Donne, l'altro sguardo/13. Parlare di violenza prima che accada

Tra le attività de “L’altra metà del cielo” una particolare importanza riveste quella degli interventi nelle scuole.
La prevenzione della violenza, infatti, inizia anche e soprattutto durante il percorso educativo. Parlare di violenza prima che la violenza accada, educare alle relazioni, costruire una cultura del rispetto è l’obiettivo che si pongono con questa attività le operatrici del Centro.
La violenza di genere non nasce improvvisamente nell’età adulta, ma affonda le sue radici in modelli culturali, stereotipi, disuguaglianze e modalità relazionali che spesso vengono apprese molto presto e talvolta normalizzate, minimizzate o confuse con l’amore, la gelosia, il controllo.
Attenzione, però: entrare nelle classi non significa “fare lezioni sulla violenza”, ma creare spazi di riflessione e confronto in cui ragazze e ragazzi possano interrogarsi sulle relazioni, sul consenso, sulle emozioni, sui conflitti, sul rispetto reciproco e sul peso che parole, comportamenti e stereotipi hanno nella vita quotidiana.
Significa attivare “uno spazio di pensiero e di scambio”, perché la prevenzione non può limitarsi all’intervento quando la violenza è già avvenuta: prevenire significa costruire cultura, significa lavorare affinché le nuove generazioni possano sviluppare competenze relazionali, capacità critica e consapevolezza.
Ogni volta che un ragazzo o una ragazza riconoscono un comportamento violento prima di subirlo in modo più grave, ogni volta che trovano parole diverse per stare nelle relazioni, ogni volta che una classe riesce a interrogarsi senza giudizio su stereotipi e disuguaglianze, questa è già prevenzione, e la prevenzione spesso inizia proprio da una conversazione in aula.
Negli interventi che il Centro Antiviolenza realizza, vengono poste domande attraverso le quali si evidenziano difficoltà nel riconoscere comportamenti di controllo, dinamiche possessive o forme di violenza psicologica che vengono percepite come normali manifestazioni affettive. 
Si rivelano anche alcune fragilità e un grande bisogno di confronto autentico ed è quindi importante che i giovani possano trovare adulti di riferimento capaci di ascoltare, nominare ciò che accade e offrire strumenti di lettura diversi da quelli spesso assorbiti per esempio attraverso i social media.
Il programma di intervento solitamente prevede questi argomenti:
• Chi è “L’Altra Metà Del Cielo”, qual è il suo mandato e cosa fa l’associazione
• Cos’è la violenza e quali tipi di violenza esistono
• Trasversalità delle donne che subiscono violenza
• Stereotipi e pregiudizi derivanti dal modello patriarcale
• Come si esce dalla violenza
• Tema del consenso: “coattivo” in contrapposizione a “libero e attuale”
• Il semaforo delle relazioni
• Proiezione di alcuni cortometraggi che consentono l’apertura dello scambio.
Per le operatrici c’è un’attenzione costante, frutto di continua formazione e revisione per poter “adattare” l’intervento al contesto scolastico che lo richiede e che ha le sue peculiarità e caratteristiche. 
Generalmente non è l’associazione che si propone alle scuole, ma sono gli istituti scolastici che prendono contatto per richiedere un intervento.
Negli ultimi anni gli interventi sono stati più di cento e solo nel 2025/26, sono stati realizzati 17 incontri di prevenzione e sensibilizzazione tra scuole secondarie di primo e secondo grado, talvolta coinvolgendo più classi contemporaneamente.
Numeri che restituiscono la portata di un lavoro intenso, continuativo e profondamente necessario.
In collaborazione con L’altra metà del cielo. Telefono Donna-Merate

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