Merate: 5 autori per 5 libri. La presentazione in biblioteca
Cinque autori e altrettante "fatiche" che hanno spaziato dall'avventura all'amore, dai ricordi alla storia, dall'introspezione allo sguardo verso il futuro.
"Merate incontra l'autore" ha riproposto anche quest'anno la formula della "full immersion" in un unico sabato di cinque libri presentati dagli scrittori, nella sala della biblioteca, nella medesima giornata di sabato.

A presenziare all'evento, oltre alla bibliotecaria, anche l'assessora alla cultura Patrizia Riva, sempre soddisfatta della rispondenza alla manifestazione di interesse per partecipare a questa iniziativa e desiderosa di promuovere la lettura e l'amore per la scrittura in città.
Quest'anno la rassegna è stata tutta al femminile, con cinque autrici divenute protagoniste per un'ora con il loro volume, presentato al pubblico in sala.

"LA SOTTANA DI PERCALLE ROSA" di Teresa Leandra Cioffi
L’autrice, messinese di nascita, risiede in Brianza dal 1975. Prima docente Lettere, poi mamma e nonna, ha tenuto nel cassetto i suoi scritti per molto tempo, fino a quando si è decisa a mettere sulla carta i ricordi di una vita.
Ha ripreso quella che da sempre è stata la sua passione, la scrittura, nel momento in cui ha avvertito la necessità che rimanesse qualcosa della sua famiglia: le vicissitudini dolorose e i momenti particolari che si apprezzano solo dopo molti anni.
Il libro ripercorre quella che è stata la sua infanzia, racconta dei suoi numerosi parenti, del padre ferroviere e della madre che le ha trasmesso la passione per la musica classica e per il canto.
Ma è anche un quadro della storia della nostra Italia del dopoguerra, dell’arrivo della TV e del frigorifero, dei giochi in cortile per i maschi e con le bambole e i pentolini per le bambine.
Il tutto con una sottile e garbata ironia, anche nei confronti di se stessa bambina, orgogliosa dei suoi bei vestitini cuciti dalla zia, ma anche consapevole di essere alle soglie di un futuro migliore.

"MARIETTA" di Liliana Di Bella
Marietta nasce nel 1906, in Sicilia, e cresce in un paese dove la vita è legata alla terra, alle stagioni e a una comunità che accompagna ogni passaggio dell’esistenza. Fin da bambina prende parte al lavoro quotidiano e alle attività che tengono viva la casa: i ricami, le preparazioni, le consuetudini.Nel corso degli anni, tra guerra e dopoguerra, il paese cambia e mette alla prova equilibri e affetti. Le vite si incontrano, nascono storie d’amore, alcune forti, altre più difficili, che si confrontano con le regole e le aspettative del contesto in cui prendono forma.Accanto alla realtà rurale si affaccia quella delle famiglie ricche e del baronato, rendendo evidenti differenze sociali che incidono sulle scelte e sui destini. In questo quadro si aprono anche, lentamente, spazi di emancipazione femminile, costruiti nella vita concreta.Tra lavoro, relazioni e tradizioni, il romanzo segue il tempo di una comunità e delle persone che la abitano, custodendo una memoria fatta di radici, cambiamenti e legami che restano.

