Il 12 la giornata internazionale degli infermieri
Il 12 maggio ricorre la Giornata Internazionale degli Infermieri. A cento anni dall’avvio della formazione infermieristica in Italia, la professione ha conosciuto una profonda evoluzione, passando da un modello tecnico a un percorso universitario con competenze avanzate e un ruolo sempre più centrale nella presa in carico dei pazienti.
Di questa evoluzione si discuterà anche nell’evento organizzato a Roma dal titolo “Un Secolo di Sapere Infermieristico”, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. In questo solco si inserisce il convegno che si terrà il 16 maggio a Lecco, promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche, dal titolo “Segni di rinnovamento scientifico e professionale: un nuovo futuro per l’infermieristica”.
L’evento sarà l’occasione per presentare i nuovi percorsi formativi in Scienze Infermieristiche e accogliere nella comunità professionale i neolaureati della sede lecchese dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che illustreranno i principali risultati dei loro elaborati di tesi.
Nel corso della mattinata, il Presidente di OPI Lecco presenterà anche alcuni dati relativi alla professione a livello locale e nazionale. Nel territorio lecchese risultano iscritti oltre 2.100 infermieri, con un numero di nuovi ingressi che si mantiene stabile nel tempo (35 neolaureati nel 2025). Tuttavia, il bilancio tra iscrizioni e cancellazioni evidenzia una crescita complessiva contenuta, segnale di un equilibrio che, pur garantendo oggi la tenuta del sistema, potrebbe risultare fragile nel medio periodo.
A questo si aggiunge il dato relativo alla distribuzione per età, che evidenzia una significativa concentrazione nelle fasce più mature della professione, con la previsione di un numero rilevante di pensionamenti nei prossimi anni e la conseguente necessità di garantire un adeguato ricambio generazionale.
Il rapporto tra infermieri e popolazione si attesta a circa 6,3 infermieri ogni 1.000 abitanti, un dato in linea con il contesto nazionale ma inferiore rispetto alla media dei Paesi OCSE (9,2), evidenziando un divario che interessa l’intero sistema sanitario.
A ciò si affianca il tema della valorizzazione economica: in Italia le retribuzioni degli infermieri risultano inferiori rispetto alla media dei Paesi OCSE, una condizione ulteriormente penalizzata negli ultimi anni dalla progressiva riduzione del potere d’acquisto.
Nel contesto locale emergono inoltre segnali che meritano attenzione: una quota di professionisti ha dichiarato la disponibilità a valutare opportunità lavorative in altre province, anche in relazione alle differenze nei riconoscimenti economici, come nel caso dell’indennità di confine che favorisce chi opera in prossimità della Svizzera, da cui la provincia di Lecco è esclusa. Un elemento che si inserisce in un quadro più ampio caratterizzato da condizioni di lavoro spesso complesse.
Tra queste, il tema delle aggressioni agli operatori sanitari rappresenta una criticità crescente, frequentemente legata a fattori organizzativi e sistemici che incidono sulla qualità dell’assistenza e sul clima lavorativo.
Nonostante queste difficoltà, la letteratura scientifica internazionale evidenzia come la presenza di infermieri con formazione universitaria sia associata a migliori esiti assistenziali e a una riduzione della mortalità nei contesti ospedalieri. Anche in Italia, le più recenti analisi confermano elevati livelli di soddisfazione dei pazienti rispetto all’assistenza infermieristica, in particolare per gli aspetti relazionali e di presa in carico.
«I dati ci restituiscono una fotografia realistica – dichiara il Presidente di OPI Lecco, Fabio Fedeli – fatta di impegno, competenze e responsabilità, ma anche di criticità che non possono essere ignorate. Investire sugli infermieri significa investire sulla qualità dell’assistenza e sulla tenuta del sistema sanitario».
«Per celebrare la Giornata Internazionale dell’Infermiere – prosegue Fedeli – il 16 maggio organizzeremo un convegno dedicato allo sviluppo professionale, con l’obiettivo di approfondire questi temi, valorizzare i nuovi percorsi formativi, tra cui le lauree magistrali ad indirizzo clinico, e dare spazio ai lavori di tesi dei giovani colleghi formatisi nella sede di Lecco».
A livello locale diventa quindi fondamentale continuare a sostenere la professione, valorizzarne il ruolo e promuovere condizioni che ne favoriscano l’attrattività, anche per le nuove generazioni. La Giornata Internazionale dell’Infermiere rappresenta così non solo un momento celebrativo, ma un’occasione per riconoscere e diffondere il valore di una professione che, da oltre un secolo, è al servizio della salute delle persone.
