Politiche disastrose, mobilità da incubo

Da anni (e non solo da settimane come altri che se ne stanno accorgendo alla fiaccolata) seguiamo da vicino il problema dell’attraversamento tra le due sponde dell’Adda.
Certamente si tratta di una cosa importante e complessa nelle sue implicazioni ma abbiamo capito che, a furia di scelte sbagliate, di non scelte, di accantonamenti del problema, di spinte privatistiche, di sprechi che sottraggono risorse, di sottovalutazioni del valore storico ambientale o delle complicazioni geologiche, e soprattutto a furia di tenere tutto fuori dalla discussione e dalla programmazione condivisa, si arriva al disastro del traffico che in questi giorni, dopo la chiusura del ponte di Brivio per ben 15 mesi, sta affliggendo la mobilità ed esasperando i cittadini.
Nessuna programmazione di provvedimenti alternativi: ecco che si riversano volumi di traffico da una strettoia all’altra.
Ma una lezione si può apprendere con facilità: appare chiaro cosa succederà quando un’arteria di quattro corsie, posizionata tra Calusco e Paderno, cancellando per sempre il valore del S. Michele, convoglierà un enorme volume di traffico sulle povere strade già piene di semafori, passaggi a livello, imbottigliamenti, code giornaliere nelle ore di punta.
Nessuna programmazione, nessuna progettazione di una qualsiasi alternativa che pure, lo attestano gli atti, è possibile più a Sud, fuori dal cono visivo dell’Adda leonardesca, già in lontani tempi valutata fattibile. Essa è stata chiaramente indicata nel Dibattito Pubblico da chi, al di là del colore politico, ha a cuore la salute dei cittadini, il valore ambientale di una zona di pregio internazionale e soluzioni di mobilità che guardano al futuro.
Ma che giunte sono queste Regionali e Provinciali che non hanno affrontato seriamente nei decenni la necessità di collegare i territori di qua e di là dell’Adda?
Aspettavano che RFI dichiarasse il ponte S. Michele insufficiente per caricare sulla stessa RFI la costruzione della nuova infrastruttura in una posizione decisamente incomprensibile e infelice? E perché per il miglioramento ferroviario si è abbandonato il progetto già fatto della Gronda Est -Ovest e si insiste ad utilizzare il budello in mezzo alle abitazioni di Calusco e Paderno?
Ora aspettano che monti per bene l’esasperazione degli automobilisti per far digerire ogni possibile scempio, ogni progetto disastroso ma fatto passare per panacea della mobilità. (A proposito: la velocità media prevista dal nuovo ponte andrà dai 20 ai 21 km all’ora!!!)
Le relazioni e gli studi sul traffico parlano chiaro: si attende una triplicazione (almeno) dei mezzi che attraverseranno questo nuovo ponte Calusco-Paderno di cui migliaia e migliaia di tir ogni giorno (l’inceneritore caluschese infatti ha ottenuto l’autorizzazione a passare da 30.000 tonnellate a 110.000 tonnellate la combustione annua di rifiuti che devono arrivare da ogni parte e a ritmo continuo).
La configurazione fisica dei paesi e l’atmosfera, sì, proprio l’aria che respiriamo, saranno stravolte.
Ma davvero Regione e Province sono dalla parte dei cittadini?
La Giunta provinciale lecchese non pare proprio interessata ad ascoltare le proposte alternative dei sindaci locali e insiste sul ponte/scempio poi si parlerà di sistemazioni e bretelle varie.
L’opposizione a questo disastro deve essere ferma e generalizzata.
Sì ai beni comuni, alla salute dei cittadini, alla vivibilità dei territori, a una mobilità più razionale.
No agli interessi privati e alla distruzione di un monumento nazionale.
Federazione PRC Lecco
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