Montevecchia: preghiera al Santuario con l'arcivescovo
Sono quattro le difficoltà che l'arcivescovo Mario Delpini ha individuato nel corso della sua riflessione, pronunciata dal Santuario della Madonna del Carmelo di Montevecchia a conclusione del mese mariano e con una particolare preghiera per le vocazioni.



Il primo ostacolo che si frappone nel momento della scelta è quello di farsi travolgere dal “vagabondaggio del capriccio” che porta a vagare qua e là senza una meta e un appiglio sicuro a cui aggrapparsi saldamente.
C'è poi l'indecisione vista come incertezza. “I ragazzi di oggi sono come delle macchine con motori potentissimi che rimangono però parcheggiate” ha detto il prelato, nel corso della sua omelia al termine della processione partita dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e approdata sulla cima del colle.
C'è poi lo spavento per il futuro che non è visto come una opportunità ma come una condanna o una minaccia al buio. “Spesso i giovani sono frenati perchè gli adulti li spaventano con i loro commenti su quello che sarà” ha proseguito per poi concludere con la quarta difficoltà che è data dal “non sentirsi all'altezza” e da una sottovalutazione delle proprie capacità e a una esasperazione della fragilità.



Al termine della preghiera, i ragazzi della parrocchia hanno offerto al vescovo una piantina di rosmarino, tipico prodotto montevecchino, con alla base le loro impronte, a suggellare questa giornata di preghiera e di incontro.



Prima della benedizione e della partenza per la successiva destinazione della giornata, il vescovo ha ringraziato per l'accoglienza ricevuta e per l'organizzazione, dai canti alla scorta della polizia locale, segno di una attenzione della Comunità alle tradizioni e ai suoi momenti profondi.



Il primo ostacolo che si frappone nel momento della scelta è quello di farsi travolgere dal “vagabondaggio del capriccio” che porta a vagare qua e là senza una meta e un appiglio sicuro a cui aggrapparsi saldamente.
C'è poi l'indecisione vista come incertezza. “I ragazzi di oggi sono come delle macchine con motori potentissimi che rimangono però parcheggiate” ha detto il prelato, nel corso della sua omelia al termine della processione partita dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e approdata sulla cima del colle.
C'è poi lo spavento per il futuro che non è visto come una opportunità ma come una condanna o una minaccia al buio. “Spesso i giovani sono frenati perchè gli adulti li spaventano con i loro commenti su quello che sarà” ha proseguito per poi concludere con la quarta difficoltà che è data dal “non sentirsi all'altezza” e da una sottovalutazione delle proprie capacità e a una esasperazione della fragilità.



Al termine della preghiera, i ragazzi della parrocchia hanno offerto al vescovo una piantina di rosmarino, tipico prodotto montevecchino, con alla base le loro impronte, a suggellare questa giornata di preghiera e di incontro.



Prima della benedizione e della partenza per la successiva destinazione della giornata, il vescovo ha ringraziato per l'accoglienza ricevuta e per l'organizzazione, dai canti alla scorta della polizia locale, segno di una attenzione della Comunità alle tradizioni e ai suoi momenti profondi.
S.V.
