Di questa evoluzione si discuterà anche nell’evento organizzato a Roma dal titolo “Un Secolo di Sapere Infermieristico”, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. In questo solco si inserisce il convegno che si terrà il 16 maggio a Lecco, promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche, dal titolo “Segni di rinnovamento scientifico e professionale: un nuovo futuro per l’infermieristica”.
L’evento sarà l’occasione per presentare i nuovi percorsi formativi in Scienze Infermieristiche e accogliere nella comunità professionale i neolaureati della sede lecchese dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che illustreranno i principali risultati dei loro elaborati di tesi.
Nel corso della mattinata, il Presidente di OPI Lecco presenterà anche alcuni dati relativi alla professione a livello locale e nazionale. Nel territorio lecchese risultano iscritti oltre 2.100 infermieri, con un numero di nuovi ingressi che si mantiene stabile nel tempo (35 neolaureati nel 2025). Tuttavia, il bilancio tra iscrizioni e cancellazioni evidenzia una crescita complessiva contenuta, segnale di un equilibrio che, pur garantendo oggi la tenuta del sistema, potrebbe risultare fragile nel medio periodo.
A questo si aggiunge il dato relativo alla distribuzione per età, che evidenzia una significativa concentrazione nelle fasce più mature della professione, con la previsione di un numero rilevante di pensionamenti nei prossimi anni e la conseguente necessità di garantire un adeguato ricambio generazionale.
Il rapporto tra infermieri e popolazione si attesta a circa 6,3 infermieri ogni 1.000 abitanti, un dato in linea con il contesto nazionale ma inferiore rispetto alla media dei Paesi OCSE (9,2), evidenziando un divario che interessa l’intero sistema sanitario.
A ciò si affianca il tema della valorizzazione economica: in Italia le retribuzioni degli infermieri risultano inferiori rispetto alla media dei Paesi OCSE, una condizione ulteriormente penalizzata negli ultimi anni dalla progressiva riduzione del potere d’acquisto.
Nel contesto locale emergono inoltre segnali che meritano attenzione: una quota di professionisti ha dichiarato la disponibilità a valutare opportunità lavorative in altre province, anche in relazione alle differenze nei riconoscimenti economici, come nel caso dell’indennità di confine che favorisce chi opera in prossimità della Svizzera, da cui la provincia di Lecco è esclusa. Un elemento che si inserisce in un quadro più ampio caratterizzato da condizioni di lavoro spesso complesse.
Tra queste, il tema delle aggressioni agli operatori sanitari rappresenta una criticità crescente, frequentemente legata a fattori organizzativi e sistemici che incidono sulla qualità dell’assistenza e sul clima lavorativo.
Nonostante queste difficoltà, la letteratura scientifica internazionale evidenzia come la presenza di infermieri con formazione universitaria sia associata a migliori esiti assistenziali e a una riduzione della mortalità nei contesti ospedalieri. Anche in Italia, le più recenti analisi confermano elevati livelli di soddisfazione dei pazienti rispetto all’assistenza infermieristica, in particolare per gli aspetti relazionali e di presa in carico.
«I dati ci restituiscono una fotografia realistica – dichiara il Presidente di OPI Lecco, Fabio Fedeli – fatta di impegno, competenze e responsabilità, ma anche di criticità che non possono essere ignorate. Investire sugli infermieri significa investire sulla qualità dell’assistenza e sulla tenuta del sistema sanitario».
«Per celebrare la Giornata Internazionale dell’Infermiere – prosegue Fedeli – il 16 maggio organizzeremo un convegno dedicato allo sviluppo professionale, con l’obiettivo di approfondire questi temi, valorizzare i nuovi percorsi formativi, tra cui le lauree magistrali ad indirizzo clinico, e dare spazio ai lavori di tesi dei giovani colleghi formatisi nella sede di Lecco».
A livello locale diventa quindi fondamentale continuare a sostenere la professione, valorizzarne il ruolo e promuovere condizioni che ne favoriscano l’attrattività, anche per le nuove generazioni. La Giornata Internazionale dell’Infermiere rappresenta così non solo un momento celebrativo, ma un’occasione per riconoscere e diffondere il valore di una professione che, da oltre un secolo, è al servizio della salute delle persone.

























