Soldi per i ponti? ci sono ma vanno a Roma.
Il residuo fiscale — la differenza tra le entrate erariali versate e la spesa pubblica ricevuta — mostra una forte spaccatura in Italia. Le regioni del Nord registrano ampi residui positivi (la Lombardia supera i 50 miliardi, seguita da Emilia-Romagna e Veneto), mentre le regioni del Centro-Sud presentano residui negativi, ricevendo dallo Stato centrale più risorse di quante ne generino.Analisi e Dati RegionaliIl quadro si articola chiaramente su base territoriale, evidenziando le regioni che finanziano il bilancio nazionale e quelle che assorbono maggiori trasferimenti per i servizi pubblici:1. Regioni con Residuo Positivo (Versano più di quanto ricevono)Lombardia: È la prima regione contributrice, con un surplus stimato attorno ai 47-54 miliardi di euro, che scendono a circa 5.090 euro a livello pro capite.Emilia-Romagna: Presenta un residuo attivo di circa 18,8 miliardi di euro.Veneto: Si attesta su un surplus di oltre 13-15 miliardi di euro annui (circa 2.680 euro pro capite).Piemonte: Contribuisce con un residuo positivo di circa 8,6 miliardi di euro.Altre regioni in attivo: Comprendono generalmente altre realtà del Nord, oltre alla Toscana e al Lazio, che generano un gettito abbastanza elevato da finanziare la spesa complessiva.2. Regioni con Residuo Negativo (Ricevono più di quanto versano)Sicilia: Detiene il deficit fiscale più ampio, con circa -10,6 miliardi di euro.Puglia: Presenta un saldo negativo di -6,4 miliardi di euro.Calabria: Registra un residuo negativo di circa -5 miliardi di euro.Altre regioni in passivo: L'intero Mezzogiorno registra saldi negativi, con una spesa pubblica (comprensiva di servizi sociali e sanità) che eccede costantemente le entrate fiscali generate localmente.
Franco Valagussa

























