Volontaria-Mente: nuova sede inaugurata domenica a Cassina, ex ambulatorio
La pioggia non è riuscita a rovinare la festa di inaugurazione della nuova sede di Volontaria-Mente, che ha visto una partecipazione numerosa e allegra di utenti, famigliari e volontari.
Domenica pomeriggio l’ex sede dell’ambulatorio medico di Cassina si è trasformata ufficialmente nella nuova “casa” dell’associazione che ha come obiettivo il reinserimento sociale di persone con disagio mentale.

Per l’occasione le stanze erano state addobbate con festoni colorati ed è stato allestito un buffet molto apprezzato dai convenuti all’evento.
Lo spostamento dalla sede di Brugarolo è stato necessario per poter liberare spazi da dedicare a un Centro diurno per la neuropsichiatria infantile.

Motivo per cui il sindaco, Mattia Salvioni, ha voluto ringraziare l’associazione per la disponibilità dimostrata nell’accettare il trasferimento.
“Un grandissimo grazie per aver capito la necessità di questo cambiamento”, ha detto il primo cittadino. “Sarà un nuovo punto di partenza per la vostra associazione in una realtà che comunque offre nuove possibilità, grazie alla vicinanza della Riserva di Sartirana e della Grugana. Come amministrazione abbiamo cercato di contribuire con nuovi arredi per la cucina a farvi sentire il più possibile a casa”.

Un concetto ribadito anche dall’assessora Valeria Marinari, che ha espresso i propri complimenti per aver trasformato una necessità in opportunità e per essere riusciti a creare un ambiente accogliente e “su misura” per l’associazione.
Il gruppo poi si è trasferito all’esterno per il rito del taglio del nastro.
Attualmente l’associazione segue 25 utenti in collaborazione con i servizi del Dipartimento per la salute mentale di Lecco.

I soci sono una sessantina, mentre una decina sono i volontari attualmente attivi.
Molte le attività che vengo realizzate.
Il lunedì è il giorno del laboratorio creativo (disegno, scrittura, mindfulness), il giovedì c’è il corso di disegno e pittura, la domenica è invece dedicata ad attività che variano di volta in volta come la creazione e la preparazione di eventi, prove di teatro e balletto, feste di compleanno, giochi di società.
A Brugarolo è rimasto l’orto, dove vengono coltivate le verdure che in giornate prestabilite si possono acquistare in piazza Prinetti.
Il prossimo mese di giugno gli utenti potranno usufruire di un soggiorno educativo in montagna, a Santa Caterina di Valfurva, organizzato in autogestione.

“Preferiamo questo tipo di organizzazione piuttosto che andare in albergo”, spiega il presidente Marcello Ripamonti. “L’autogestione è il modo migliore per stare insieme e inoltre permette ai ragazzi di attivarsi per compiti quotidiani, quali rifarsi il letto, che favoriscono l’autonomia”.
Ripamonti, che ha una laurea in Filosofia e ha pubblicato il libro “La società che cura”, resterà in carica come presidente fino al 2029.
“Il trasloco è stato impegnativo ma abbiamo fatto di tutto perché non si creasse un vuoto tra l’abbandono della vecchia sede e l’ingresso nella nuova. I nostri utenti sono persone che spesso vivono l’isolamento nelle loro case e quindi poter terminare da una parte la domenica e riprendere dall’altra il lunedì è stato molto importante”.

L’aiuto dei volontari è stato anche in questa occasione fondamentale.
Quanto alla nuova sistemazione, il presidente mostra di avere un’ottica positiva: “Cercheremo di conoscere le realtà che ci sono in zona e di sfruttare l’occasione per creare nuove connessioni”.
Domenica pomeriggio l’ex sede dell’ambulatorio medico di Cassina si è trasformata ufficialmente nella nuova “casa” dell’associazione che ha come obiettivo il reinserimento sociale di persone con disagio mentale.

Per l’occasione le stanze erano state addobbate con festoni colorati ed è stato allestito un buffet molto apprezzato dai convenuti all’evento.
Lo spostamento dalla sede di Brugarolo è stato necessario per poter liberare spazi da dedicare a un Centro diurno per la neuropsichiatria infantile.

Motivo per cui il sindaco, Mattia Salvioni, ha voluto ringraziare l’associazione per la disponibilità dimostrata nell’accettare il trasferimento.
“Un grandissimo grazie per aver capito la necessità di questo cambiamento”, ha detto il primo cittadino. “Sarà un nuovo punto di partenza per la vostra associazione in una realtà che comunque offre nuove possibilità, grazie alla vicinanza della Riserva di Sartirana e della Grugana. Come amministrazione abbiamo cercato di contribuire con nuovi arredi per la cucina a farvi sentire il più possibile a casa”.

Mattia Salvioni e Marcello Ripamonti
Un concetto ribadito anche dall’assessora Valeria Marinari, che ha espresso i propri complimenti per aver trasformato una necessità in opportunità e per essere riusciti a creare un ambiente accogliente e “su misura” per l’associazione.
Il gruppo poi si è trasferito all’esterno per il rito del taglio del nastro.
Attualmente l’associazione segue 25 utenti in collaborazione con i servizi del Dipartimento per la salute mentale di Lecco.

I soci sono una sessantina, mentre una decina sono i volontari attualmente attivi.
Molte le attività che vengo realizzate.
Il lunedì è il giorno del laboratorio creativo (disegno, scrittura, mindfulness), il giovedì c’è il corso di disegno e pittura, la domenica è invece dedicata ad attività che variano di volta in volta come la creazione e la preparazione di eventi, prove di teatro e balletto, feste di compleanno, giochi di società.
A Brugarolo è rimasto l’orto, dove vengono coltivate le verdure che in giornate prestabilite si possono acquistare in piazza Prinetti.
Il prossimo mese di giugno gli utenti potranno usufruire di un soggiorno educativo in montagna, a Santa Caterina di Valfurva, organizzato in autogestione.

“Preferiamo questo tipo di organizzazione piuttosto che andare in albergo”, spiega il presidente Marcello Ripamonti. “L’autogestione è il modo migliore per stare insieme e inoltre permette ai ragazzi di attivarsi per compiti quotidiani, quali rifarsi il letto, che favoriscono l’autonomia”.
Ripamonti, che ha una laurea in Filosofia e ha pubblicato il libro “La società che cura”, resterà in carica come presidente fino al 2029.
“Il trasloco è stato impegnativo ma abbiamo fatto di tutto perché non si creasse un vuoto tra l’abbandono della vecchia sede e l’ingresso nella nuova. I nostri utenti sono persone che spesso vivono l’isolamento nelle loro case e quindi poter terminare da una parte la domenica e riprendere dall’altra il lunedì è stato molto importante”.

L’aiuto dei volontari è stato anche in questa occasione fondamentale.
Quanto alla nuova sistemazione, il presidente mostra di avere un’ottica positiva: “Cercheremo di conoscere le realtà che ci sono in zona e di sfruttare l’occasione per creare nuove connessioni”.
A.Vi.
























