Ponte di Brivio e San Michele: quindici domande a sindaci, Ente Provincia e consiglieri regionali. Qualcuno risponde?

Ponte di Brivio e di Paderno: quindici domande in attesa di risposta
Incapaci forse, ma tutt’altro che stupidi. Quindi, delle due l’una.
O la chiusura del ponte di Brivio per un intervallo tanto lungo è una durissima rappresaglia davanti alle (timide) proteste di chi non vuole la distruzione della Valle dell’Adda con un nuovo inutile ponte affiancato al San Michele.
Oppure, e questa è una prospettiva addirittura peggiore, non ci arrivano proprio.
Non ci sono terze vie.
E le migliaia di persone che, come chi scrive, impiegano 45 minuti per andare da Robbiate a Carvico sono agnelli, sacrificati senza vergogna sull’altare di un’incapacità amministrativa, che sgomenta prima ancora che indignare.
Mi permetto di formulare quindici banalissime domande, alle quali spero (ma non credo) che qualcuno voglia rispondere.
LetteraPontiQuattro.jpg (49 KB)
Mauro Piazza, Alessandra Hofmann, Massimo Panzeri, Federico Airoldi
 
1. Se è vero che il ponte di Brivio era addirittura a rischio crollo e non c’era alcuna possibilità di intervenire senza chiuderlo completamente, per quale motivo negli ultimi trent’anni nessuno si è mai accorto di una tale situazione di degrado?
2. Se è vero che l’annuncio del blocco risale ad un annetto fa (vado a spanne), per quale motivo il sindaco di Brivio – ultimo anello della catena – non si è rivolto ai suoi referenti provinciali e regionali per chiedere l’installazione di un ponte provvisorio, magari di quelli che il genio civile tira su in una notte in caso di frane e interruzioni? Magari minacciando, in caso di diniego, polemiche dimissioni (ah ah ah)?
3. Se è vero che l’ha fatto e gli è stato risposto picche, perché il sindaco di Brivio non ha preteso almeno una passerella ciclo-pedonale prima dell’avvio dei lavori e del conseguente blocco?
4. Quando Anas ha comunicato la necessità di chiudere il ponte, perché il presidente della Provincia, i consiglieri provinciali, i consiglieri regionali, i sindaci non si sono rivolti ai loro referenti politici – che in Lombardia governano da sempre in splendida solitudine – per trovare una soluzione alternativa che rendesse meno drammatiche le ricadute su cittadini e attività commerciali che andranno inevitabilmente a fallire?
5. Perché quello spiritoso consigliere regionale che – nomen omen - salta di piazza in piazza (politica, s’intende) ha scritto ad un giornale locale che la Regione Lombardia non costruisce ponti e strade e quindi non gli si può essere addebitata la responsabilità della chiusura di Brivio, dimenticandosi di aggiungere che – invece – di ponti e strade se ne occupa l’Anas, ovvero la società che fa capo al ministero delle Infrastrutture e, di conseguenza, al suo comandante in capo? 6. Perché l’ex sindaco di Merate, il leghista Massimo Panzeri, a chi gli faceva notare le chilometriche code al ponte San Michele, ha pubblicato un post irrispettoso e irridente, chiosando che sulla tangenziale est si sta in coda da sempre? Non glielo ha detto nessuno che se sulla tangenziale est si sta in coda, forse dovrebbe rivolgersi al suo ministro delle Infrastrutture e vice presidente del Consiglio, così ciarliero su tutto tranne che su strade e ferrovie? 7. Perché la Regione, attraverso l’assessore Terzi, insiste nella realizzazione di un ponte accanto al San Michele, ben sapendo che non snellirà affatto il traffico (come si cerca di inculcare nella testa dei cittadini) ma paralizzerà l’intero territorio? Come i tecnici hanno messo nero su bianco, ci vorrà un attimo ad attraversare il nuovo ponte. Ma ci saranno code infinite per raggiungerlo, come sta certificando questa prima settimana di blocco a Brivio.
8. Cosa c’è di così difficile nel capire che il nuovo ponte è necessario (il Giornale di Merate, per fare un esempio, lo invocava nel dicembre del 1979) ma dev’essere costruito a Porto d’Adda (e zone limitrofe) dove c’è lo spazio per costruire le strade di accesso necessarie?
9. Perché i consiglieri regionali di maggioranza lecchesi (quelli di opposizione neppure li calcoliamo, visto il loro insignificante ruolo) che sono abituati a pontificare persino sul ritorno delle rondini a primavera, non dicono una parola (di conforto, quantomeno) davanti allo scempio di migliaia di cittadini in coda ogni giorno, due volte al giorno?
10. Perché i sindaci di centrodestra del territorio, non protestano per la chiusura del ponte di Brivio, preferendo abbandonare i cittadini al loro destino piuttosto che irritare con una dichiarazione i vertici provinciali e regionali del partito?
11. Perché il presidente della Provincia, l’imperturbabile Hoffman, non ha ancora speso una parola su questa vergognosa situazione? Eppure andava bene una frase qualsiasi buttata lì a casaccio, come fa spesso… anche dando la colpa ai comunisti se l’avesse fatta sentire meglio. Lunedì scorso il ministro Matteo Salvini era a Lecco per inaugurare un battello (sic): quale migliore occasione per spiegare la situazione all’uomo dei ponti?
12. Perché al San Michele di Paderno non ci sono agenti di polizia locale o qualsiasi divisa, se non altro per manifestare concretamente vicinanza e impedire scorciatoie ardite, manovre azzardate e (comprensibili) scatti d’ira tra automobilisti?
13. Perché in via provvisoria non si consente il passaggio delle auto in contemporanea con i treni (magari riducendo il numero delle carrozze per alleggerire i pesi), visto che ad ogni passaggio corrisponde uno stop alle auto di ulteriori cinque minuti?
14. E’ soltanto un caso che da quando siamo “padroni a casa nostra” – una trentina d’anni, più o meno – la situazione viabilistica e ferroviaria sia addirittura peggiorata?
15. Ma, soprattutto, come è possibile che i cittadini sopportino tutto ciò in rassegnato silenzio? 
Alessandro M, Merate 
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.