Robbiate: taglio del nastro per il polo culturale inclusivo "L'isola che non c'è"
Una nuova casa per la cultura, le relazioni e l’inclusione ha aperto ufficialmente le sue porte nel pomeriggio di ieri a Robbiate. Nella splendida cornice di Villa Concordia, immersa nel verde del parco comunale e già punto di riferimento per numerose attività sociali e culturali del paese, è stato inaugurato il Polo Culturale Inclusivo “L’isola che non c’è”, progetto promosso dall’amministrazione comunale e realizzato grazie al contributo di Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2025.

L’evento ha richiamato amministratori dai comuni limitrofi, rappresentanti delle associazioni, operatori sociali, educatori e cittadini di ogni età, a testimonianza dell’interesse suscitato da un’iniziativa che ambisce a diventare un punto di riferimento non soltanto per Robbiate ma per l’intero meratese.
Ad aprire la cerimonia è stata la vicesindaca e assessore alla cultura Antonella Cagliani, che ha accolto le autorità e i numerosi ospiti presenti: “Questo progetto nasce per rispondere a bisogni concreti della comunità, ampliare l'offerta culturale locale, rendendola sempre più accessibile a tutti, favorire la coesione intergenerazionale, sviluppare azioni di contrasto alla povertà educativa”.

Non è del resto un caso che il Polo sia stato voluto proprio nei locali di Villa Concordia, già sede di realtà importanti, fortemente impegnate nel sociale: l’associazione Il Grappolo, che da decenni si occupa di disabilità e aggregazione sociale, la biblioteca comunale Ilaria Alpi, il parco giochi inclusivo, il servizio di sostegno scolastico per gli alunni della scuola primaria e secondaria e gli spazi che ospitano le attività del CPA Fabrizio De André Lecco, scuola degli adulti.
La parola è quindi passata all'assessora Eleonora Dozio, che ha illustrato la filosofia che ha guidato l’intero progetto: “Oggi inauguriamo qualcosa di più di un nuovo spazio: inauguriamo un luogo pensato per le persone, per le relazioni e per il futuro della nostra comunità” ha iniziato l'assessora ai servizi sociali.

“L’Isola che non c’è nasce da un’idea semplice ma allo stesso tempo ambiziosa: creare un punto di riferimento aperto a tutti, un luogo nel quale ciascuno possa sentirsi accolto, valorizzato e libero di esprimere sé stesso. In un territorio ricco di associazioni, energie e iniziative, mancava uno spazio culturale multifunzionale capace di mettere in connessione persone, interessi e generazioni differenti”.
Dozio ha poi descritto le attività che troveranno spazio all’interno della struttura: laboratori artistici, attività musicali, cineforum, percorsi creativi, momenti formativi, spazi dedicati al gaming e servizi multimediali. Un luogo, che, ha spiegato l'assessora, vedrà la sua piena realizzazione nelle relazioni che nasceranno al suo interno: “L’Isola che non c’è è stata pensata come un luogo dove il silenzio può trasformarsi in ascolto, dove le differenze diventano una ricchezza e non un ostacolo, dove ogni persona può trovare il proprio spazio. Un luogo che non chiede alle persone di adattarsi, ma che è stato progettato per accoglierle così come sono”. Da qui anche la scelta del nome, che evoca il mondo fantastico della favola di Peter Pan, nato da un’intuizione dell’assessore Antonella Cagliani. “Richiama il mondo dei sogni, delle possibilità e delle opportunità. Crediamo infatti che ogni persona abbia il diritto di immaginare il proprio futuro, coltivare passioni e talenti e trovare occasioni concrete per realizzarli. I sogni hanno bisogno di luoghi in cui crescere, di relazioni che li sostengano e di comunità che credano nel loro valore”.

