De Luca critica l’Europa ma a Cernusco ?

Articolo: L'Europa che ha perso tempo e oggi ne paga le conseguenze

L’articolo di Antonio De Luca su Merateonline è il classico esempio di editoriale populista-conservatore italiano: retorico, prevedibile e costruito per compiacere un pubblico già convinto, più che per spiegare davvero le cose.
 
De Luca dipinge un’Europa ingenua e ideologizzata che ha perso tempo dietro belle parole green, inclusione e transizione ecologica, finendo per mettere “gli alberi prima degli uomini”. Fin qui, alcune osservazioni colgono nel segno: la distanza tra le élite di Bruxelles e la realtà quotidiana esiste, e il Green Deal ha imposto costi pesanti sulla competitività europea. Anche la critica all’auto elettrica imposta per decreto fa centro.
 
Ma da lì in poi il pezzo scivola rapidamente nella superficialità e nel lamento di routine. De Luca si limita a una narrazione comoda e consolatoria: colpa delle politiche “progressiste”, della tecnocrazia, del tandem franco-tedesco e di un’Europa troppo ideologica. Un refrain che evita accuratamente di affrontare le responsabilità nazionali. Parla poco o nulla dell’invecchiamento demografico, della bassa natalità, delle rigidità del mercato del lavoro, del welfare insostenibile o delle scelte energetiche scellerate fatte dai singoli governi.
 
E qui arriva il bello: De Luca critica con durezza l’Europa lontana e burocratica, ma del Comune di Cernusco Lombardone — dove siede come assessore — cosa ci dice? Evidentemente è più facile sparare contro Bruxelles da lontano che risolvere i problemi concreti di viabilità, edilizia, sicurezza o bilanci locali a due passi da casa.
 
In sintesi, De Luca offre un’analisi comoda e parziale, più adatta a un comizio che a un serio articolo di opinione. Denuncia gli effetti con toni accesi ma ignora le cause profonde, preferendo un vittimismo anti-élite che suona più come sfogo emotivo che come diagnosi lucida. Il risultato è un pezzo che scalda gli animi ma illumina poco: un lamento ben scritto, ideologicamente orientato e intellettualmente pigro.
 
L’Europa ha certamente bisogno di una svolta pragmatica, meno ideologica e più industriale. Ma articoli come questo, che semplificano la realtà per dare al lettore il nemico esterno di turno mentre si occupa di poltrone locali, non aiutano a capire il problema: ci rendono solo più facili da manipolare.
Cesare 
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