Merate: meglio un bilancio a posto che le grandi opere

Articolo: Merate: una consigliatura senza coraggio, di ordinaria gestione
Direttore, Le contesto una contraddizione: da un lato rimprovera a Salvioni la mancanza di audacia nel non avviare grandi opere, dall’altro evidenzia limiti, costi e criticità proprio delle opere realizzate in passato. Questo doppio standard rende poco chiaro quale sia il criterio di valutazione. Nel Suo ragionamento emerge un presupposto discutibile: che un buon sindaco debba necessariamente lasciare un’opera visibile. Si tratta di una lettura riduttiva, che privilegia la dimensione simbolica rispetto a quella sostanziale e rischia di trasformare l’azione amministrativa in una questione di “segno” più che di utilità per i cittadini. La complessità dell’azione amministrativa viene così ricondotta a una sola variabile - la realizzazione di grandi opere - trascurando aspetti altrettanto rilevanti, quali l’equilibrio di bilancio, l’efficienza gestionale e l’impatto nel medio-lungo periodo. A ciò si aggiunge l’uso di un linguaggio fortemente connotato (“senza coraggio”, “non lascerà traccia”), che orienta il giudizio sul piano emotivo più che su quello analitico, senza considerare seriamente alternative legittime come la prudenza finanziaria e la sostenibilità nel tempo. La prudenza, infatti, non è sinonimo di mancanza di coraggio. Al contrario, evitare nuovo debito e rinunciare a investimenti di dubbia utilità può richiedere maggiore responsabilità e visione. È relativamente facile accendere un mutuo e costruire; è più difficile sostenere che non sia opportuno farlo. Se in passato “lasciare un’opera” è stato considerato un parametro distintivo, la scelta di non inseguire questo modello può essere letta come una discontinuità: meno appariscente, ma più coerente con l’interesse dei cittadini, presenti e futuri. Grazie per l'attenzione
AAZ
L'equilibrio di bilancio è una tradizione meratese che, almeno a memoria, affonda le radici nell'era Ghezzi (1975-1985). Le cosiddette grandi opere non sono un monumento all'ego del sindaco di turno, ma servizi per l'intera collettività: Centro Diurno Disabili, Centro natatorio e sportivo di via Turati, scuola elementare di via Montello ecc. Certo alcune sono discutibili: l'area Cazzaniga per anni è stata oggetto di pesanti critiche ma ora con l'elegante locale e il centro giovanile ha preso una sua dimensione importante; viale Verdi si poteva indubbiamente fare di più e meglio ma alla fine è costato molto meno del previsto. L'avanzo di bilancio e i fondi in tesoreria, nonchè l'assenza di mutui e il rimborso di un solo leasing immobiliare possono consentire a questa Giunta di dotare la città di altri servizi. Faccio solo due esempi: 1) Abbattere l'ex macello e ricostruire le palestre utilizzando anche il terreno comunale ora incolto; 2) Tentare di acquisire gli immobili fatiscenti di via Sant'Ambrogio per avviare un piano di minialloggi e housing sociale da mettere a disposizione di infermieri e medici a prezzo calmierato per favorirne la scelta di questo presidio anzichè altri. Invece nel cassetto pare non ci sia nulla. A parte la fantomatica Brianza Valley. E questo, a nostro parere, non va per niente bene.
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