É quindi intervenuto il sindaco Marco Magni: “Oggi non inauguriamo semplicemente i locali del secondo piano di Villa Concordia. Apriamo le porte a una collezione di progetti, di idee e di opportunità”.
Gli spazi – ha poi spiegato il primo cittadino - sono stati completamente ristrutturati dal punto di vista edilizio e impiantistico, con il rifacimento degli impianti, il potenziamento delle misure di sicurezza, la realizzazione di una rete Wi-Fi e il rinnovo dell’illuminazione.
“Che cosa significa davvero polo culturale inclusivo? Significa progettare uno spazio capace di abbattere qualsiasi barriera: fisica, sensoriale, economica e culturale”.
Tutto questo, ovviamente, mettendo in primo piano le connessioni interpersonali, il vero cuore pulsante dello spazio: “Viviamo in un’epoca in cui spesso le persone rischiano di isolarsi dietro gli schermi e dentro le proprie routine. In questo contesto la cultura diventa il collante più importante che abbiamo. Un centro culturale inclusivo è uno strumento di democrazia e uguaglianza. Garantisce a tutti il diritto di esprimersi, formarsi e scoprire il proprio potenziale. È qui che nasce il senso di appartenenza che trasforma i cittadini da semplici spettatori a protagonisti attivi della vita della comunità”.
Infine un appello rivolto ai cittadini: “L’Isola che non c’è non potrà vivere soltanto grazie alle mura che oggi inauguriamo. Vivrà grazie alle persone che la frequenteranno ogni giorno, grazie alle idee, ai suggerimenti e persino alle critiche costruttive che arriveranno. Questo luogo appartiene a tutti e tutti sono chiamati a renderlo vivo”.

“Ne ho viste tante di inaugurazioni nella mia esperienza politica, ma raramente ne ho viste di così partecipate” ha proseguito il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli “qui ho già respirato un'atmosfera davvero molto bella”.
Poi il plauso per l'iniziativa, che si è detto orgoglioso di aver contribuito a realizzare tramite Regione Lombardia, e per la riqualificazione dello spazio, che ha definito una vera e propria “casa delle relazioni”.
“Voi lo chiamate polo culturale, ma da quello che ho ascoltato oggi mi sembra soprattutto una casa delle relazioni positive”. Ha infine aggiunto: “Le comunità crescono attraverso le relazioni. Quando giovani, anziani e persone con fragilità diverse condividono gli stessi spazi, si conoscono, si confrontano e costruiscono legami. È da qui che nasce il senso di appartenenza. È da qui che nasce la voglia di prendersi cura del proprio territorio”.

A chiudere la serie degli interventi istituzionali è stato il senatore Celestino Magni: “Un centro culturale non è semplicemente un luogo dove si svolgono attività. È uno spazio di aggregazione, confronto e dialogo. È attraverso il confronto e l’accettazione dell’altro che si costruiscono comunità più forti e più pacifiche”. Richiamando le tensioni e i conflitti che caratterizzano il contesto internazionale, il parlamentare ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di favorire la coesione sociale. “Viviamo in un mondo dove sembrano prevalere le differenze. Per questo diventa fondamentale confrontarsi con diversità per costruire un mondo di solidarietà, coesione, di partecipazione e di pace”.
In conclusione la lunga e doverosa lista di ringraziamenti dell'Amministrazione: a Elisabetta Codara e Eleonora Dozio, che hanno realizzato e condotto il progetto fin dalle prime battute, coadiuvate e supportate da Alessandra Casiraghi e Donata Sorrentino, agli uffici e al personale comunale, a Roberto Colombo, che si prenderà cura degli spazi, ai volontari del Grappolo, agli Alpini, a Riccardo e Massimiliano Corno e a Gabriele Galimberti del corpo musciale robbiatese, Giancarlo Visigalli, al gruppo decoro che ha realizzato gli addobbi della Villa, alle bibliotecarie, Amelia, Leonardo e Tecla, che nel pomeriggio si sono cimentati nelle attività per coinvolgere gli ospiti. L'ultimo “grazie” all'architetto Laura Visigalli, che per prima ha immaginato e dato forma all'Isola che non c'è.

Al termine dei discorsi delle autorità si è svolta la scopertura della targa commemorativa, seguita dal taglio del nastro e dalla benedizione impartita da don Gianni De Micheli.
I presenti hanno quindi potuto visitare gli spazi completamente rinnovati del secondo piano di Villa Concordia. Qui trovano posto una sala musica attrezzata con strumenti musicali, una sala dedicata alle proiezioni e ai cineforum, un laboratorio per attività creative e artistiche, oltre a postazioni multimediali e servizi digitali.
L’intera struttura è coperta da connessione Wi-Fi gratuita e consentirà anche la consultazione digitale dei quotidiani tramite tablet. Un pensiero delicato dell'amministrazione è andato anche alle mamme con neonati, cui hanno dedicato un'area che garantisse uno spazio riservato e accogliente per l’allattamento.
Il pomeriggio è proseguito con le visite e le attività proposte nel polo, oltre ai giochi ed intrattenimenti per grandi e piccini nel parco della Villa.