"INCASTRO EMOTIVO" di Francesca Butti
Incastro emotivo, una mappa fluttuante per un’anima in fiamme, racconta il viaggio interiore di Nina, alter ego dell’autrice, che vive le emozioni in modo intenso e spesso destabilizzante. Il Memoir descrive le relazioni come “incastri emotivi”, legami tra persone che si attraggono profondamente ma che non sempre riescono a trovare un equilibrio, generando allo stesso tempo benessere e sofferenza. Nina è un’anima delicata, coraggiosa, ferita e tormentata ma proprio per questo è particolare il modo in cui percepisce il mondo. Si accorge di quello che normalmente nessuno vede, riesce a sentire anche la più piccola variazione di umore di chi le sta vicino. E’ un modo di vivere molto intenso, difficile da spiegare e da comprendere.
Le emozioni vengono rappresentate come una mappa in continuo movimento, mai stabile né definitiva, dove ogni esperienza modifica la percezione di sé e degli altri. In questo percorso emerge il tema del caos interiore, fatto di contraddizioni, paure e desideri che convivono nello stesso spazio emotivo. Nonostante la fatica e il dolore che possono derivarne, il libro suggerisce che proprio attraverso questa instabilità sia possibile crescere, acquisire consapevolezza e imparare a conoscersi più a fondo, senza smettere di sentire ma trovando un modo per non esserne sopraffatti.
È un libro che parla di ipersensibilità come modo di stare al mondo e l’asse del romanzo è spostato nel movimento interno della coscienza: la protagonista infatti percepisce un cambiamento dentro di sé alla fine del romanzo in un processo di costruzione della propria identità

"LA CHIAVE DI VOLTA" di Cristina Cireddu
Emily e Matteo hanno attraversato Milano negli stessi luoghi, a volte a pochi minuti di distanza, a volte nello stesso identico istante. Eppure non si sono mai visti.
Lei restaura capolavori del passato tra Brera e le chiese della Toscana, riportando alla luce bellezze dimenticate. Lui progetta il futuro e insegue il sogno di costruire nel deserto. Entrambi oltre i trentacinque anni, entrambi col dubbio che l'amore – quello vero – non esista.
Ma qualcosa di più grande li sta avvicinando. Da un bar milanese a una stazione affollata, dalle sale del Louvre alle colline toscane, i loro passi si intrecciano senza che lo sappiano. Pagina dopo pagina, una domanda cresce nel lettore: si incontreranno mai?
La chiave di volta è un romanzo sull'amore che si costruisce prima ancora di nascere, sull'arte come filo invisibile che unisce generazioni e destini, e sul momento in cui il caso smette di giocare a nascondino.

"L'AMORE NON SI BUTTA" di Giovanna Fumagalli Biollo
“L’amore non si butta” nasce dall’esperienza personale dell’autrice che il 29 maggio 2020 perde il marito dopo una lunga malattia.
La morte dell’uomo con cui aveva condiviso una vita intensa e felice apre una frattura improvvisa: a 53 anni, si ritrova a fronteggiare un dolore che inizialmente sceglie di custodire in silenzio, come ultimo legame intimo con lui.
Nelle pagine del libro prende forma il racconto di questo percorso: non un manuale, ma uno sguardo onesto sulle emozioni che seguono una perdita profonda.
Ci sono giorni in cui sembra possibile respirare, giorni sorretti da una speranza fragile, e giorni in cui il dolore trascina verso il fondo, cancellando ogni prospettiva di risalita.
Il libro alterna passaggi lievi e passaggi più dolorosi, mostrando come il lutto non proceda in modo continuo, ma attraverso arresti, ricadute, momenti di luce e timide ripartenze.
Accanto alla sofferenza emerge anche il tema dell’amore che rimane: un’eredità affettiva che, una volta spezzato il legame fisico, chiede di essere riconosciuta e trasformata.
L’autrice si interroga sulla possibilità, apparentemente inverosimile, di coltivare ancora quell’amore e di lasciarlo germogliare in forme nuove, nonostante la lacerazione della perdita.
Da qui nasce l’immagine che attraversa l’intero libro: l’amore, come il pane, non si butta.
Attraverso una scrittura che intreccia ricordi, riflessioni e attimi quotidiani, il testo racconta il tempo del lutto come un territorio complesso, abitato da emozioni contrastanti.
Pagina dopo pagina, si compone il racconto di come si possa imparare a stare dentro il dolore fino a quando, sospinti dalla prepotenza della vita stessa, si diventa capaci di raccoglierne i brandelli e ricucirli, trovando un nuovo modo di abitare il mondo.
"Merate incontra l'autore" ha riproposto anche quest'anno la formula della "full immersion" in un unico sabato di cinque libri presentati dagli scrittori, nella sala della biblioteca, nella medesima giornata di sabato.

