Olgiate: Matteo Canzi si racconta agli studenti

Per il grande pubblico Teo è il vincitore di Masterchef, il talento che quest’inverno ha conquistato il palato dei giudici e gli schermi di tutta Italia. Ma è bastato dare la voce ai più piccoli per spegnere i riflettori della televisione e ritrovare il Teo autentico, quello "nostrano", legato al suo paese e alle sue radici: lo stesso di sempre, senza alcuna presunzione di sentirsi arrivato o migliore di prima. Dalle domande curiose e senza filtri delle ragazze e dei ragazzi della secondaria di Olgiate Molgora, è emerso il ritratto di un giovane profondamente legato alle sue radici, rimasto con i piedi per terra nonostante l’innegabile successo e mosso da una profonda riconoscenza verso chi c’è sempre stato. 
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A fare gli onori di casa sono stati i saluti del Sindaco Giovanni Battista Bernocco, insieme alla Consigliera Giovanna Fumagalli. Accanto a loro Simone Ghezzi Colombo, presidente della Consulta Giovani di Olgiate Molgora e Michele Magrin in rappresentanza del Consiglio Comunale di Merate. Proprio quest’ultimo ha voluto dedicare una riflessione prima condivisa con i genitori di Teo e poi con l’intera sala «Che bello avere un figlio con un sogno, e che bello vederlo realizzare. Il viaggio di Matteo continua a ispirarci non solo sulle cose che dobbiamo fare, ma soprattutto su quelle che vogliamo fare».
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«Non cambierei mai il posto dove sono cresciuto», ha affermato Canzi. «In una realtà così piccola si creano legami straordinari». E infatti, in fondo alla sala, ci sono gli amici di una vita, al suo fianco a condividere l’emozione di questo ritorno nella sua vecchia scuola media, oggi completamente ristrutturata. 
Un ragazzo che un tempo sognava di fare il paleontologo e che non avrebbe mai immaginato, un giorno, di diventare esempio per qualcuno. Oggi quel sogno si è trasformato nella passione per i fornelli, nata da piccolo osservando la nonna cucinare. 

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Canzi non parla di talento naturale calato dall’alto, ma di una capacità che «si è ritrovato ad avere» e che ha coltivato con ostinazione: è stata proprio la perseveranza a permettergli di costruire, mattone dopo mattone, il suo bagaglio culinario. «Una fame di imparare che non raggiungerà mai un limite» racconta, una forza che gli dà la capacità di non mollare nemmeno nei momenti più duri. 
Alle domande dei ragazzi per un futuro sul piccolo schermo o come giudice di Masterchef, Teo va cauto: non si lascia distrarre dalle sirene della visibilità dei reality perché il suo obiettivo è uno solo, darsi da fare, lavorare sodo e stare dietro ai fornelli. Vuole rimboccarsi le maniche per lasciarsi presto alle spalle l’etichetta del personaggio televisivo e dedicare anima e corpo alla cucina reale, a partire dal prestigioso corso che inizierà a novembre all’ALMA. 
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Simone Ghezzi Colombo

Tornare in quella struttura è stato anche l'occasione per una riflessione profonda sugli anni della scuola. Teo ha confidato ai ragazzi uno dei suoi più grandi rimpianti delle medie: aver accettato la mediocrità invece di puntare all'eccellenza. Un errore che lo ha cambiato, spingendolo a invertire la rotta negli anni successivi e da cui nasce un consiglio prezioso per gli studenti di oggi: non si va a scuola solo per fare le verifiche, ma per il piacere di imparare giorno dopo giorno. L'obiettivo non è il voto sul registro, ma capire davvero, vedendo ogni materia come un'opportunità di crescita.
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Matteo Canzi e la prof. Arianna Redaelli

Si torna così alla domanda posta in apertura dalla professoressa Arianna Redaelli, docente di Lettere della scuola: “Quale è la formula?” E alla fine, la vera ricetta del successo di Matteo Canzi è stata quella di non limitarsi a bussare a una porta, ma di volerla sfondare. Olgiate non festeggia solo il trionfo televisivo, ma ascolta e celebra il percorso di un ragazzo che aveva un sogno e che, trovando l'equilibrio perfetto tra il dovere e il volere, non ha mollato mai.
F.Ri.
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