S. Maria: il 5 la presentazione dell’ultimo libro di ‘Bandana’
Venerdì 5 giugno dalle 20:30 in sala civica a Santa Maria Hoé avverrà la presentazione dell’ultimo libro di Giovanni Cogliati, detto Bandana: "La piòta del murnê".
C’è una Brianza che non compare nelle cartoline patinate né nelle cronache dell’industria e delle ville storiche. È una Brianza silenziosa, sotterranea, fatta di tracce dimenticate, pietre consunte, antichi muri affiorati tra gli alberi e memorie custodite dal paesaggio. È questa la terra raccontata in La piòta del murnê, il volume firmato da Gianni Cogliati detto il Bandana e dedicato all’amico Enrico Bassani, presentato come un viaggio appassionato dentro l’anima più autentica del territorio brianzolo e lecchese.
Fin dalle prime pagine emerge il senso profondo dell’opera: non un semplice catalogo archeologico, ma una testimonianza viva, costruita attraverso anni di ricerche, cammini e osservazioni sul campo. L’autore affronta il passato con uno sguardo paziente e rispettoso, convinto che ogni frammento — anche il più umile — custodisca una storia irripetibile.
In questo libro, di elevato valore umano, Bandana unitamente all’amico Bassani vengono descritti come “ascoltatori” della terra, capaci di dialogare con ciò che il tempo ha lasciato nascosto sotto la superficie. La loro ricerca non è soltanto erudizione, ma un autentico gesto d’amore verso il territorio e la sua memoria collettiva.
Il volume invita il lettore a rallentare, a osservare il dettaglio, a recuperare il senso dell’ascolto in un’epoca dominata dalla velocità e dalla superficialità. La storia, qui, non appare distante o polverosa: continua a vibrare nei toponimi, nei sentieri, nelle pietre e nei paesaggi quotidiani che ancora conservano echi di civiltà antiche.
La piòta del murnê si distingue anche per il suo valore civile e culturale. È un invito rivolto soprattutto alle nuove generazioni: riscoprire le proprie radici, comprendere che il territorio non è soltanto spazio geografico, ma memoria condivisa e identità. Ogni pagina suggerisce che sotto i nostri passi si estende una storia millenaria pronta a riemergere per chi abbia ancora la curiosità e la pazienza di cercarla.
Più che un libro di archeologia, dunque, l’opera si presenta come un dialogo continuo tra passato e presente, tra uomo e paesaggio. Un racconto che restituisce voce ai luoghi e ricorda come la memoria, se custodita con rispetto, possa ancora parlare al nostro tempo.

Fin dalle prime pagine emerge il senso profondo dell’opera: non un semplice catalogo archeologico, ma una testimonianza viva, costruita attraverso anni di ricerche, cammini e osservazioni sul campo. L’autore affronta il passato con uno sguardo paziente e rispettoso, convinto che ogni frammento — anche il più umile — custodisca una storia irripetibile.
In questo libro, di elevato valore umano, Bandana unitamente all’amico Bassani vengono descritti come “ascoltatori” della terra, capaci di dialogare con ciò che il tempo ha lasciato nascosto sotto la superficie. La loro ricerca non è soltanto erudizione, ma un autentico gesto d’amore verso il territorio e la sua memoria collettiva.
Il volume invita il lettore a rallentare, a osservare il dettaglio, a recuperare il senso dell’ascolto in un’epoca dominata dalla velocità e dalla superficialità. La storia, qui, non appare distante o polverosa: continua a vibrare nei toponimi, nei sentieri, nelle pietre e nei paesaggi quotidiani che ancora conservano echi di civiltà antiche.
La piòta del murnê si distingue anche per il suo valore civile e culturale. È un invito rivolto soprattutto alle nuove generazioni: riscoprire le proprie radici, comprendere che il territorio non è soltanto spazio geografico, ma memoria condivisa e identità. Ogni pagina suggerisce che sotto i nostri passi si estende una storia millenaria pronta a riemergere per chi abbia ancora la curiosità e la pazienza di cercarla.
Più che un libro di archeologia, dunque, l’opera si presenta come un dialogo continuo tra passato e presente, tra uomo e paesaggio. Un racconto che restituisce voce ai luoghi e ricorda come la memoria, se custodita con rispetto, possa ancora parlare al nostro tempo.
Date evento
venerdì, 05 giugno 2026
























