Le fatiche di Ercole, il Car Sharing e i revisori dei conti della domenica.

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Egregio Aldo, e stimata platea di improvvisati fustigatori dei costumi altrui, È sempre un autentico privilegio intellettuale leggere le vostre elucubrazioni. Si evince fin dalle prime righe che il tempo libero, in alcune fasce della popolazione, è una risorsa di cui si gode in spropositata abbondanza. Leggere i commenti in calce alle dichiarazioni del Sindaco è un affascinante esercizio di sociologia: ci si immerge rapidamente in un universo parallelo, una confortevole bolla di beata inattività, popolata da sedicenti esperti di pubblica amministrazione che, con ogni probabilità, andrebbero in iperventilazione se dovessero gestire anche solo l'assemblea del proprio condominio. Il signor Aldo, in veste di novello Robespierre de noantri, si lancia in un'analisi in tre punti che sfiora il ridicolo per la sua ingenuità. Pretendere un "estratto conto chilometrico" per un Sindaco che si muove sul territorio, denota un analfabetismo funzionale rispetto a cosa significhi amministrare la cosa pubblica. L'idea che il primo cittadino debba timbrare il cartellino e compilare un modulo ogni volta che si reca in Provincia, al Prefetto o a una riunione di zona, è la classica fantasia burocratica di chi la vita vera la osserva comodamente seduto sul divano, pontificando sui social network. Ciò che fa sorridere – per non dire provare tenerezza – è la pretesa di far passare un mezzo di servizio, per un "benefit personale". Se la preoccupazione massima di questo comitato di inoperosi è l'utilizzo di una vettura in car sharing per presenziare a un evento istituzionale la domenica mattina alle 8:00, viene da chiedersi in quale mondo fiabesco abbiate vissuto finora. Sarebbe inoltre intellettualmente onesto, se l'onestà intellettuale facesse parte del vostro bagaglio, applicare questo stesso zelo inquisitorio guardando fuori dal vostro cortile, magari verso quei paladini della morale pubblica che storicamente siedono a sinistra. La storia politica recente pullula di esponenti del PD e della sinistra radicale che hanno fornito ben altri spettacoli in tema di mobilità a spese dei contribuenti. Vogliamo ricordare l'imbarazzante caso dell'allora Sindaco di Roma, Ignazio Marino (PD)? Mesi di fango mediatico, titoloni cubitali sulle sue celebri multe con la Panda in zona ZTL e sugli scontrini delle cene di rappresentanza, per poi finire – come spesso accade quando si confonde il populismo penale con la giustizia – con un'assoluzione piena e totale in Cassazione perché "il fatto non sussiste". O forse preferite le decine di inchieste sulle "Spese Pazze" nei consigli regionali a guida progressista (dal Piemonte all'Emilia-Romagna), dove i rimborsi chilometrici per le "auto blu" e le spese di rappresentanza hanno tenuto banco per anni? In molti di quei casi, i censori dalla doppia morale si sono dovuti rimangiare le accuse davanti ad archiviazioni e assoluzioni, dimostrando che l'attività istituzionale è complessa e non si giudica dal buco della serratura di un cittadino annoiato. La verità, caro Aldo, è che il vostro non è un "dubbio legittimo", è la classica litania di chi, non avendo oneri né responsabilità verso la comunità, trova la propria ragion d'essere nel cercare il pelo nell'uovo altrui. Continuate pure a godervi il vostro tempo libero. Chi lavora per il territorio, fortunatamente, ha cose più importanti di cui occuparsi. Cordialmente,
Un cittadino che distingue la realtà dai complotti da bar
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