Una giornata alle Poste

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L’arroganza di certe persone riesce ancora a sorprendermi. Alle Poste, un signore si è presentato con un armadio alto quasi due metri (attirandosi, comprensibilmente, gli sguardi perplessi di tutti) con l’intenzione di spedirlo. L’operatore gli ha spiegato con calma che la dimensione massima consentita è di un metro e mezzo e che, forse, sarebbe stato opportuno informarsi prima di presentarsi allo sportello con un oggetto del genere. Ma niente: il cliente ha continuato a insistere, rifiutando ogni spiegazione e arrivando perfino a insultare l’operatore, dandogli dell’incompetente e dello svogliato. Come se non bastasse, allo sportello accanto una signora si è presentata con un paio di scarpe da spedire… senza nemmeno una scatola. Pretendeva che fosse l’operatrice a sistemarle per lei all’interno di una confezione delle Poste. Nonostante le fosse stata consegnata la scatola, ha comunque insistito perché fosse l’addetta a occuparsi dell’imballaggio, arrivando persino ad appoggiare le scarpe sul bancone in attesa. Ora, va bene tutto, va bene il mercato libero e il concetto di servizio al cliente, ma davvero si può pensare che alle Poste si vada a spedire un armadio o a farsi confezionare le scarpe come se fosse un servizio incluso? Possibile che il senso della misura e del rispetto sia sceso così in basso?
Lucia
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