Technoprobe Spa: l’azione a 32 € con un + 355% in un anno. Sviluppo senza soste
Continua senza sosta l’impressionante scalata delle azioni Technoprobe alla Borsa Valori di Milano. Quotata il 15 febbraio 2022 con una forchetta compresa tra 5,70 e 6,30, primo prezzo segnato 6,20 con rapido andamento nel corso della giornata oggi a distanza di quattro anni ha raggiunto quota 32 euro per azione. Dopo la presentazione dell’eccezionale trimestrale il titolo è schizzato del 35%, flettendo al 32% solo a fine seduta. Poi qualche assestamento, quindi la ripresa della salita, da 24 euro a 28 euro fino alla chiusura di venerdì 22 maggio a 32 euro per azione con uno spunto superiore al 7%. Nell’ultimo mese il titolo è cresciuto dell’81%, negli ultimi sei mesi del 184%, nell’ultimo anno del 355%. La capitalizzazione di Borsa considerando il numero di azioni pari a 65.326.0870 sfiora i 21 miliardi di euro.
Una performance che raramente si è vista a piazza Affari. Una crescita inarrestabile. Specchio fedele dello sviluppo dell’azienda fondata da Giuseppe Crippa che a Cernusco ha il suo quartier generale e una dozzina di sedi sparse per il mondo. E che a settembre festeggerà i trent’anni dalla fondazione.
L’eccezionale impennata del titolo è dovuta alla posizione strategica nella filiera dei chip. L’azienda opera nel segmento delle probe card, strumenti fondamentali per il test dei semiconduttori prima della loro immissione sul mercato. La domanda legata allo sviluppo in tutti i settori dell’intelligenza artificiale è il vero acceleratore. I chip AI sono più complessi, richiedono test più sofisticati e tempi più lunghi, aumentando così il valore delle soluzioni di testing.
L’azienda, a fine marzo, nonostante investimenti per 34 milioni, presentava una posizione finanziaria netta di oltre 660 milioni di euro.
I dati del primo trimestre confermano tutte le previsioni di forte crescita anche tendenziale. I ricavi sono stati pari a 187 milioni il 19% in più rispetto allo stresso periodo del 2025. L’Ebitda è cresciuto del 44% anno su anno, molto più del fatturato portandosi a 69,2 milioni.
Questa solidità consente alla società di continuare a finanziare la crescita senza pressioni sul debito, mantenendo flessibilità strategica in una fase di forte espansione del settore. I vertici aziendali, Stefano Felici, Ceo, Cristiano Crippa presidente, Roberto Crippa vice presidente, stimano per il 2026 un fatturato tra 950 e 1,05 miliardi di euro con un margine operativo lordo tra il 44 e il 46%.
Semmai il problema è far fronte alle commesse. L’azienda sta realizzando rapidamente un altro grande capannone accanto al quartier generale di Cernusco Lombardone che sarà pronto entro la metà del 2027. Ma è anche alla ricerca continua di personale.
Una realtà locale ormai leader mondiale nel settore della probe card. Che si distingue però, attraverso la Fondazione Mariarosa e Giuseppe Crippa per una presenza costante nel finanziare progetti nel campo della disabilità, del contrasto alla dispersione scolastica e dell’inserimento dei più piccoli nello sport. Oltre a sostenere un numero imprecisato di iniziative.
Sempre nel solco delle parole del Fondatore: “La vera scommessa sta nel saper capovolgere il sistema, dovremmo imparare a lavorare e a produrre generando effetti favorevoli all’ambiente”.

Roberto Crippa, Stefano Felici, Giuseppe e Cristiano Crippa
il giorno dell'ingresso in Borsa nel febbraio 2022
il giorno dell'ingresso in Borsa nel febbraio 2022
L’eccezionale impennata del titolo è dovuta alla posizione strategica nella filiera dei chip. L’azienda opera nel segmento delle probe card, strumenti fondamentali per il test dei semiconduttori prima della loro immissione sul mercato. La domanda legata allo sviluppo in tutti i settori dell’intelligenza artificiale è il vero acceleratore. I chip AI sono più complessi, richiedono test più sofisticati e tempi più lunghi, aumentando così il valore delle soluzioni di testing.
L’azienda, a fine marzo, nonostante investimenti per 34 milioni, presentava una posizione finanziaria netta di oltre 660 milioni di euro.
I dati del primo trimestre confermano tutte le previsioni di forte crescita anche tendenziale. I ricavi sono stati pari a 187 milioni il 19% in più rispetto allo stresso periodo del 2025. L’Ebitda è cresciuto del 44% anno su anno, molto più del fatturato portandosi a 69,2 milioni.
Questa solidità consente alla società di continuare a finanziare la crescita senza pressioni sul debito, mantenendo flessibilità strategica in una fase di forte espansione del settore. I vertici aziendali, Stefano Felici, Ceo, Cristiano Crippa presidente, Roberto Crippa vice presidente, stimano per il 2026 un fatturato tra 950 e 1,05 miliardi di euro con un margine operativo lordo tra il 44 e il 46%.
Semmai il problema è far fronte alle commesse. L’azienda sta realizzando rapidamente un altro grande capannone accanto al quartier generale di Cernusco Lombardone che sarà pronto entro la metà del 2027. Ma è anche alla ricerca continua di personale.
Una realtà locale ormai leader mondiale nel settore della probe card. Che si distingue però, attraverso la Fondazione Mariarosa e Giuseppe Crippa per una presenza costante nel finanziare progetti nel campo della disabilità, del contrasto alla dispersione scolastica e dell’inserimento dei più piccoli nello sport. Oltre a sostenere un numero imprecisato di iniziative.
Sempre nel solco delle parole del Fondatore: “La vera scommessa sta nel saper capovolgere il sistema, dovremmo imparare a lavorare e a produrre generando effetti favorevoli all’ambiente”.
























