Ponte di barche? Anche no, grazie
Con estremo sconcerto, da alcuni giorni leggo su questo giornale proposte a dir poco farneticanti circa la possibile — e addirittura auspicabile — realizzazione di un ponte di barche provvisorio a Imbersago, proprio laddove sorge lo storico traghetto leonardesco. Una follia.
Il problema nasce a Brivio, a causa di interventi di manutenzione evidentemente insufficienti o mal gestiti nel corso degli anni sul ponte esistente. E la soluzione quale sarebbe? Spostare il disagio di qualche chilometro, scaricandolo interamente su un altro paese e su un altro territorio? I cinesi hanno dimostrato che, quando esiste la volontà politica e organizzativa, infrastrutture ben più complesse del ponte di Brivio possono essere realizzate in tempi rapidissimi: ponti costruiti in 43 ore o comunque in pochi giorni. Possibile che qui si debba invece devastare un contesto storico e paesaggistico per sopperire a ritardi e inefficienze? Negli anni, grazie alla straordinaria bellezza del luogo, Imbersago è diventata meta di migliaia di visitatori lungo le rive dell’Adda, anche grazie allo storico traghetto leonardesco. Non a caso, lo scorso anno il FAI ha riconosciuto il traghetto e Imbersago tra i luoghi più visitati e apprezzati della Lombardia. E la risposta sarebbe piazzarci un ponte di barche? A questo punto, perché non proporre anche un bel ponte in cemento accanto allo splendido ponte di Paderno d’Adda? Tanto pare che la tutela del paesaggio, della storia e dell’identità dei territori conti ormai pochissimo. Il turismo, con tutte le ricadute economiche, culturali e sociali che porta ai territori, viene davvero considerato oppure no? Perché certe proposte danno sinceramente l’impressione che si guardi soltanto all’emergenza immediata, ignorando completamente il valore di ciò che si rischia di compromettere.
Il problema nasce a Brivio, a causa di interventi di manutenzione evidentemente insufficienti o mal gestiti nel corso degli anni sul ponte esistente. E la soluzione quale sarebbe? Spostare il disagio di qualche chilometro, scaricandolo interamente su un altro paese e su un altro territorio? I cinesi hanno dimostrato che, quando esiste la volontà politica e organizzativa, infrastrutture ben più complesse del ponte di Brivio possono essere realizzate in tempi rapidissimi: ponti costruiti in 43 ore o comunque in pochi giorni. Possibile che qui si debba invece devastare un contesto storico e paesaggistico per sopperire a ritardi e inefficienze? Negli anni, grazie alla straordinaria bellezza del luogo, Imbersago è diventata meta di migliaia di visitatori lungo le rive dell’Adda, anche grazie allo storico traghetto leonardesco. Non a caso, lo scorso anno il FAI ha riconosciuto il traghetto e Imbersago tra i luoghi più visitati e apprezzati della Lombardia. E la risposta sarebbe piazzarci un ponte di barche? A questo punto, perché non proporre anche un bel ponte in cemento accanto allo splendido ponte di Paderno d’Adda? Tanto pare che la tutela del paesaggio, della storia e dell’identità dei territori conti ormai pochissimo. Il turismo, con tutte le ricadute economiche, culturali e sociali che porta ai territori, viene davvero considerato oppure no? Perché certe proposte danno sinceramente l’impressione che si guardi soltanto all’emergenza immediata, ignorando completamente il valore di ciò che si rischia di compromettere.
Marco Righi

























