Ipocriti, razza di vipere

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Sto leggendo un report di MSF (Medici senza Frontiere a cui devolvere saltuariamente contributi a titolo di giustizia e non certo a titolo di “elemosina”) e sento montare in me un'indignazione crescente per la situazione che da 3 anni si sta perpetrando in Sudan, quasi in parallelo con Gaza giustamente eletta a paradigma planetario di atrocità e ingiustizia genocida.

Come è possibile che il cosiddetto consesso internazionale democratico non cerchi di favorire concretamente la composizione di un conflitto interno (volutamente dimenticato?) che sta falcidiando la propria inerme popolazione a suon di massacri e disumanità? Forse perché, mi chiedo, fa comodo alle tasche di un neocolonialismo che ha fatto del cosiddetto Terzo Mondo il luogo delle proprie predatorie scorrerie, anche se oggi in forma più mascherata rispetto alle sue passate consuetudini?

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E non posso non andare col pensiero e con altrettanta indignazione al famigerato “Board of Peace” di anacronistica origine Trumpiana, letteralmente sparito dai radar, a conferma della sua pretestuosità e col suo palese tentativo di delegittimare ulteriormente la credibilità e l'operatività dell'ONU, invece di rafforzarla come andrebbe fatto.

La stessa indignazione che provo per l'ennesima volta nell'ascoltare i commenti, specie dei politici, su quanto è successo a Modena in questi giorni. Commenti spesso purtroppo infarciti da dichiarazioni strumentali di natura propagandistica tesi più a soffiare sul fuoco delle differenze etniche e religiose piuttosto che a contribuire ad un'analisi seria su cause ed effetti di certi incresciosi fatti di criminalità e di asocialità.

Come non definire tutto ciò e quant'altro con la frase lapidaria di Gesù di Nazareth di fronte a chi si riteneva giusto“Ipocriti, razza di vipere!”?

Da sempre c'è chi lavora per dividere le genti in nome di nazionalismi, religioni, corporativismi e quant'altri elementi di disgregazione: possibile che ancora e forse ancor di più ci si lasci irretire da queste logiche suicide?

E come su tutto ciò si insinua lo strumento mediatico che più o meno consapevolmente finisce con alimentare lo sciacallaggio, come nel recente caso di Modena, di chi spesso è mosso da convenienze elettorali e facendo leva sulla fisiologica diffidenza per il diverso?

Per fortuna contro tutto ciò il comune senso di equilibrio e giustizia sembra fare da diga come successo sempre a Modena con quei 5000 modenesi in piazza consapevolmente schierati contro l'odio, ogni odio e relativa strumentale speculazione politica.

“Troppo comodo dargli del matto” titolava un quotidiano che invoca la “Verità” nei confronti dello squilibrato che si è reso responsabile di quei gravissimi fatti ma, come in molti altri media, si dimentica di evidenziare che più d'uno di coloro che coraggiosamente hanno bloccato lo squilibrato italiano di origine marocchina era pure nord africano.

Lo stesso dicasi del sottacere di molti media sull'altrettanto gravissimo episodio di Taranto dove una banda di ragazzini ha accoltellato e ammazzato un povero ghanese che semplicemente si stava recando al lavoro.

Due pesi e 2 misure da parte di chi vorrebbe “soffiare sul fuoco” delle differenze?

Tutt'altra cosa sarebbe, nell'ambito di un equilibrato governo dei flussi e con rispetto reciproco, porsi in profondità la questione di come favorire una corretta integrazione tra popoli senza pelosi buonismi ma ponendo tutti, a prescindere da qualsivoglia differenza, di fronte non solo ai propri sacrosanti diritti ma anche ai relativi doveri di una responsabile e consapevole convivenza. E' proprio da una reciproca conoscenza prudente e rispettosa che può scaturire il meglio per tutti. E nessuna indulgenza ne differenza di trattamento non solo nei confronti di chi commette reati ma pure assume comportamenti antisociali. Ma tutto ciò sia applicato a chiunque se ne renda responsabile. La stessa imparzialità andrebbe indistintamente applicata se ci fossero oggettive scusanti. Ricordiamoci sempre di come in passato noi Italiani siamo stati trattati inizialmente in Usa ma anche ad esempio in Belgio dove da semplici ed onesti lavoratori emigranti non era insolito trovare all'ingresso dei ritrovi un terribile “Vietato l'ingresso ai cani e agli Italiani”.

Un'ultima considerazione in tema di pericolose discriminazioni: La ferma condanna da parte di Papa Leone nei confronti di qualsivoglia ingiustizia da esse generate e quanto purtroppo sembra succedere di questi tempi in un disumano Israele: Da AVVENIRE del 17/05/26: ” Gli sputi sui sacerdoti e le aggressioni: nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati
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Germano Bosisio
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