Braccianti sfruttati. Arresti da Potenza, uno nel lecchese (a Merate)
7 persone sono state arrestate (due in carcere e cinque ai domiciliari) e 5 sottoposte ad obbligo di dimora con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l'aggravante della transnazionalità. Una sorta di “schiavitù moderna” messa in atto nei campi a danno di decine di braccianti agricoli.
Gli indagati sono soggetti indiani e italiani e sono stati raggiunti dal provvedimento, su disposizione dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, nel corso delle ultime ore a partire da questa notte. Ad eseguire le misure sono stati i militari dei vari territori interessati in particolare Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco. Un 31enne indiano, in particolare, è stato trovato in una abitazione di Merate.
Con un meccanismo messo a punto per funzionare in maniera veloce e puntuale, senza perdere tempo nelle maglie del sistema, il sodalizio riusciva a gestire le pratiche migratorie (in maniera fraudolenta) connesse ai decreti flussi, riuscendo a far coincidete i tempi di ingresso con le esigenze stagionali dei committenti, che erano poi i datori di lavoro complici del meccanismo.
Nei paesi stranieri veniva individuata la forza lavoro, generalmente soggetti senza protezione, fragili e in condizioni di difficoltà per i quali la famiglia era disposta a versare fino a 10/13mila euro per l'ottenimento del visto. Un onere pesantissimo viste le condizioni di povertà generale di quelle comunità, che si traduceva poi nell'accettazione da parte del lavoratore di condizioni degradanti e disumane, con turni di lavoro anche superiori alle 10 ore e paghe miserrime, alloggi fatiscenti spesso senza i servizi essenziali. Una condizione di sudditanza, dovuta anche al timore di non riuscire poi a ripagare l'organizzazione criminale cui la famiglia si era affidata per ottenere il visto di lavoro. Minacce e privazioni erano all'ordine del giorno.
Il soggetto individuato e arrestato in provincia di Lecco si occupava, previo pagamento, di far giungere in Italia illegalmente i connazionali, sfruttati poi nei campi di aziende agricole compiacenti.
Gli indagati sono soggetti indiani e italiani e sono stati raggiunti dal provvedimento, su disposizione dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, nel corso delle ultime ore a partire da questa notte. Ad eseguire le misure sono stati i militari dei vari territori interessati in particolare Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco. Un 31enne indiano, in particolare, è stato trovato in una abitazione di Merate.
Con un meccanismo messo a punto per funzionare in maniera veloce e puntuale, senza perdere tempo nelle maglie del sistema, il sodalizio riusciva a gestire le pratiche migratorie (in maniera fraudolenta) connesse ai decreti flussi, riuscendo a far coincidete i tempi di ingresso con le esigenze stagionali dei committenti, che erano poi i datori di lavoro complici del meccanismo.
Nei paesi stranieri veniva individuata la forza lavoro, generalmente soggetti senza protezione, fragili e in condizioni di difficoltà per i quali la famiglia era disposta a versare fino a 10/13mila euro per l'ottenimento del visto. Un onere pesantissimo viste le condizioni di povertà generale di quelle comunità, che si traduceva poi nell'accettazione da parte del lavoratore di condizioni degradanti e disumane, con turni di lavoro anche superiori alle 10 ore e paghe miserrime, alloggi fatiscenti spesso senza i servizi essenziali. Una condizione di sudditanza, dovuta anche al timore di non riuscire poi a ripagare l'organizzazione criminale cui la famiglia si era affidata per ottenere il visto di lavoro. Minacce e privazioni erano all'ordine del giorno.
Il soggetto individuato e arrestato in provincia di Lecco si occupava, previo pagamento, di far giungere in Italia illegalmente i connazionali, sfruttati poi nei campi di aziende agricole compiacenti.
























