Verderio: fine vita, a Villa Gallavresi dialogo sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento 

La sala civica di Villa Gallavresi a Verderio ha ospitato, nella serata di giovedì 14 maggio, un incontro di profonda caratura etica e civile dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento, comunemente note come testamento biologico. L'evento, introdotto dall'assessora Natalia Burbello, ha offerto alla cittadinanza gli strumenti per una scelta consapevole nel pieno rispetto della volontà e della libertà individuale di ciascuno. Il sindaco Danilo Igino Villa ha arricchito l'apertura definendo la redazione delle DAT non come una fredda pratica burocratica, ma come un vero e proprio atto di generosità e un dono d’amore verso i propri cari. Scegliere nel presente, secondo il primo cittadino, significa infatti sollevare chi ci sta accanto dal tormento del dubbio e dal peso di decisioni drammatiche in momenti di estrema fragilità, permettendo alla persona di rimanere libera anche domani.
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Danilo Villa, Natalia Burbello, la dottoressa Paola Manzoni, Marisa Corradini

La serata ha visto la partecipazione attiva della vicepresidente dell'Associazione Fabio Sassi, Marisa Corradini, che ha ripercorso la storia del sodalizio nato a Merate trentasette anni fa per volontà della famiglia Sassi e del dottor Marinari. Il fulcro dell'attività associativa è l'Hospice "Il Nespolo" di Airuno, una struttura che in ventiquattro anni ha accolto quasi seimila pazienti garantendo cure palliative e supporto psicologico e spirituale di alta qualità. Nonostante il valore inestimabile del servizio, la Corradini ha evidenziato come l'associazione debba affrontare ogni anno un disavanzo di circa 550.000 euro per sostenere l'hospice, poiché la Regione Lombardia copre solo due terzi dei costi necessari, rendendo vitale il supporto dei volontari e la generosità delle donazioni del territorio.
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Il cuore tecnico e filosofico della conferenza è stato affidato alla dottoressa Paola Manzoni, direttrice sanitaria de "Il Nespolo", la quale ha illustrato come la Legge 219 del 2017 abbia segnato il superamento del modello medico paternalistico in favore di una relazione di cura basata sull'autodeterminazione. La normativa riconosce che nessuno può sostituirsi al singolo nel definire cosa sia dignitoso per la propria vita e stabilisce che il tempo della comunicazione tra medico e paziente è, a tutti gli effetti, tempo di cura. Le DAT rappresentano lo strumento giuridico per far sentire la propria voce in previsione di una futura incapacità di esprimere il proprio consenso o dissenso rispetto a trattamenti sanitari, accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche, inclusi nutrizione e idratazione artificiale.
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Un passaggio cruciale dell'approfondimento ha riguardato il rischio di ostinazione irragionevole o accanimento terapeutico, una deriva possibile in una medicina sempre più iper-tecnologica che talvolta smarrisce la bussola del buon senso e della naturalità della morte. La dottoressa Manzoni ha spiegato che le disposizioni servono a prevenire situazioni di sofferenza inutile, come quelle che colpiscono spesso gli anziani sovratrattati farmacologicamente anche negli ultimi istanti di vita. Un focus specifico è stato dedicato alla demenza, patologia che colpisce una percentuale significativa degli ultraottantenni e che, portando via progressivamente la capacità cognitiva, rende fondamentale aver espresso in precedenza le proprie volontà. Accanto alle DAT è stata poi distinta la pianificazione condivisa delle cure, che si attiva invece in presenza di una diagnosi già conclamata di malattia cronica e invalidante, permettendo un dialogo costante e vincolante con l'equipe medica sull'evoluzione del percorso terapeutico.
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Dal punto di vista pratico, è emersa l'importanza di nominare un fiduciario, una persona chiamata a rappresentare il disponente nelle relazioni con i sanitari, sebbene la sua presenza non sia un obbligo di legge per la validità del documento. Le DAT possono essere redatte in diverse modalità, tra cui la scrittura privata consegnata personalmente all'ufficiale dello stato civile del proprio Comune o presso le strutture sanitarie, e sono completamente esenti da imposte o diritti. A Verderio, dal 2018 a oggi, sono state depositate ventisei disposizioni, un dato che riflette un interesse crescente ma ancora limitato rispetto alle potenzialità dello strumento. Una volta formalizzate e inserite nella banca dati nazionale, le DAT diventano vincolanti per il medico, il quale può disattenderle solo in casi eccezionali e in accordo con il fiduciario, qualora appaiano palesemente incongrue rispetto alle condizioni cliniche attuali o siano disponibili nuove terapie capaci di offrire concreti miglioramenti.
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In chiusura, è stato ricordato che la legge garantisce sempre il diritto a non soffrire attraverso le cure palliative e, nei casi di sintomi refrattari, la sedazione palliativa profonda continua, assicurando una presa in carico globale della persona anche quando si rinuncia a trattamenti di sostegno vitale. L'Associazione Fabio Sassi mette a disposizione uno sportello dedicato per chiunque necessiti di supporto nella stesura del documento, offrendo consulenza tecnica per garantire che le volontà siano espresse in modo chiaro e coerente. Il percorso informativo proseguirà giovedì 21 maggio a Paderno d’Adda, presso Cascina Maria, per un ulteriore momento di dialogo con la Cellula Coscioni di Lecco, confermando l'impegno del territorio nel promuovere una cultura della dignità fino all'ultimo istante della vita.
M.Pen.
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