Merate: via a una rete per la prevenzione della devianza
Nella serata di lunedì 11 maggio, la Commissione Cultura e Pubblica Istruzione si è riunita per discutere le azioni che si intendono mettere in atto al fine di prevenire ed arginare il fenomeno del disagio, della devianza minorile e della conflittualità.

A prendere per prima la parola è stata l'assessora Patrizia Riva, che ha spiegato come il Comune abbia
intrapreso un lavoro di costruzione territoriale di un percorso di prevenzione sul disagio giovanile sul modello del protocollo Ali. Partendo dalla situazione di Merate, che ha già in atto accordi in questa direzione, si è avviato rapporto con l'Ambito e le scuole per creare insieme un modello ritagliato sulla realtà. “A oggi non c'è ancora nulla di concreto, il percorso sarà lungo perché i soggetti impegnati sono diversi così come i tempi di realizzazione sono lenti. Continueremo a riflettere insieme su come procedere, occorre un pensiero collettivo di Ambito”.

Sul territorio sono già in atto accordi sulla tutela dei minori con Retesalute, un protocollo di sperimentazione con l'Università di Bergamo sul disagio giovanile nell'età prima media e seconda superiore e l'estensione del progetto “Porcospini”: un intervento di prevenzione primaria contro il maltrattamento e l'abuso sessuale sui minori. Ogni ente acquisisce poi protocolli specifici, come a Merate “Piccoli Passi”che coinvolge i servizi sociali e l'istituto comprensivo per gestire casistiche specifiche. “Sicuramente vogliamo integrare sulla fascia delle superiori e capire se si può ottenere una consulenza legale e il coinvolgimento delle Forze dell'Ordine anche per procedere con una parte formativa per genitori e insegnanti” ha commentato la vicesindaca Valeria Marinari.

Anche l'acquisizione di un Patto Digitale, un'alleanza educativa tra famiglie, scuole e comunità locali per definire regole condivise sull'uso della tecnologia da parte dei minori, aiuterà a prevenire fenomeni di disagio. “Per promuovere un uso consapevole è necessario un comportamento unanime intorno al bambino, che parta dai genitori e che si estenda alle scuole e alle associazioni che li coinvolgono” ha continuato Riva, spiegando come l'Assessorato si renderà attivatore del percorso in sinergia con l'Università Bicocca e le scuole per promuovere azioni educative per creare una rete che possa sostenere i giovani da 0 a 18 anni. La consigliera Franca Maggioni ha sottolineato l'importanza di prevenzione della devianza, con attività educative e non solo repressive, soprattutto a seguito dei gravi episodi verificatosi lo scorso anno scolastico all'istituto comprensivo e al Viganò. “Bisogna unire le forze per far collaborare le scuole e collaborare con loro, partendo dai loro gruppi già attivi per risolvere queste problematiche, per non lasciare soli gli istituti o le famiglie”.

La vicesindaca ha comunicato che continuerà il progetto “Educativa di strada”, mentre in area Cazzaniga si può già ammirare l'esito del progetto di abbellimento di “Street art”. Verrà aperta a breve l'aula studio presidiata dai volontari per dare vita a poli non solo per ragazzi bisognosi, ma aperti a tutti. L'assessora Riva e la consigliera Maggioni hanno rimarcato come sia fondamentale uscire dall'ottica attuale dove il giovane è spesso visto come un “problema”, quando la realtà è quella di una società in difficoltà che impone aspettative e standard impossibili da raggiungere. “Il disagio giovanile non è nato oggi, certo si è accentuato dopo il Covid. Il problema è che i ragazzi sono sempre controllati, noi genitori acquisiamo dei comportamenti 'sbagliati', che sono frutto di un timore di distaccamento dalla famiglia che è naturale con la crescita. I genitori sono persi, con queste azioni che vogliamo mettere in campo attiviamo un lavoro a tutto tondo per dirigerli nella giusta direzione”.
“Una crisi sta affliggendo i giovani perché manca un modello di riferimento nella piccola e larga scala, la comunità di Merate, che può godere di una dinamica di paese, deve intervenire attivamente per correggere questa mancanza. Tra concittadini è doveroso richiamare l'altro alle giuste maniere per essere un buon esempio per le nuove generazioni” ha concluso il consigliere Michele Magrin, invitando la popolazione ad essere promotrice di azioni positive per influenzare correttamente i giovani.