A presenziare all'evento, oltre alla bibliotecaria, anche l'assessora alla cultura Patrizia Riva, sempre soddisfatta della rispondenza alla manifestazione di interesse per partecipare a questa iniziativa e desiderosa di promuovere la lettura e l'amore per la scrittura in città.
Quest'anno la rassegna è stata tutta al femminile, con cinque autrici divenute protagoniste per un'ora con il loro volume, presentato al pubblico in sala.

A destra Teresa Leandra Cioffi
"LA SOTTANA DI PERCALLE ROSA" di Teresa Leandra Cioffi
L’autrice, messinese di nascita, risiede in Brianza dal 1975. Prima docente Lettere, poi mamma e nonna, ha tenuto nel cassetto i suoi scritti per molto tempo, fino a quando si è decisa a mettere sulla carta i ricordi di una vita.
Ha ripreso quella che da sempre è stata la sua passione, la scrittura, nel momento in cui ha avvertito la necessità che rimanesse qualcosa della sua famiglia: le vicissitudini dolorose e i momenti particolari che si apprezzano solo dopo molti anni.
Il libro ripercorre quella che è stata la sua infanzia, racconta dei suoi numerosi parenti, del padre ferroviere e della madre che le ha trasmesso la passione per la musica classica e per il canto.
Ma è anche un quadro della storia della nostra Italia del dopoguerra, dell’arrivo della TV e del frigorifero, dei giochi in cortile per i maschi e con le bambole e i pentolini per le bambine.
Il tutto con una sottile e garbata ironia, anche nei confronti di se stessa bambina, orgogliosa dei suoi bei vestitini cuciti dalla zia, ma anche consapevole di essere alle soglie di un futuro migliore.

"MARIETTA" di Liliana Di Bella
Marietta nasce nel 1906, in Sicilia, e cresce in un paese dove la vita è legata alla terra, alle stagioni e a una comunità che accompagna ogni passaggio dell’esistenza. Fin da bambina prende parte al lavoro quotidiano e alle attività che tengono viva la casa: i ricami, le preparazioni, le consuetudini.Nel corso degli anni, tra guerra e dopoguerra, il paese cambia e mette alla prova equilibri e affetti. Le vite si incontrano, nascono storie d’amore, alcune forti, altre più difficili, che si confrontano con le regole e le aspettative del contesto in cui prendono forma.Accanto alla realtà rurale si affaccia quella delle famiglie ricche e del baronato, rendendo evidenti differenze sociali che incidono sulle scelte e sui destini. In questo quadro si aprono anche, lentamente, spazi di emancipazione femminile, costruiti nella vita concreta.Tra lavoro, relazioni e tradizioni, il romanzo segue il tempo di una comunità e delle persone che la abitano, custodendo una memoria fatta di radici, cambiamenti e legami che restano.

