Brivio, asilo: il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Cooperativa Gialla di Roma
A distanza di pochi mesi dalla sentenza del TAR che aveva ribaltato l’assegnazione dell’asilo nido “Un due tre stella” di Beverate di Brivio, arriva ora un nuovo pronunciamento destinato a chiudere definitivamente la lunga vicenda giudiziaria. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso presentato dalla Cooperativa Gialla, confermando così in via definitiva l’affidamento della gestione dell’asilo nido di Beverate a Cometa Cooperativa Sociale.
La decisione rappresenta l’ultimo passaggio di una controversia che per oltre un anno ha coinvolto Comune di Brivio, Cooperative e famiglie del territorio. Dopo la sentenza del TAR del novembre 2025, che aveva dichiarato inefficace il contratto stipulato tra il Comune e Cooperativa Gialla disponendo il subentro di Cometa, la cooperativa romana aveva scelto di impugnare il provvedimento davanti al Consiglio di Stato. Ora anche il secondo grado della giustizia amministrativa ha però confermato le ragioni di Cometa.
A renderlo noto è stato il presidente della cooperativa di Casatenovo, l’architetto Ildefonso Ghezzi, che ha evidenziato i due punti centrali affrontati nelle 42 pagine della sentenza. Da una parte l’anomalia dell’offerta economica presentata da Cooperativa Gialla, ritenuta non congrua, dall’altra il tema della tutela dei lavoratori e del contratto collettivo applicato.
Particolarmente significativo il richiamo contenuto nella sentenza all’articolo 11 del Decreto Legislativo 36 del 2023, norma che punta a garantire la salvaguardia delle condizioni dei lavoratori negli appalti pubblici. Il Consiglio di Stato sottolinea infatti che “la competizione fra imprese” non può basarsi sulla riduzione delle tutele occupazionali e salariali al fine di ottenere risparmi sul costo del lavoro.
Nel testo si legge inoltre che “l’offerente non può utilizzare l’applicazione del diverso contratto collettivo (…) al fine di ottenere un risparmio di spesa sulla componente fissa della retribuzione dei lavoratori della commessa”, un passaggio che rafforza ulteriormente le motivazioni già accolte dal TAR nei mesi scorsi.
Con questa decisione si consolida quindi definitivamente il ritorno della Cooperativa Sociale Cometa nella gestione dell’asilo nido di Beverate, mettendo fine a un contenzioso amministrativo discusso, secondo molti, per fin troppo tempo.Per famiglie e personale, intanto, la sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un punto fermo dopo mesi di incertezza e continui sviluppi giudiziari.
La decisione rappresenta l’ultimo passaggio di una controversia che per oltre un anno ha coinvolto Comune di Brivio, Cooperative e famiglie del territorio. Dopo la sentenza del TAR del novembre 2025, che aveva dichiarato inefficace il contratto stipulato tra il Comune e Cooperativa Gialla disponendo il subentro di Cometa, la cooperativa romana aveva scelto di impugnare il provvedimento davanti al Consiglio di Stato. Ora anche il secondo grado della giustizia amministrativa ha però confermato le ragioni di Cometa.

Particolarmente significativo il richiamo contenuto nella sentenza all’articolo 11 del Decreto Legislativo 36 del 2023, norma che punta a garantire la salvaguardia delle condizioni dei lavoratori negli appalti pubblici. Il Consiglio di Stato sottolinea infatti che “la competizione fra imprese” non può basarsi sulla riduzione delle tutele occupazionali e salariali al fine di ottenere risparmi sul costo del lavoro.
Nel testo si legge inoltre che “l’offerente non può utilizzare l’applicazione del diverso contratto collettivo (…) al fine di ottenere un risparmio di spesa sulla componente fissa della retribuzione dei lavoratori della commessa”, un passaggio che rafforza ulteriormente le motivazioni già accolte dal TAR nei mesi scorsi.
Con questa decisione si consolida quindi definitivamente il ritorno della Cooperativa Sociale Cometa nella gestione dell’asilo nido di Beverate, mettendo fine a un contenzioso amministrativo discusso, secondo molti, per fin troppo tempo.Per famiglie e personale, intanto, la sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un punto fermo dopo mesi di incertezza e continui sviluppi giudiziari.
E.Ma.
























