Cernusco: la mostra fotografica di Guidetti sugli anni Settanta

Un tuffo nel passato o un ritorno al futuro? 
La mostra del fotografo Giacomo Guidetti che ripercorre tappe salienti del decennio dei Settanta, suscita entrambe le sensazioni.
Perché per chi ha vissuto in quel periodo è un bagno nella memoria, ma per chi non c’era sembra invece riproporre temi ancora terribilmente attuali, dalla sanità ai morti sul lavoro, dal conflitto israelo-palestinese al salario minimo.
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Salvatore Krassowski, Barbara Cabotto, Giacomo Guidetti

Lo ha sottolineato anche nel suo intervento introduttivo sabato pomeriggio nella sala-mostre di Cernusco Lombardone l’esponente dell’associazione Puntorosso-rete delle alternative, Salvatore Krassowski. 
Dopo aver ricordato nella Giornata delle vittime del terrorismo Aldo Moro, il cui cadavere venne ritrovato proprio il 9 maggio del 1978, e il giornalista Peppino Impastato, vittima della mafia, Krassowski ha affermato che pur con le sue contraddizioni quello dei Settanta “è stato un decennio che ci ha dato tantissimo”. 

Concetto poi dettagliato in modo molto puntuale dal fotografo Guidetti che, nel presentare a video le foto (una sessantina) esposte nella mostra “Andate a laurà!”, ha raccontato quegli anni da testimone diretto e, data la sua professione, privilegiato. 
“Sono stati definiti ‘anni di piombo’ ed è vero, c’è stata violenza, ma sono stati anche anni fruttuosi. L’autunno caldo del 1969 ha fatto nascere i Consigli di Fabbrica e sulla scia di quelle lotte sono state fatte riforme importanti: lo Statuto dei Lavoratori, gli asili nido pubblici, la tutela delle lavoratrici madri e il divieto di licenziamento in caso di maternità, il servizio civile in alternativa all’obbligo di leva, il nuovo diritto di famiglia, l’istituzione dei consultori familiari”.
Alcune di queste, ha ricordato, non sono ancora oggi del tutto attuate come la parità salariale uomo-donna, la riforma delle carceri e la legge Basaglia. 

Galleria fotografica (vedi tutte le 15 immagini)


Altre, come la legge sullo stupro definito reato contro la persona e non contro la morale hanno dovuto aspettare decenni prima di essere approvate.
Tutte però sono nate da quelle lotte, dentro e fuori le fabbriche, testimoniate dalle fotografie di Guidetti che ha voluto anche raccontare sprazzi della sua biografia personale.
“Nel 1970 sono arrivato a Milano da Roma per lavorare come fotografo. Il primo impatto non è stato semplice: sono andato all’Alfa Romeo di Arese dove era in corso uno sciopero ma il picchetto degli operai mi ha costretto a consegnare i rullini delle foto che avevo fatto. Questo perché non mi conoscevano, in seguito è stato più facile ma comunque molto faticoso. C’erano a volte anche tre o quattro manifestazioni in un giorno, poi dovevo sviluppare e stampare le foto. Si dormiva poco”.
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Altri temi che emergono dalle immagini e che Guidetti ha voluto sottolineare sono l’inizio di una coscienza ambientalista (“più all’estero che in Italia, però”), l’emancipazione femminile (“uno dei più grandi successi di quegli anni”), la propaganda (“non c’era internet, si faceva con volantini, manifesti, comizi e cartelloni, l’azienda che produceva le macchine da ciclostile ha avuto un boom eccezionale”), l’internazionalismo (“credevamo nell’universalità del genere umano ed eravamo contro le guerre, quella del Vietnam e quella in Palestina”).
Il fotografo si è poi soffermato sul collettivo R60, gruppo di musicisti e attori di cui faceva parte con un ruolo di primo piano Barbara Gabotto, che ha intervallato il racconto di Guidetti con l’esecuzione di alcune canzoni popolari legate al mondo del lavoro e alla Resistenza.
Membri del collettivo, che animava con canti e rappresentazioni le manifestazioni di piazza, erano anche personaggi famosi come il cantante Pierangelo Bertoli e l’attore Lou Castel.
La mostra è visitabile sabato 16 maggio e domenica 17 dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, in piazza della Vittoria a Cernusco Lombardone.
Sino a domenica 17, nella stessa sede e con i medesimi orari, si potrà vedere anche l’esposizione “E la paga la portavo in famiglia”, mostra fotografica sul lavoro delle donne da metà dell’800 a metà del ‘900.
A.Vi.
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