"INCASTRO EMOTIVO" di Francesca Butti
Incastro emotivo, una mappa fluttuante per un’anima in fiamme, racconta il viaggio interiore di Nina, alter ego dell’autrice, che vive le emozioni in modo intenso e spesso destabilizzante. Il Memoir descrive le relazioni come “incastri emotivi”, legami tra persone che si attraggono profondamente ma che non sempre riescono a trovare un equilibrio, generando allo stesso tempo benessere e sofferenza. Nina è un’anima delicata, coraggiosa, ferita e tormentata ma proprio per questo è particolare il modo in cui percepisce il mondo. Si accorge di quello che normalmente nessuno vede, riesce a sentire anche la più piccola variazione di umore di chi le sta vicino. E’ un modo di vivere molto intenso, difficile da spiegare e da comprendere.
Le emozioni vengono rappresentate come una mappa in continuo movimento, mai stabile né definitiva, dove ogni esperienza modifica la percezione di sé e degli altri. In questo percorso emerge il tema del caos interiore, fatto di contraddizioni, paure e desideri che convivono nello stesso spazio emotivo. Nonostante la fatica e il dolore che possono derivarne, il libro suggerisce che proprio attraverso questa instabilità sia possibile crescere, acquisire consapevolezza e imparare a conoscersi più a fondo, senza smettere di sentire ma trovando un modo per non esserne sopraffatti.
È un libro che parla di ipersensibilità come modo di stare al mondo e l’asse del romanzo è spostato nel movimento interno della coscienza: la protagonista infatti percepisce un cambiamento dentro di sé alla fine del romanzo in un processo di costruzione della propria identità

"LA CHIAVE DI VOLTA" di Cristina Cireddu
Emily e Matteo hanno attraversato Milano negli stessi luoghi, a volte a pochi minuti di distanza, a volte nello stesso identico istante. Eppure non si sono mai visti.
Lei restaura capolavori del passato tra Brera e le chiese della Toscana, riportando alla luce bellezze dimenticate. Lui progetta il futuro e insegue il sogno di costruire nel deserto. Entrambi oltre i trentacinque anni, entrambi col dubbio che l'amore – quello vero – non esista.
Ma qualcosa di più grande li sta avvicinando. Da un bar milanese a una stazione affollata, dalle sale del Louvre alle colline toscane, i loro passi si intrecciano senza che lo sappiano. Pagina dopo pagina, una domanda cresce nel lettore: si incontreranno mai?
La chiave di volta è un romanzo sull'amore che si costruisce prima ancora di nascere, sull'arte come filo invisibile che unisce generazioni e destini, e sul momento in cui il caso smette di giocare a nascondino.

A sinistra Giovanna Fumagalli Biollo
"L'AMORE NON SI BUTTA" di Giovanna Fumagalli Biollo
“L’amore non si butta” nasce dall’esperienza personale dell’autrice che il 29 maggio 2020 perde il marito dopo una lunga malattia.
La morte dell’uomo con cui aveva condiviso una vita intensa e felice apre una frattura improvvisa: a 53 anni, si ritrova a fronteggiare un dolore che inizialmente sceglie di custodire in silenzio, come ultimo legame intimo con lui.
Nelle pagine del libro prende forma il racconto di questo percorso: non un manuale, ma uno sguardo onesto sulle emozioni che seguono una perdita profonda.
Ci sono giorni in cui sembra possibile respirare, giorni sorretti da una speranza fragile, e giorni in cui il dolore trascina verso il fondo, cancellando ogni prospettiva di risalita.
Il libro alterna passaggi lievi e passaggi più dolorosi, mostrando come il lutto non proceda in modo continuo, ma attraverso arresti, ricadute, momenti di luce e timide ripartenze.
Accanto alla sofferenza emerge anche il tema dell’amore che rimane: un’eredità affettiva che, una volta spezzato il legame fisico, chiede di essere riconosciuta e trasformata.
L’autrice si interroga sulla possibilità, apparentemente inverosimile, di coltivare ancora quell’amore e di lasciarlo germogliare in forme nuove, nonostante la lacerazione della perdita.
Da qui nasce l’immagine che attraversa l’intero libro: l’amore, come il pane, non si butta.
Attraverso una scrittura che intreccia ricordi, riflessioni e attimi quotidiani, il testo racconta il tempo del lutto come un territorio complesso, abitato da emozioni contrastanti.
Pagina dopo pagina, si compone il racconto di come si possa imparare a stare dentro il dolore fino a quando, sospinti dalla prepotenza della vita stessa, si diventa capaci di raccoglierne i brandelli e ricucirli, trovando un nuovo modo di abitare il mondo.
