L’evento ha richiamato amministratori dai comuni limitrofi, rappresentanti delle associazioni, operatori sociali, educatori e cittadini di ogni età, a testimonianza dell’interesse suscitato da un’iniziativa che ambisce a diventare un punto di riferimento non soltanto per Robbiate ma per l’intero meratese.
Ad aprire la cerimonia è stata la vicesindaca e assessore alla cultura Antonella Cagliani, che ha accolto le autorità e i numerosi ospiti presenti: “Questo progetto nasce per rispondere a bisogni concreti della comunità, ampliare l'offerta culturale locale, rendendola sempre più accessibile a tutti, favorire la coesione intergenerazionale, sviluppare azioni di contrasto alla povertà educativa”.

Non è del resto un caso che il Polo sia stato voluto proprio nei locali di Villa Concordia, già sede di realtà importanti, fortemente impegnate nel sociale: l’associazione Il Grappolo, che da decenni si occupa di disabilità e aggregazione sociale, la biblioteca comunale Ilaria Alpi, il parco giochi inclusivo, il servizio di sostegno scolastico per gli alunni della scuola primaria e secondaria e gli spazi che ospitano le attività del CPA Fabrizio De André Lecco, scuola degli adulti.
La parola è quindi passata all'assessora Eleonora Dozio, che ha illustrato la filosofia che ha guidato l’intero progetto: “Oggi inauguriamo qualcosa di più di un nuovo spazio: inauguriamo un luogo pensato per le persone, per le relazioni e per il futuro della nostra comunità” ha iniziato l'assessora ai servizi sociali.

Marco Magni, Gian Mario Fragomeli, Tino Magni e don Gianni De Micheli
“L’Isola che non c’è nasce da un’idea semplice ma allo stesso tempo ambiziosa: creare un punto di riferimento aperto a tutti, un luogo nel quale ciascuno possa sentirsi accolto, valorizzato e libero di esprimere sé stesso. In un territorio ricco di associazioni, energie e iniziative, mancava uno spazio culturale multifunzionale capace di mettere in connessione persone, interessi e generazioni differenti”.
Dozio ha poi descritto le attività che troveranno spazio all’interno della struttura: laboratori artistici, attività musicali, cineforum, percorsi creativi, momenti formativi, spazi dedicati al gaming e servizi multimediali. Un luogo, che, ha spiegato l'assessora, vedrà la sua piena realizzazione nelle relazioni che nasceranno al suo interno: “L’Isola che non c’è è stata pensata come un luogo dove il silenzio può trasformarsi in ascolto, dove le differenze diventano una ricchezza e non un ostacolo, dove ogni persona può trovare il proprio spazio. Un luogo che non chiede alle persone di adattarsi, ma che è stato progettato per accoglierle così come sono”. Da qui anche la scelta del nome, che evoca il mondo fantastico della favola di Peter Pan, nato da un’intuizione dell’assessore Antonella Cagliani. “Richiama il mondo dei sogni, delle possibilità e delle opportunità. Crediamo infatti che ogni persona abbia il diritto di immaginare il proprio futuro, coltivare passioni e talenti e trovare occasioni concrete per realizzarli. I sogni hanno bisogno di luoghi in cui crescere, di relazioni che li sostengano e di comunità che credano nel loro valore”.

