziosamente a custodire.

“La piòta del murnê” non si limita a offrire un resoconto archeologico, ma restituisce una testimonianza viva e un gesto d’amore autentico verso il territorio, con la convenzione che ogni frammento, anche il più umile e apparentemente insignificante, custodisca una storia unica e irripetibile, invitando il lettore a riscoprire il valore nascosto dei luoghi e della loro memoria.
F.Ri.
























