Merate: qualche argomento alle minoranze per fare opposizione

Per quanto ci soccorre l’esperienza, fatichiamo lo stesso a comprendere dove stia andando e quali obiettivi stia perseguendo l’Amministrazione Salvioni, alla guida di Merate dal giugno 2024.
Ma anche sul versante del centrodestra non si intravvede una strategia d’attacco, sufficiente a gettare le basi di una rivincita nel 2029. Ciascun consigliere sembra andare per la sua strada, senza seguire una linea in grado di mettere in difficoltà il Sindaco, tutto preso dalla sua “Smart City” fatta di sensori spia per misurare dal livello del Molgora a quello del suono in piazza Prinetti, con uno spiegamento di telecamere in grado di intercettare anche una deiezione canina liquida e da “Brianza Valley”.
Eppure i temi su cui convergere per mettere in difficoltà la sinistra non mancano. Vediamo alcuni.
VIABILITA’: è l’argomento principe soprattutto dopo la chiusura del ponte di Brivio e il dirottamento di parte del traffico su Paderno. Mattia Salvioni si è sfilato dal gruppo dei quattro comuni di prima fascia, come se Merate attraversata dalle provinciali 54 e 55 non lo fosse. Ebbene gli si chieda che cosa pensa del progetto RFI-Regione di un nuovo ponte accanto all’attuale, perché non è in linea con i colleghi del territorio, quali contatti ha avuto riservatamente. Anche perché il San Michele verrà chiuso nel 2030 mentre l’ipotetico nuovo ponte non sarà aperto prima del 2034. E in quei quattro anni? Curiosamente nessuno del centrodestra ha sinora presentato una interrogazione. Forse perché Perego e Maggioni di Forza Italia, Massimo e Paola Panzeri della Lega e Casaletto di Fratelli d’Italia non vogliono dare fastidi ai loro capi?
ORDINE PUBBLICO: ormai è acclarato che da mesi ci sono problemi intuibilmente legati al modello gestionale del locale un tempo chiamato Manzoni. Prezzo basso, musica alta, liberi tutti. Salvioni, confermando i dubbi sulla sua totale inesperienza, aveva autorizzato l’apertura fino alle tre. Poi dopo esposti su esposti e qualche scazzottata ha ridotto a tutti l’apertura all’una e trenta. La classica via di mezzo che non risolve alcun problema. L’ultima rissa (a quanto pure solo un pugno ma ben assestato) ha visto l’intervento dei carabinieri con accesso al locale, sembra, aperto nonostante fossero le due abbondanti. C’è traccia di ciò nel verbale di servizio? C’è da temere che non ci sia altrimenti perché a un cittadino è stato chiesto di certificare l’apertura oltre l’orario? Ancora: mentre sanitari del 118, carabinieri e residenti erano in strada il “Comune” dov’era? Infine, adesso che tutto è evidente, compresa la dinamica del fattaccio accaduto la notte di venerdì scorso, quali provvedimenti intende assumere la Giunta Municipale?
AMBIENTE: nelle scorse settimane il Consiglio di Stato si è pronunciato definitivamente nella causa che opponeva dal 2015 il Comune a un privato per le recinzioni metalliche nella Valletta di Novate e la soppressione del reticolo idrico che l’attraversava. Quindi non resta che procedere con la demolizione e il ripristino del corso d’acqua. E’ dato sapere come sta operando l’Assessorato in questo senso? Sono stati emesse ordinanze?
CASE COMUNALI: l’intento dichiarato è di riportarne la gestione sotto il Comune sottraendole alle regole Aler. E è un bene perché c’è qualche evidente anomalia, nota al Sindaco e alla vice Valeria Marinari che però continua a restare tale. Non è il caso di andare fino in fondo?
VILLA CONFALONIERI: l’unico dato certo è che non tornerà a essere sede del Municipio. Per il resto, nebbia. Il progetto esecutivo non risulta sia stato approvato e il costo dell’investimento oscilla a secondo dei giorni tra 1.2 e 2 milioni di euro. E’ in corso la rinegoziazione del contratto di leasing immobiliare sul centro natatorio di via Turati gravato da un tasso del 5%. L’eventuale riduzione aprirebbe lo spazio per l’accensione di un mutuo di un paio di milioni con l’Euribor 3 mesi al 2.2%. A che punto è la trattativa?  Si va davvero verso un mutuo, ipotesi negata nell’ultima seduta consiliare proprio da Salvioni? E in caso affermativo la somma andrà tutta alla riqualificazione di villa Confalonieri o ci sono altre opere pubbliche nel cassetto?
Sono solo spunti. Ci sarebbero il capitolo della Polizia Locale col nuovo comandante, a organico pieno ma con truppe in parte ancora da formare (una rassegna preventiva forse lo avrebbe aiutato nella decisione di assumere o meno l’incarico) e quello delle palestre, con un possibile utilizzo del terreno retrostante l’ex macello acquistato dalla Giunta precedente proprio per realizzare un polo sportivo.
Insomma sono tanti i temi che una minoranza coesa e competente può affrontare. Ma prima deve mettere la giusta distanza dai partiti di riferimento (Salvini che viene a Lecco a parlare di ponti, ferrovie e battelli non si può proprio sentire) e, soprattutto si deve riprendere dallo shock della sconfitta per andare oltre. Il 2029 non è lontanissimo ma il centrodestra cittadino è ancora oggi un cumulo di macerie
Claudio Brambilla
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