Merate: tra giardini, storia e panorami villa Lavezzari incanta i visitatori del FAI
Nel cuore verde della Brianza lecchese, il weekend del 9 e 10 maggio ha offerto un’occasione di rara bellezza e scoperta grazie alle aperture primaverili del FAI. Villa Lavezzari, uno dei gioielli più raffinati e discreti di Merate, ha spalancato le sue porte e i suoi giardini in fiore, regalando ai visitatori un’esperienza indimenticabile tra storia, architettura e natura.



Curata dalla Delegazione FAI Alta Brianza in collaborazione con la proprietà, l'iniziativa ha visto protagonisti i volontari della Fondazione che hanno accompagnato i gruppi con passione, trasformando ogni percorso in un racconto vivo tra passato e presente.



Situata nel punto più alto della direttrice verso Lecco, nella frazione di Cicognola, Villa Lavezzari domina il paesaggio con sobria eleganza. Costruita all’inizio dell’Ottocento come residenza di villeggiatura e registrata nel catasto Lombardo-Veneto, la dimora si inserisce in un periodo di florido sviluppo infrastrutturale della Brianza, grazie a numerosi lavori promossi dagli Asburgo, tra cui il potenziamento della strada Osnago-Calco del 1833. Questo rese la zona particolarmente ambita dalle famiglie milanesi per le loro residenze estive di delizia.
Oltrepassata la piccola torretta d’ingresso, che segna il confine tra la strada e l’intimità del parco, ci si immerge in un’atmosfera sospesa, dove il tempo pare scandito solo dal ritmo delle stagioni. La guida ha accompagnato i visitatori attraverso gli ambienti rappresentativi del piano terra per aprirsi poi sul grande giardino, che alterna parterre geometrici ad aree di gusto romantico.



In questo periodo di maggio le fioriture di azalee, ortensie, iris e piante d’ombra hanno creato quadri naturali di grande suggestione. L’asse prospettico principale, perfettamente orientato verso il Santuario della Beata Vergine del Carmelo di Montevecchia, accompagna lo sguardo in un crescendo di armonia: fontane, gazebo e dolci salite conducono fino alla sommità della collina, dove la piscina regala un panorama mozzafiato sulle Prealpi lecchesi, con il Resegone protagonista all’orizzonte.



L’edificio si distingue per il suo elegante impianto ad L, con il corpo principale affacciato verso est e una caratteristica torre belvedere che si erge dal giardino. Il fronte è impreziosito da cornici in pietra, bugnato inciso al piano terra e un raffinato balconcino centrale. La torre, elemento sia funzionale che simbolico, offre un punto di osservazione privilegiato e caratterizza il profilo della villa, visibile arrivando da Lecco.
Oggi Villa Lavezzari è di proprietà della Colombo Group srl e vive una nuova stagione di splendore grazie a un’importante riqualificazione voluta dalla proprietà, guidata da Massimiliano Colombo. Gli interventi hanno riguardato il restauro accurato degli interni, il consolidamento strutturale e soprattutto la valorizzazione dei giardini, sempre nel pieno rispetto dell’identità storica ma con uno sguardo rivolto alla sostenibilità e all’eccellenza contemporanea.



Tra i progetti in corso spicca la creazione di un orto botanico esperienziale dedicato in particolare a erbacee perenni e rosai. L’obiettivo è far conoscere l’evoluzione di queste varietà vegetali e insegnare come utilizzarle con successo anche nel verde urbano, trasformando il giardino in un luogo di apprendimento e sensibilizzazione ambientale.



Le visite guidate del FAI hanno permesso di apprezzare un luogo che fonde con eleganza architettura ottocentesca, bellezza paesaggistica e visione contemporanea, sottolineando l’importanza della tutela del patrimonio meratese. Villa Lavezzari ha offerto un messaggio chiaro: la cura costante della storia e della natura è il modo migliore per preservare la bellezza di questi luoghi.



Curata dalla Delegazione FAI Alta Brianza in collaborazione con la proprietà, l'iniziativa ha visto protagonisti i volontari della Fondazione che hanno accompagnato i gruppi con passione, trasformando ogni percorso in un racconto vivo tra passato e presente.



Situata nel punto più alto della direttrice verso Lecco, nella frazione di Cicognola, Villa Lavezzari domina il paesaggio con sobria eleganza. Costruita all’inizio dell’Ottocento come residenza di villeggiatura e registrata nel catasto Lombardo-Veneto, la dimora si inserisce in un periodo di florido sviluppo infrastrutturale della Brianza, grazie a numerosi lavori promossi dagli Asburgo, tra cui il potenziamento della strada Osnago-Calco del 1833. Questo rese la zona particolarmente ambita dalle famiglie milanesi per le loro residenze estive di delizia.
Oltrepassata la piccola torretta d’ingresso, che segna il confine tra la strada e l’intimità del parco, ci si immerge in un’atmosfera sospesa, dove il tempo pare scandito solo dal ritmo delle stagioni. La guida ha accompagnato i visitatori attraverso gli ambienti rappresentativi del piano terra per aprirsi poi sul grande giardino, che alterna parterre geometrici ad aree di gusto romantico.



In questo periodo di maggio le fioriture di azalee, ortensie, iris e piante d’ombra hanno creato quadri naturali di grande suggestione. L’asse prospettico principale, perfettamente orientato verso il Santuario della Beata Vergine del Carmelo di Montevecchia, accompagna lo sguardo in un crescendo di armonia: fontane, gazebo e dolci salite conducono fino alla sommità della collina, dove la piscina regala un panorama mozzafiato sulle Prealpi lecchesi, con il Resegone protagonista all’orizzonte.



L’edificio si distingue per il suo elegante impianto ad L, con il corpo principale affacciato verso est e una caratteristica torre belvedere che si erge dal giardino. Il fronte è impreziosito da cornici in pietra, bugnato inciso al piano terra e un raffinato balconcino centrale. La torre, elemento sia funzionale che simbolico, offre un punto di osservazione privilegiato e caratterizza il profilo della villa, visibile arrivando da Lecco.
Oggi Villa Lavezzari è di proprietà della Colombo Group srl e vive una nuova stagione di splendore grazie a un’importante riqualificazione voluta dalla proprietà, guidata da Massimiliano Colombo. Gli interventi hanno riguardato il restauro accurato degli interni, il consolidamento strutturale e soprattutto la valorizzazione dei giardini, sempre nel pieno rispetto dell’identità storica ma con uno sguardo rivolto alla sostenibilità e all’eccellenza contemporanea.



Tra i progetti in corso spicca la creazione di un orto botanico esperienziale dedicato in particolare a erbacee perenni e rosai. L’obiettivo è far conoscere l’evoluzione di queste varietà vegetali e insegnare come utilizzarle con successo anche nel verde urbano, trasformando il giardino in un luogo di apprendimento e sensibilizzazione ambientale.



Le visite guidate del FAI hanno permesso di apprezzare un luogo che fonde con eleganza architettura ottocentesca, bellezza paesaggistica e visione contemporanea, sottolineando l’importanza della tutela del patrimonio meratese. Villa Lavezzari ha offerto un messaggio chiaro: la cura costante della storia e della natura è il modo migliore per preservare la bellezza di questi luoghi.
M.Pen.
