Patrizia Riva
A prendere per prima la parola è stata l'assessora Patrizia Riva, che ha spiegato come il Comune abbia
intrapreso un lavoro di costruzione territoriale di un percorso di prevenzione sul disagio giovanile sul modello del protocollo Ali. Partendo dalla situazione di Merate, che ha già in atto accordi in questa direzione, si è avviato rapporto con l'Ambito e le scuole per creare insieme un modello ritagliato sulla realtà. “A oggi non c'è ancora nulla di concreto, il percorso sarà lungo perché i soggetti impegnati sono diversi così come i tempi di realizzazione sono lenti. Continueremo a riflettere insieme su come procedere, occorre un pensiero collettivo di Ambito”.

Sul territorio sono già in atto accordi sulla tutela dei minori con Retesalute, un protocollo di sperimentazione con l'Università di Bergamo sul disagio giovanile nell'età prima media e seconda superiore e l'estensione del progetto “Porcospini”: un intervento di prevenzione primaria contro il maltrattamento e l'abuso sessuale sui minori. Ogni ente acquisisce poi protocolli specifici, come a Merate “Piccoli Passi”che coinvolge i servizi sociali e l'istituto comprensivo per gestire casistiche specifiche. “Sicuramente vogliamo integrare sulla fascia delle superiori e capire se si può ottenere una consulenza legale e il coinvolgimento delle Forze dell'Ordine anche per procedere con una parte formativa per genitori e insegnanti” ha commentato la vicesindaca Valeria Marinari.

Valeria Marinari
Anche l'acquisizione di un Patto Digitale, un'alleanza educativa tra famiglie, scuole e comunità locali per definire regole condivise sull'uso della tecnologia da parte dei minori, aiuterà a prevenire fenomeni di disagio. “Per promuovere un uso consapevole è necessario un comportamento unanime intorno al bambino, che parta dai genitori e che si estenda alle scuole e alle associazioni che li coinvolgono” ha continuato Riva, spiegando come l'Assessorato si renderà attivatore del percorso in sinergia con l'Università Bicocca e le scuole per promuovere azioni educative per creare una rete che possa sostenere i giovani da 0 a 18 anni. La consigliera Franca Maggioni ha sottolineato l'importanza di prevenzione della devianza, con attività educative e non solo repressive, soprattutto a seguito dei gravi episodi verificatosi lo scorso anno scolastico all'istituto comprensivo e al Viganò. “Bisogna unire le forze per far collaborare le scuole e collaborare con loro, partendo dai loro gruppi già attivi per risolvere queste problematiche, per non lasciare soli gli istituti o le famiglie”.

Franca Maggioni
La vicesindaca ha comunicato che continuerà il progetto “Educativa di strada”, mentre in area Cazzaniga si può già ammirare l'esito del progetto di abbellimento di “Street art”. Verrà aperta a breve l'aula studio presidiata dai volontari per dare vita a poli non solo per ragazzi bisognosi, ma aperti a tutti. L'assessora Riva e la consigliera Maggioni hanno rimarcato come sia fondamentale uscire dall'ottica attuale dove il giovane è spesso visto come un “problema”, quando la realtà è quella di una società in difficoltà che impone aspettative e standard impossibili da raggiungere. “Il disagio giovanile non è nato oggi, certo si è accentuato dopo il Covid. Il problema è che i ragazzi sono sempre controllati, noi genitori acquisiamo dei comportamenti 'sbagliati', che sono frutto di un timore di distaccamento dalla famiglia che è naturale con la crescita. I genitori sono persi, con queste azioni che vogliamo mettere in campo attiviamo un lavoro a tutto tondo per dirigerli nella giusta direzione”.
“Una crisi sta affliggendo i giovani perché manca un modello di riferimento nella piccola e larga scala, la comunità di Merate, che può godere di una dinamica di paese, deve intervenire attivamente per correggere questa mancanza. Tra concittadini è doveroso richiamare l'altro alle giuste maniere per essere un buon esempio per le nuove generazioni” ha concluso il consigliere Michele Magrin, invitando la popolazione ad essere promotrice di azioni positive per influenzare correttamente i giovani.
I.Bi.
























