Novate: festa per i sacerdoti nell'annivesario di ordinazione

Nel Decanato di Merate ci sono 20 sacerdoti per 12 parrocchie. Un numero che consente ancora di avere un prete per ogni comunità a disposizione dei bisogni delle persone.
Ma quella di oggi è una realtà ben diversa rispetto a quando, come sessant'anni fa, dal seminario diocesano uscivano e venivano ordinati dal cardinale Giovanni Colombo 91 novelli sacerdoti al motto di «Sacerdote come fratello in mezzo ai fratelli». A giugno di quest'anno se ne conteranno solo 12.
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In quel gruppo numeroso della classe 1966 c'era anche don Eugenio Folcio, oggi guida della parrocchia di Novate, che con i confratelli del decanato di Merate ha celebrato la Santa Messa proprio a memoria di questi anniversari. Con lui hanno ricordato un traguardo “tondo” don Davide Serra (5 anni, coadiutore), don Davide Milani (25 anni) e don Stefano Rocca (Cernusco).

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Ordinato negli anni delle contestazioni giovanili, delle proteste e della voglia di rivalsa, dove l'entusiasmo e il fervore trascinava le folle studentesche unite della politica che permeava in maniera marcata gli ambienti universitari e quelli lavorativi, don Eugenio ha ricordato come a quei tempi ci fosse il dilemma tra la novità da vivere in maniera provocatoria e l'interiorità a cui dare spazio. Oggi, invece, la sintesi da fare si pone tra l'indifferenza, la fretta, la banalità e il desiderio di rifugiarsi nell'antico.
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Da qui l'interrogativo da porsi se gli oratori siano diventati solo un luogo di socialità oppure anche di vita interiore, fatta di antichi riti e di tradizioni da conservare, e in caso negativo, cosa fare per riscoprire l'essenzialità della Fede cristiana che pare comparire nelle grandi liturgie (Comunione, Cresima,...) come un evento collettivo di forma e poi sparire completamente nella sostanza. Con chiese vuote, funzioni partecipate solo da anziani, iniziative per pochi…
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Da qui, ha concluso don Eugenio, la necessità di una Fede che sia testimoniata nella convinzione che, pur di fronte alle difficoltà e ai fallimenti, “le porte degli inferi non prevarranno”.
Al termine della funzione il decato don Fabio Biancaniello ha colto l'occasione per spiegare ai fedeli le attività portate avanti dall'assemblea sinodale, strumento voluto qualche anno fa dal vescovo per dialogare con il territorio, e che quest'anno si è concentrata sul tema del lavoro.
S.V.
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