Paderno: centinaia di auto incolonnate da Carvico e da Robbiate verso il ponte
Forse complice il ponte lungo del 1° maggio, o forse una preventiva tutela utilizzando lo smart working, lunedì, primo giorno di chiusura del ponte di Brivio, pareva che la situazione fosse critica ma non catastrofica.


La realtà si è mostrata oggi in tutta la sua drammaticità. Non che a RFI, a Regione Lombardia o alla provincia di Lecco importi molto. Nessuno si è speso per realizzare un ponte temporaneo o un’altra soluzione tampone. E così alle ore 18 di oggi martedì 5 maggio, la colonna di auto diretta al ponte di Paderno è ferma al semaforo di Robbiate. Identica la situazione dall’altra sponda dove la coda delle auto arriva persino alla rotatoria da cui si imbocca la provinciale per Capriate, Autostrada A4.


Non saranno certo queste immagini a turbare i sonni di Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle infrastrutture con precedente esperienza ai Trasporti dal 2018 al 2023, e di Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco dal 2022.


Tuttavia quello che si poteva ampiamente prevedere sta accadendo. E siamo solo all’inizio. Per ora sono ore di incolonnamento. Ma nei prossimi mesi ci saranno gravi danni all’economia con chiusure di attività commerciali e di ristorazione.


La realtà si è mostrata oggi in tutta la sua drammaticità. Non che a RFI, a Regione Lombardia o alla provincia di Lecco importi molto. Nessuno si è speso per realizzare un ponte temporaneo o un’altra soluzione tampone. E così alle ore 18 di oggi martedì 5 maggio, la colonna di auto diretta al ponte di Paderno è ferma al semaforo di Robbiate. Identica la situazione dall’altra sponda dove la coda delle auto arriva persino alla rotatoria da cui si imbocca la provinciale per Capriate, Autostrada A4.


Non saranno certo queste immagini a turbare i sonni di Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle infrastrutture con precedente esperienza ai Trasporti dal 2018 al 2023, e di Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco dal 2022.


Tuttavia quello che si poteva ampiamente prevedere sta accadendo. E siamo solo all’inizio. Per ora sono ore di incolonnamento. Ma nei prossimi mesi ci saranno gravi danni all’economia con chiusure di attività commerciali e di ristorazione.
