É quindi intervenuto il sindaco Marco Magni: “Oggi non inauguriamo semplicemente i locali del secondo piano di Villa Concordia. Apriamo le porte a una collezione di progetti, di idee e di opportunità”.
Gli spazi – ha poi spiegato il primo cittadino - sono stati completamente ristrutturati dal punto di vista edilizio e impiantistico, con il rifacimento degli impianti, il potenziamento delle misure di sicurezza, la realizzazione di una rete Wi-Fi e il rinnovo dell’illuminazione.
“Che cosa significa davvero polo culturale inclusivo? Significa progettare uno spazio capace di abbattere qualsiasi barriera: fisica, sensoriale, economica e culturale”.
Tutto questo, ovviamente, mettendo in primo piano le connessioni interpersonali, il vero cuore pulsante dello spazio: “Viviamo in un’epoca in cui spesso le persone rischiano di isolarsi dietro gli schermi e dentro le proprie routine. In questo contesto la cultura diventa il collante più importante che abbiamo. Un centro culturale inclusivo è uno strumento di democrazia e uguaglianza. Garantisce a tutti il diritto di esprimersi, formarsi e scoprire il proprio potenziale. È qui che nasce il senso di appartenenza che trasforma i cittadini da semplici spettatori a protagonisti attivi della vita della comunità”.
Infine un appello rivolto ai cittadini: “L’Isola che non c’è non potrà vivere soltanto grazie alle mura che oggi inauguriamo. Vivrà grazie alle persone che la frequenteranno ogni giorno, grazie alle idee, ai suggerimenti e persino alle critiche costruttive che arriveranno. Questo luogo appartiene a tutti e tutti sono chiamati a renderlo vivo”.

“Ne ho viste tante di inaugurazioni nella mia esperienza politica, ma raramente ne ho viste di così partecipate” ha proseguito il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli “qui ho già respirato un'atmosfera davvero molto bella”.
Poi il plauso per l'iniziativa, che si è detto orgoglioso di aver contribuito a realizzare tramite Regione Lombardia, e per la riqualificazione dello spazio, che ha definito una vera e propria “casa delle relazioni”.
“Voi lo chiamate polo culturale, ma da quello che ho ascoltato oggi mi sembra soprattutto una casa delle relazioni positive”. Ha infine aggiunto: “Le comunità crescono attraverso le relazioni. Quando giovani, anziani e persone con fragilità diverse condividono gli stessi spazi, si conoscono, si confrontano e costruiscono legami. È da qui che nasce il senso di appartenenza. È da qui che nasce la voglia di prendersi cura del proprio territorio”.

A chiudere la serie degli interventi istituzionali è stato il senatore Celestino Magni: “Un centro culturale non è semplicemente un luogo dove si svolgono attività. È uno spazio di aggregazione, confronto e dialogo. È attraverso il confronto e l’accettazione dell’altro che si costruiscono comunità più forti e più pacifiche”. Richiamando le tensioni e i conflitti che caratterizzano il contesto internazionale, il parlamentare ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di favorire la coesione sociale. “Viviamo in un mondo dove sembrano prevalere le differenze. Per questo diventa fondamentale confrontarsi con diversità per costruire un mondo di solidarietà, coesione, di partecipazione e di pace”.
In conclusione la lunga e doverosa lista di ringraziamenti dell'Amministrazione: a Elisabetta Codara e Eleonora Dozio, che hanno realizzato e condotto il progetto fin dalle prime battute, coadiuvate e supportate da Alessandra Casiraghi e Donata Sorrentino, agli uffici e al personale comunale, a Roberto Colombo, che si prenderà cura degli spazi, ai volontari del Grappolo, agli Alpini, a Riccardo e Massimiliano Corno e a Gabriele Galimberti del corpo musciale robbiatese, Giancarlo Visigalli, al gruppo decoro che ha realizzato gli addobbi della Villa, alle bibliotecarie, Amelia, Leonardo e Tecla, che nel pomeriggio si sono cimentati nelle attività per coinvolgere gli ospiti. L'ultimo “grazie” all'architetto Laura Visigalli, che per prima ha immaginato e dato forma all'Isola che non c'è.

Al termine dei discorsi delle autorità si è svolta la scopertura della targa commemorativa, seguita dal taglio del nastro e dalla benedizione impartita da don Gianni De Micheli.
I presenti hanno quindi potuto visitare gli spazi completamente rinnovati del secondo piano di Villa Concordia. Qui trovano posto una sala musica attrezzata con strumenti musicali, una sala dedicata alle proiezioni e ai cineforum, un laboratorio per attività creative e artistiche, oltre a postazioni multimediali e servizi digitali.
L’intera struttura è coperta da connessione Wi-Fi gratuita e consentirà anche la consultazione digitale dei quotidiani tramite tablet. Un pensiero delicato dell'amministrazione è andato anche alle mamme con neonati, cui hanno dedicato un'area che garantisse uno spazio riservato e accogliente per l’allattamento.
Il pomeriggio è proseguito con le visite e le attività proposte nel polo, oltre ai giochi ed intrattenimenti per grandi e piccini nel parco della Villa.
F.F.
























