A Santa Maria Hoè l’esercitazione interforze di maxi emergenza organizzata dalla Croce Rossa di Merate. Presenti 140 volontari

È stato il Comune di Santa Maria Hoè quest’anno a trasformarsi in un grande teatro operativo di solidarietà e soccorso ospitando la tredicesima edizione dell’esercitazione interforze di maxi emergenza – intitolata “LAPIS13” – organizzata dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Merate sabato 23 maggio. Si è trattato di una giornata intensa, lunga e impegnativa, che ha coinvolto circa 140 volontari e operatori provenienti da numerose realtà della provincia lecchese, con l’obiettivo di testare capacità operative, coordinamento e collaborazione tra le diverse forze impegnate nella gestione delle emergenze complesse. 
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A partecipare sono stati soccorritori e volontari dei comitati di Merate, Bellagio, Calolziocorte, Valmadrera, Vigevano, Bosisio Parini, Lentate sul Seveso, Alte Groane, Pieve Emanuele e Brugherio, insieme ai Vigili del Fuoco del Distaccamento di Merate, agli Alpini del gruppo San Genesio, ai volontari del neo costituito gruppo di Protezione Civile di Santa Maria Hoè, ai cinofili del nucleo Grigna - A.N.A., alla Protezione Civile dell’associazione Carabinieri sezione Melzo, agli agenti della Polizia Locale e agli Studenti con le Stellette. Una grande rete di uomini e donne accomunati dalla volontà di formarsi e collaborare per affrontare al meglio situazioni che, purtroppo, nella realtà possono verificarsi in qualsiasi momento. 
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Contrariamente alle precedenti edizioni, che prevedevano anche attività notturne, quest’anno l’esercitazione si è svolta interamente durante il giorno, dalle 8 alle 19, articolandosi in due differenti scenari di emergenza: una simulazione di esplosione in un’azienda con oltre venti feriti e una frana in area boschiva con numerosi dispersi e persone coinvolte. Complessivamente sono stati simulati 42 feriti, mettendo alla prova la macchina dei soccorsi sotto il profilo organizzativo, logistico e sanitario. 
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Alle prime luci del mattino tutte le squadre si sono ritrovate nel cortile della scuola primaria di Santa Maria Hoè, trasformato per l’occasione nel campo base operativo. Qui è stata allestita anche la sala operativa mobile, cuore delle telecomunicazioni e del coordinamento delle attività durante tutta la giornata. A inaugurare ufficialmente LAPIS13 è stata la cerimonia dell’alzabandiera, svolta davanti alla baita degli Alpini nel vicino parco “Don Carlo Turrini”, sulle note dell’Inno d’Italia. Presenti il sindaco Efrem Brambilla, che ha espresso grande orgoglio per aver ospitato l’iniziativa, e gli organizzatori Mauro Sottocornola e Thomas Agostoni, veri artefici della complessa macchina organizzativa. 
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Dopo i saluti istituzionali è iniziata la fase preparatoria. I soccorritori, volutamente ignari degli scenari che avrebbero affrontato, si sono riuniti per il briefing operativo. Il senso di queste maxi emergenze, infatti, è proprio quello di mettere i volontari di fronte a situazioni impreviste e fuori dall’ordinario, per allenare non solo la tecnica ma anche la capacità di collaborare con altre forze presenti sul territorio, come Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Fondamentale, in queste occasioni, è il dialogo tra i diversi enti, indispensabile per affrontare e risolvere scenari complessi in maniera efficace e coordinata. 
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Poco dopo, la tensione è salita. Via radio è arrivata la prima chiamata di emergenza: una donna, parlando in lingua straniera, ha segnalato un’esplosione all’interno di un’azienda. Le squadre si sono immediatamente mobilitate dirigendosi verso la Saica Pack Italia S.p.a. di Santa Maria Hoè, azienda che ha messo a disposizione i propri spazi per l’esercitazione. All’interno dei capannoni, tra enormi pile di cartoni, erano nascosti i figuranti, volontari truccati realisticamente con ferite e ustioni simulate grazie al lavoro di esperti truccatori. 
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Il sindaco Efrem Brambilla e il consigliere Valentino Scalambra (in catarifrangente) con il legale rappresentante della Saica Pack
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A destra, il coordinatore Mauro Sottocornola
I Vigili del Fuoco sono stati i primi a entrare in azione, effettuando la ricognizione con autorespiratori e bombole d’aria per mettere in sicurezza l’area. Solo successivamente hanno aperto il passaggio ai soccorritori sanitari, che hanno evacuato e assistito i feriti. Nel cortile dell’azienda la Protezione Civile ha allestito un PMA, il Posto Medico Avanzato, fondamentale per il triage e la gestione sanitaria dei coinvolti. Parallelamente, le unità cinofile hanno individuato e recuperato due simulanti che si erano “dispersi” in una vicina area boschiva dopo essere fuggiti dall’azienda. 

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I coordinatori con i referenti regionali di Croce Rossa, giunti in vista al campo base
Terminata la prima esercitazione, i volontari sono rientrati al campo base per il pranzo comunitario organizzato dagli Alpini nel parco Don Turrini. Un momento conviviale importante, reso possibile anche dal sostegno del Comune di Santa Maria Hoè, che ha offerto il pranzo a tutti i partecipanti. Dopo un breve momento di pausa e i saluti dei referenti regionali della Croce Rossa, è iniziato il secondo briefing operativo. 
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Nel pomeriggio la seconda maxi emergenza ha trasportato i soccorritori nei boschi sopra la frazione Tremonte, dove è stata simulata una frana con numerosi feriti. Ancora una volta la macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente: ambulanze, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Polizia Locale e cinofili hanno lavorato fianco a fianco per recuperare i feriti dispersi nel bosco. 

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I volontari hanno utilizzato barelle e mezzi speciali per il trasporto in zone impervie, operando per diverse ore in condizioni rese ancora più impegnative dalla conformazione del terreno. 
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Alle 19 il rientro al campo base ha segnato la conclusione della lunga giornata. Gli osservatori che hanno seguito tutte le fasi dell’esercitazione hanno condiviso le proprie valutazioni tecniche, fornendo suggerimenti preziosi per migliorare ulteriormente l’organizzazione e la gestione operativa. Sono quindi stati consegnati gli attestati di partecipazione ai volontari e ai gruppi coinvolti. 
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LAPIS13 si è confermata non soltanto come un’importante occasione di aggiornamento e formazione per i soccorritori, ma anche come un momento di crescita umana e di consolidamento delle sinergie tra le diverse realtà del volontariato e delle istituzioni. Collaborazione, confronto, nuove amicizie e spirito di squadra sono stati gli elementi che hanno accompagnato tutta la giornata. 
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E a chiudere l’evento non poteva mancare un momento di leggerezza: durante la tradizionale foto di gruppo finale, i Vigili del Fuoco hanno scherzosamente “innaffiato” tutti i volontari con l’autopompa, regalando un sorriso e un po’ di refrigerio ai partecipanti stanchi ma soddisfatti dopo una giornata intensa e ricca di significato.
Edoardo Mazzilli

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