Condivido la mia esperienza sanitaria al Leopoldo Mandic
Caro Direttore, desidero condividere una recente esperienza da paziente presso l’ospedale di Merate, struttura in cui ho lavorato per quasi vent’anni come medico anestesista. A seguito di una caduta domestica con sospetta frattura del polso, mi sono rivolto al Pronto Soccorso, dove ho ritrovato professionalità, cortesia ed empatia, qualità che da sempre contraddistinguono questo ospedale. Dopo gli accertamenti radiologici, il giorno successivo sono stato sottoposto a riduzione della frattura e immobilizzazione in gesso. La procedura, eseguita con competenza, è stata però estremamente dolorosa: un’intensità che valuterei 9 su 10, senza alcuna forma di analgesia o sedazione. Un aspetto che mi ha colpito, considerando l’attenzione che in passato veniva posta al controllo del dolore. Il decorso è stato regolare. Alla rimozione del gesso, mi è stato consigliato un esercizio semplice per la riabilitazione, confidando nel recupero spontaneo. Pur riconoscendo la validità dell’indicazione, ho avuto qualche perplessità, legata anche all’età e alle condizioni ossee. Per questo ho cercato un confronto informativo utilizzando strumenti di Intelligenza Artificiale, che hanno fornito indicazioni più articolate: sia sull’opportunità della sedo-analgesia durante la riduzione della frattura (sedo analgesia che confermo indispensabile come anestesista) , sia su un programma riabilitativo strutturato per fasi. Da questa esperienza traggo alcune considerazioni. Il livello complessivo dell’assistenza ricevuta è stato buono, ma rimane uno spazio di miglioramento, in particolare su due aspetti: la gestione del dolore nelle procedure e la qualità della comunicazione e delle indicazioni post-trattamento. Esiste oggi un divario crescente tra le aspettative informate dei pazienti e la pratica clinica corrente. Se non colmato, questo rischio può generare sfiducia, contenziosi e ulteriore pressione su un sistema sanitario già in difficoltà. Credo che una possibile evoluzione stia in un equilibrio tra competenza clinica, attenzione al paziente e integrazione di nuovi strumenti informativi, inclusa l’Intelligenza Artificiale, come supporto – non sostitutivo – del rapporto medico-paziente. Spero che questa testimonianza possa contribuire a una riflessione costruttiva sulla qualità della sanità pubblica.
Cordiali saluti,
Cordiali saluti,
Dr. Marco Nassini
























